Cassazione Civile, Sentenza n. 14484/2024 del 23/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione degli avvisi di accertamento IRPEF relativi agli anni 2005-2009 per presunta residenza in Italia nonostante la cancellazione dalle anagrafi e l'iscrizione AIRE, con il contribuente che affermava di essere residente effettivamente nel Principato di Monaco. L'Amministrazione applicava la presunzione di cui all'art. 2, comma 2-bis del Tuir (black list) e riteneva che il ricorrente non avesse fornito prova contraria. In appello e in cassazione il contribuente ha dedotto (i) violazione di legge per l'inversione dell'onere della prova; (ii) omessa motivazione su fatti decisivi; (iii) errata valutazione delle prove fornite circa l'effettiva residenza a Monaco; (iv) nullità della sentenza per violazione del principio di immutabilità del giudice (cambio del relatore). Ha anche lamentato, tardivamente, la decadenza dell'Amministrazione per decorrenza dei termini di accertamento (anno 2005).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili alcuni motivi per 'doppia conforme' e per essere proposti per la prima volta in cassazione; ha valutato nel merito che il contribuente non ha fornito prove idonee e specifiche a superare la presunzione di residenza in Italia prevista dall'art. 2, comma 2-bis del Tuir; ha confermato che la documentazione prodotta era generica, insufficiente e non analiticamente esaminata dal ricorrente. Ha altresì escluso la nullità della sentenza per il cambio del relatore, qualificando tale sostituzione come mera irregolarità interna. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della controricorrente, liquidate in complessivi Euro 10.000,00 oltre spese prenotate a debito, e dispone il versamento del c.d. doppio contributo.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 2, comma 2-bis
"2-bis. Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale"
Norma antielusiva che introduce una presunzione di residenza in Italia per i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi e emigrati in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). La presunzione opera salvo prova contraria e non è condizionata al fatto che il trasferimento sia avvenuto dall'Italia; grava sul contribuente l'onere di fornire prove concrete e specifiche per dimostrare l'effettiva residenza all'estero.
Codice di procedura civile, art. 360 (primo comma, nn. 3, 4, 5)
Articolo richiamato per i mezzi di impugnazione in cassazione (violazione di legge, nullità per vizio di motivazione, omessa pronuncia su punto decisivo). La Corte ha valutato l'ammissibilità e la fondatezza dei motivi dedotti ai sensi di tali lett. e ha ritenuto alcuni motivi inammissibili o infondati.
Codice di procedura civile, art. 156
Norma richiamata dalla giurisprudenza citata dalla Corte per affermare che la sostituzione del relatore per esigenze interne non determina la nullità della sentenza, essendo una mera irregolarità non causa di nullità processuale quando l'atto è posto in essere da giudice legittimato dell'ufficio.
Codice di procedura civile, art. 174
Norma delle formalità di sostituzione del giudice cui la Corte ha fatto riferimento per spiegare che la mancata osservanza non comporta automaticamente la nullità se la sostituzione è interna e tra giudici dello stesso ufficio.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
Norma richiamata in relazione al versamento del c.d. doppio contributo che il ricorrente deve versare in caso di rigetto del ricorso, confermato dalla Corte.
Codice di procedura civile, art. 348-ter (ultimo comma)
Richiamato implicitamente nella valutazione di inammissibilità per 'doppia conforme': la cassazione è inammissibile se non sono indicate ragioni diverse rispetto alle decisioni di primo e secondo grado quando queste sono conformi.
Massime di principio
- Quando un cittadino italiano è cancellato dalle anagrafi e risultano trasferimenti in Paesi inclusi nella 'black list', opera una presunzione legale di residenza in Italia salvo prova contraria: l'onere probatorio grava sul contribuente.
- Per superare la presunzione è necessario fornire prove concrete, specifiche e continue: certificati di residenza estera, documentazione anagrafica, conti correnti e pagamenti tracciabili, contratti di locazione/acquisto intestati, bollette e documenti che rechino il nome del contribuente, elementi che dimostrino stabile e durevole collegamento con lo Stato estero.
- Documenti generici, autocertificazioni non verificabili o scontrini senza tracciabilità e dichiarazioni di terzi all'estero sono, di norma, insufficienti a contrastare la presunzione.
- Se sia primo che secondo grado di giudizio confermano la stessa valutazione ('doppia conforme'), il ricorso per cassazione è spesso inammissibile se non sono indicate ragioni di fatto o di diritto differenti e specifiche.
- La sostituzione del relatore senza formale provvedimento è considerata, secondo la giurisprudenza applicata, una mera irregolarità interna e non determina automaticamente la nullità della sentenza, se l'atto è compiuto da giudice legittimato dell'ufficio.
- Questioni processuali o di merito sollevate per la prima volta in cassazione (es. decorrenza termini di accertamento) sono di regola inammissibili e devono essere discusse nei gradi di merito.
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