Cassazione Penale, Sentenza n. 37814/2023 del 15/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze che confermava la condanna per il reato previsto dall'art. 590-bis c.p. e sostituiva la revoca della patente con la sospensione per anni due. Il ricorrente deduceva: I) inosservanza o erronea applicazione di norme, sostenendo contrasto con pronuncia del Tribunale civile di Livorno che aveva annullato una sanzione amministrativa ai sensi dell'art. 191 c.d.s.; II) carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, contestando la valutazione della prevedibilità del comportamento della persona offesa (Minisci Silvana, anni 80) e l'assenza di adeguata base probatoria per ritenere la colpa specifica del conducente (violazione art. 141 c.d.s.).
La decisione
Il ricorso per Cassazione è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. È stata confermata la pronuncia di merito (condanna per art. 590-bis c.p. e la misura accessoria della sospensione della patente per due anni come deciso dalla Corte di Appello). Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. La Corte ha motivato il rigetto ribadendo l'autonomia valutativa del giudice penale rispetto a sentenze civili acquisite agli atti (art. 238-bis c.p.p.) e il divieto di sindacare in Cassazione la valutazione di merito sulla dinamica del sinistro se sorretta da adeguata motivazione.
Norme richiamate
Norma applicata per la condanna dell'imputato per lesioni personali stradali gravi causate al pedone; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità penale per colpa.
Violazione qualificata come colpa specifica del conducente (regole di precedenza/attraversamento): i giudici di merito hanno ritenuto che la condotta del conducente abbia violato dette norme.
Norma richiamata nel processo amministrativo/civile relativo alla sanzione per mancata precedenza su attraversamento pedonale; il Tribunale civile aveva annullato la sanzione, ma la Corte di Cassazione ha chiarito che ciò non vincola automaticamente il giudice penale.
art. 238-bis codice di procedura penale
Prevede l'acquisizione di sentenze civili irrevocabili agli atti del procedimento penale; la Corte ha interpretato che tale acquisizione non vincola il giudice penale che conserva autonomia nella valutazione dei fatti e delle prove.
art. 616 codice di procedura penale
Norma richiamata per la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile per responsabilità non priva di colpa.
Massime di principio
- Una sentenza civile acquisita al fascicolo penale (ex art. 238-bis c.p.p.) non vincola automaticamente il giudice penale: quest'ultimo mantiene autonomia valutativa su fatto e responsabilità penale.
- La Corte di Cassazione non riesamina liberamente la ricostruzione dei fatti: il sindacato di legittimità sulla motivazione è limitato e riguarda errori di diritto, omissioni logiche manifeste o macroscopici vizi di motivazione.
- Le differenze tra ambito sanzionatorio-amministrativo (o civile) e responsabilità penale possono condurre a esiti diversi perché gli oggetti del giudizio e gli oneri probatori non sono coincidenti.
- Affermare la prevedibilità del comportamento del pedone richiede elementi probatori concreti; la sola età avanzata della vittima, senza ulteriori riscontri, difficilmente è sufficiente per invalidare la motivazione del giudice di merito.
- Ricorsi per Cassazione manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni economiche (Cassa delle ammende) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto è importante limitare il ricorso a profili di legittimità realmente innovativi o qualificabili come errori giuridici.
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