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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14548/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano sostenendo violazione dell'art. 8 c.p.p. e dell'art. 640 c.p., per incompetenza territoriale: la difesa ha dedotto che la consumazione del reato di truffa andava individuata nel luogo in cui la persona offesa ha effettuato il pagamento (Montebelluna, TV), poiché l'accredito su carta Postepay con Iban sarebbe avvenuto contestualmente all'addebito, rendendo immediatamente disponibile e irreversibile la somma all'imputato. I giudici di merito avevano invece ritenuto competente la magistratura milanese, perché il conto/postepay risultava aperto/intesato a Milano e avevano applicato, per la consumazione, principi tratti da giurisprudenza relativa ai bonifici e agli accrediti su conto corrente. Inoltre la Cassazione ha osservato un'errata inquadratura normativa circa la falsificazione dei documenti (la fattispecie andava inquadrata negli artt. 477/482 c.p. e non solo nell'art. 482 c.p.) e un errore nell'individuazione del delitto più grave ai fini del calcolo della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha preliminarmente precisato che la falsificazione della carta d'identità e del tesserino di appartenente alla Polizia di Stato doveva essere ricondotta agli artt. 477/482 c.p. (falsità materiale in certificato amministrativo commessa da privato) e non al solo art. 482 c.p., con conseguente diversa disciplina sanzionatoria rispetto a quanto considerato in merito. Quanto alla questione di competenza territoriale, la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano erroneamente applicato principi relativi ai bonifici/accertamenti bancari: per le ricariche su carte prepagate (es. Postepay) la disponibilità della somma è immediata e irreversibile al momento della ricarica, perciò il reato si consuma nel luogo in cui la persona offesa ha effettuato il versamento. Alla luce delle risultanze (dichiarazioni della persona offesa e documentazione su ricarica PayPal su Postepay), la Corte ha annullato senza rinvio le sentenze di primo e secondo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Treviso per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 8 c.p.p.

    Regola la competenza per territorio; nella vicenda è stata invocata per sostenere che la competenza deve essere determinata dal luogo di consumazione del reato, che va accertato valutando il momento/luogo in cui la vittima subisce la perdita definitiva del bene (per le ricariche su prepagate: luogo del versamento da parte della vittima).

  • art. 640 c.p.

    Norma incriminatrice della truffa; la Corte ha esaminato la determinazione del luogo e del tempo della consumazione del reato di truffa in relazione alle diverse modalità di pagamento (prepagata vs bonifico/accertamento su conto corrente).

  • art. 477 c.p. / art. 482 c.p.

    Norme relative alla falsità materiale in certificati amministrativi (art. 477) e relativi reati (art. 482); la Corte ha ritenuto che la falsificazione della carta d'identità e del tesserino, commessa da privato, debba essere inquadrata in tali disposizioni (477/482) e non nel solo art. 482, con effetto sulla determinazione della pena applicabile.

  • art. 81 c.p.

    Norma sul concorso di reati e determinazione della pena; la Corte ha rilevato un errore dei giudici di merito nell'individuare quale fosse il reato 'più grave' su cui calcolare la pena base e gli aumenti, incidendo sulla corretta applicazione dell'art. 81 c.p.

  • art. 83, comma 12-ter, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (conv. con L. 24 aprile 2020, n. 27)

    Norma procedurale citata per giustificare la requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale presso la Corte di cassazione; non incide sul merito sostanziale della competenza, ma attiene alla modalità di conclusione della requisitoria.

Massime di principio

  • Per i reati di truffa con pagamenti on-line occorre valutare la modalità tecnica del pagamento: se l'operazione rende immediatamente e irreversibilmente disponibile la somma al beneficiario (es. ricarica su carta prepagata), il reato si consuma nel luogo in cui la vittima ha effettuato il versamento; se invece il pagamento avviene via bonifico o con modalità che non comportano immediata irrevocabilità, la consumazione può essere collegata al luogo in cui l'agente effettivamente consegue il profitto (es. sede/filiale dove riscuote).
  • In contestazioni di competenza territoriale relative a truffe online è cruciale acquisire e valutare la documentazione bancaria/postale (movimenti, tempi di accredito, regole di irrevocabilità) e le dichiarazioni della persona offesa per stabilire il momento e il luogo della perdita definitiva del bene.
  • La corretta inquadratura normativa dei fatti (es. individuare se la falsificazione rilevi come reato previsto da art. 477/482 c.p. piuttosto che da altra disposizione) è essenziale perché influisce sulla misura delle pene e sul calcolo degli aumenti; errori in questo senso possono portare a cassazione della sentenza.
  • La giurisprudenza applicabile differisce a seconda dello strumento di pagamento: precedenti affermano chiaramente che per le 'prepagate' (Postepay) la disponibilità è immediata e la consumazione va riferita al luogo del versamento, mentre per bonifici e pagamenti su conto corrente va verificata la concreta acquisizione del profitto da parte dell'agente.
  • Se la Corte di merito si è basata su precedenti giurisprudenziali non pienamente comparabili per fatti — ad esempio ha applicato principi relativi a bonifici a un caso di ricarica su carta prepagata — è possibile ottenere l'annullamento per mancato corretto confronto tra principio e fattispecie; pertanto in difesa è importante evidenziare le differenze tecniche e fattuali con i precedenti citati.

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