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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37737/2024 del 14/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Foschi impugnava la conferma della condanna per bancarotta distrattiva (artt. 216, primo comma, n.1 e 223 legge fallimentare) contestando: 1) la qualificazione come distrazione della vendita a prezzo di costo di capi di abbigliamento (sostenendo che la merce era già deperita e non vendibile a prezzo di mercato); 2) la mancata considerazione dell'assenza di valore economico del marchio "Catch-22" trasferito gratuitamente; 3) l'insufficiente prova del valore dell'avviamento nella cessione d'azienda; 4) il diniego della circostanza attenuante di cui all'art. 219, terzo comma legge fallimentare; 5) errori nella determinazione della pena e nella conversione della pena detentiva in sanzioni sostitutive (art. 53 L. 689/1981 e disciplina sulle sanzioni sostitutive); 6) il diniego della non menzione della condanna nel casellario giudiziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in gran parte: ha ritenuto fondate le valutazioni della Corte d'appello sulla sistematicità e preordinazione della vendita sottocosto alla società sammarinese (con conseguente danno per la massa attiva di circa 70.000 euro), e sull'esistenza di valore economico del marchio desumibile dai contratti di licenza/sub-licenza. Sono state inoltre confermate le argomentazioni sulla non spettanza delle attenuanti nella misura chiesta e sulla adeguatezza della determinazione della pena. Tuttavia il quarto motivo, relativo alla mancata applicazione delle sanzioni sostitutive e alla mancata pronuncia del giudice sull'istanza di conversione della pena, è stato ritenuto fondato: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla questione delle sanzioni sostitutive e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per un nuovo giudizio su quel punto. Il resto della sentenza è stato confermato.

Norme richiamate

  • artt. 216, primo comma, n. 1 e 223 legge fallimentare

    Ricostituiscono il reato di bancarotta distrattiva: la Cassazione conferma che la vendita sistematica e preordinata sottocosto a una società collegata e la cessione gratuita di beni (anche immateriali) possono costituire distrazione idonea a danneggiare la massa attiva

  • art. 219, terzo comma, legge fallimentare

    Circostanza attenuante relativa alla particolare tenuità del danno patrimoniale: va valutata in riferimento alla diminuzione complessiva della massa attiva disponibile per i creditori; qui la Corte ha ritenuto non sussistente l'attenuante alla misura invocata

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena (comportamento, gravità, personalità del reo, ecc.): la Corte ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici di merito nella determinazione della pena e nella valutazione delle circostanze

  • art. 62 bis cod. pen.

    Circostanze attenuanti generiche: la Corte d'appello ha ridotto la rilevanza degli elementi di meritevolezza addotti e la Cassazione ha ritenuto logica la motivazione in tal senso

  • art. 20-bis cod. pen.

    Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: la Corte richiama che il giudice d'appello deve esaminare la richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive se l'imputato la fa tempestivamente

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Disciplina transitoria collegata alla riforma penitenziaria (cd. riforma Cartabia): la Corte evidenzia che per l'applicabilità delle sanzioni sostitutive occorre che l'imputato abbia formulato la richiesta in udienza o in grado d'appello

  • art. 53 L. 689/1981

    Norma sulla conversione delle pene detentive in sanzioni sostitutive: rilevante nella censura ritenuta fondata e che ha portato all'annullamento parziale e al rinvio

  • art. 175 cod. pen.

    Non menzione della condanna nel casellario: la Corte ha confermato il potere discrezionale del giudice di negare la non menzione per motivate esigenze di conoscenza pubblica e per la gravità delle condotte

  • art. 2555 cod. civ.

    Definizione giuridica del complesso aziendale e dell'avviamento: la Corte ricorda che l'avviamento comprende elementi più ampi dei risultati economici immediati e che la prova dell'esistenza di rapporti economicamente valutabili è centrale

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di impugnazione in cassazione: richiamato in relazione ai limiti formali del ricorso

Massime di principio

  • La vendita sistematica e preordinata di beni aziendali sottocosto a società collegate è indice di bancarotta distrattiva se determina un concreto danno alla massa attiva e può essere provata anche da elementi indiziari come il prezzo praticato e le fatture
  • La cessione gratuita di un marchio o altri beni immateriali non esclude automaticamente l'esistenza di valore economico: la prova può desumersi dai contratti di licenza/sub-licenza, dalle previsioni di royalties e dal modo in cui il segno è stato commercialmente utilizzato
  • La valutazione della tenuità del danno (art. 219, comma 3 l. fall.) deve considerare la diminuzione complessiva della massa attiva che sarebbe stata disponibile per i creditori, non solo le dimensioni aziendali assolute
  • Il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi sulle richieste di conversione in sanzioni sostitutive quando l'imputato le formula tempestivamente in sede di gravame; la mancata pronuncia è vizio che può determinare annullamento e rinvio
  • La concessione del beneficio della non menzione è discrezionale e va motivata con riferimento ai criteri dell'art. 133 cod. pen.; elementi di interesse pubblico e la gravità della condotta possono giustificare il diniego

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