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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50801/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Coppola ha proposto ricorso per cassazione denunciando, con un unico motivo, carenza di motivazione ai sensi dell'art. 606 comma 1 lett. c) ed e) c.p.p. rispetto alla ritenuta sussistenza del dolo. Ha sostenuto di essere stata mera prestanome, ignara di essere divenuta amministratrice e dunque estranea alla gestione illecita, deduzione fondata sulle dichiarazioni rese al curatore fallimentare e in sede di interrogatorio delegato alla P.G.; ha inoltre richiamato l'accertamento del curatore secondo cui il gestore effettivo sarebbe stato Miraglia Vittorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte territoriale abbia fornito motivazione adeguata e non manifestamente illogica, integrando la valutazione fatta in primo grado (doppia conforme). La motivazione di merito ha evidenziato elementi probatori che attribuiscono alla ricorrente responsabilità consapevole: partecipazione al capitale sociale sin dalla costituzione, nomina ad amministratrice dal 18/07/2008 fino al fallimento (16/05/2013), delega operativa alla cugina sui conti correnti societari con conseguente drenaggio di risorse, omissione della tenuta della contabilità e dei bilanci. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'amministratore di diritto risponde, anche per omissione, se ha la generica consapevolezza o accetta il rischio che l'amministratore di fatto compia distrazioni, occultamenti o distruzioni di beni sociali; la scelta di abdicare completamente alle funzioni può costituire prova del dolo omissivo. Conseguentemente il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p. la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla coautorevolezza o concorso di persone nel reato: usato in combinazione con i reati fallimentari per inquadrare la partecipazione collettiva agli illeciti contestati.

  • R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), artt. 223 e 216 comma 1 nn. 1 e 2

    Norme del testo unico fallimentare richiamate per l'inquadramento dei reati di bancarotta fraudolenta contestati; la giurisprudenza applicata ha consentito di ritenere la responsabilità per distrazioni e omissioni contabili a carico dell'amministratore di diritto.

  • art. 606 comma 1 lett. c) ed e) c.p.p.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione relativi alla insufficiente motivazione delle decisioni di merito. La Corte ha ritenuto che i rilievi di Coppola fossero generici e non abbiano efficacemente confutato le argomentazioni di merito.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173

    Richiamata come limite alla sintetizzazione del motivo in cassazione; la Corte ha valutato il motivo nei limiti consentiti dall'articolo e ritenuto che la contestazione non fosse adeguatamente argomentata.

  • art. 40, comma finale, cod. pen.

    Richiamato in relazione al dolo omissivo: la Corte ha interpretato che l'omissione dell'amministratore, quando questi abbia una posizione di garanzia e consapevolezza o abbia accettato il rischio, può integrare il dolo omissivo necessario per la responsabilità penale.

  • artt. 2475 e 2476 cod. civ.

    Norme che individuano i doveri e la responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata; la Corte le ha richiamate per sottolineare gli obblighi di vigilanza, tenuta della contabilità e tutela del patrimonio sociale in favore dei creditori.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che stabilisce le conseguenze processuali della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, incluse la condanna alle spese e la possibilità di sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende; applicata per condannare la ricorrente.

Massime di principio

  • La mera dichiarazione dell'imputato di essere prestanome non basta a escludere responsabilità: va valutata insieme al quadro probatorio, inclusa la durata della carica, le deleghe formali e l'omessa cura della contabilità.
  • L'amministratore di diritto può essere ritenuto responsabile per bancarotta fraudolenta anche per omissione se aveva una posizione di garanzia e consapevolezza generica o ha accettato il rischio che l'amministratore di fatto compisse distrazioni; l'abdicazione volontaria delle funzioni può costituire indice di dolo omissivo.
  • In presenza di doppia conforme (motivazioni congruenti di primo grado e appello), la Corte di Cassazione richiede vizi evidenti di motivazione o violazioni di legge manifeste per accogliere il ricorso; motivazioni piane e non illogiche delle corti territoriali sono difficilmente censurabili.
  • Il ricorso per cassazione deve contestare specificamente le argomentazioni delle decisioni di merito; l'enfasi generica sull'estraneità del ricorrente senza confronto puntuale con le deduzioni del giudice di merito è inidonea e può determinare l'inammissibilità o il rigetto.
  • Il dolo omissivo in ambito societario viene valutato anche in base ai doveri normativi degli amministratori (vigilanze, tenuta dei libri contabili, predisposizione dei bilanci): la loro violazione, se collegata a distrazioni patrimoniali, rafforza l'affermazione della responsabilità penale.
  • Le conseguenze processuali per ricorsi infondati o inammissibili possono comprendere il pagamento delle spese e sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende); va quindi curata la qualità e la specificità dei motivi di impugnazione.

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