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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50751/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impetrazione per l'annullamento della sentenza del 03/02/2023 che aveva confermato la condanna a 2 anni di reclusione e 200 euro di multa per violazione di sigilli (art. 349 c.p.). Il ricorrente sostiene: i) che l'area sequestrata non era effettivamente inaccessibile perché i nastri erano posti ad altezza superiore e non delimitavano tutti i varchi; ii) che la sua presenza sul posto era giustificata dai doveri di custodia giudiziaria e non prova una condotta commissiva; iii) che non risultano elementi probatori di un'attività di parcheggiatore (nessuna ricevuta, pagamento o strutture per la riscossione); iv) contestazione della ricostruzione della Corte territoriale che avrebbe dedotto senza prova che egli alzava il nastro per far entrare le auto; v) richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., ritenuta però non valutata correttamente.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte di cassazione ha ritenuto che i motivi proposti sollecitassero una rivalutazione del compendio probatorio e non evidenziassero una manifesta illogicità o un travisamento della prova tale da incidere irrimediabilmente sulla motivazione. La Corte ha confermato l'orientamento dei giudici di merito secondo cui il Di Luca, quale custode giudiziario dell'area sottoposta a sequestro, aveva consentito la sosta di veicoli violando i sigilli; ha inoltre escluso la necessità di rinnovare l'istruttoria. Motivi rilevanti sono stati ritenuti inammissibili se non devoluti in appello (es. tenuità). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 349, secondo comma

    La norma sulla violazione dei sigilli è stata interpretata in senso estensivo: integra reato anche la condotta del custode giudiziario che, pur non rompendo materialmente i sigilli, consente l'uso illegittimo della cosa sottoposta a sequestro (ad es. agevolando la sosta di autovetture).

  • Codice penale, art. 81, comma finale

    Richiamato nell'intestazione del capo di imputazione; non è centrale nella motivazione della Cassazione, ma figura come riferimento normativo nella contestazione originaria.

  • Codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è stata riconosciuta perché la relativa istanza non era stata specificamente dedotta in sede di appello; una generica richiesta di benefici di legge non supplisce a detta omissione.

  • Codice di procedura penale, art. 606, primo comma, lett. e)

    Limitazione del sindacato di legittimità: la Cassazione può censurare la motivazione solo per i vizi tassativamente indicati dalla norma (ad es. manifesta illogicità, travisamento della prova), senza riesaminare liberamente il merito delle valutazioni di fatto svolte dai giudici di merito.

  • Codice di procedura penale, art. 165-bis disp. att. (rif. giurisprudenziale sull'autosufficienza del ricorso)

    Il ricorrente in cassazione deve indicare e allegare gli atti che si pretende travisati; senza l'allegazione o la trascrizione completa non è possibile sollevare efficacemente il vizio di travisamento della prova.

  • Codice di procedura penale, artt. 581, comma 1 lett. c) e 591

    Riferimenti alla necessità che il ricorso sia autosufficiente e che non si chieda alla Corte una lettura integrale e interlocutoria di atti non specificamente indicati; carenze procedurali possono determinare l'inammissibilità.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende nel caso di inammissibilità del ricorso, eventualmente imputabile a colpa del ricorrente.

  • D.L. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamato in ordine alla trattazione del ricorso secondo la disciplina emergenziale/ordinamentale vigente al momento.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non è luogo per una nuova valutazione del merito probatorio: i motivi diretti a ottenere una diversa ricostruzione fattuale sono inammissibili se non dimostrano una manifesta illogicità o un travisamento della prova.
  • Per contestare in cassazione il travisamento della prova occorre indicare esplicitamente e allegare gli atti processuali ritenuti travisati; senza l'autosufficienza del ricorso la censura non è esaminabile.
  • La mera presenza sul luogo di un'area sottoposta a sequestro può legittimamente, se adeguatamente motivato, essere valutata dal giudice di merito quale elemento indiziario di un'attività commissiva, specie se il soggetto è formalmente designato custode giudiziario.
  • Il custode giudiziario ha l'obbligo di impedire l'uso della cosa sequestrata o di allertare l'autorità: l'omessa vigilanza o omissione di segnalazione può essere interpretata come fattiva agevolazione e integra la violazione dei sigilli se la motivazione del giudice lo dimostra logicamente.
  • Questioni o richieste non sollevate in appello (ad es. la domanda di riconoscimento della particolare tenuità) non possono essere proposte per la prima volta in cassazione; tali omissioni comportano l'inammissibilità delle relative censure.
  • Quando si prospettano ricostruzioni alternative dei fatti, è necessario che l'ipotesi alternativa sia ragionevole e supportata da elementi concreti: le mere congetture non bastano a scalfire una motivazione coerente dei giudici di merito.

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