Cassazione Penale, Sentenza n. 46011/2023 del 15/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/12/2022 con la quale il Tribunale del riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP (18/11/2022) per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), contestata come partecipazione al gruppo denominato "cursoti milanesi". Il ricorrente deduceva insufficienza della gravità indiziaria e vizio di motivazione, contestando l'eccessiva reliance sui collaboratori di giustizia, la lettura acritica e parziale delle intercettazioni (che a suo dire riguarderebbero solo traffico di stupefacenti ex art. 73/74 DPR 309/90), l'assenza di atti concreti e di un apporto dinamico al sodalizio, e denunciava carenze nella valutazione della credibilità dei dichiaranti e nella verifica dei riscontri esterni.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso per infondatezza. Ha ritenuto legittima e logica la motivazione del Tribunale del riesame e del provvedimento originario, valorizzando il complesso delle prove: intercettazioni ambientali e telefoniche (anche da detenuto), conversazioni che documentano rapporti con i vertici del gruppo, l'attribuzione di sostegno economico da parte del clan e le dichiarazioni di più collaboratori di giustizia che, pur non sempre dettagliate sul ruolo specifico, confermano l'intraneità del ricorrente nel sodalizio. La Corte ha ricordato che in sede di legittimità non è consentita una nuova valutazione del merito dei fatti se la motivazione rispetta logica e massime di esperienza; inoltre ha sottolineato il principio della valutazione cumulativa degli indizi e che, anche eliminando elementi impugnati, le residue risultanze possono giustificare il medesimo convincimento (cd. prova di resistenza). Il ricorrente è stato altresì condannato alle spese processuali e non è stata disposta la immediata liberazione nel provvedimento.
Norme richiamate
Norma che disciplina l'associazione di tipo mafioso; la sua contestazione ha valore indiziario e comporta per i giudici di merito un'attenta valutazione della stabilità dell'inserimento e della 'affectio societatis' del singolo nell'organizzazione, con ricadute sulle esigenze cautelari (doppia presunzione richiamata nel provvedimento).
Riguarda la verifica della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza ai fini delle misure cautelari; la Corte ricorda che il sindacato di legittimità verifica violazioni normative o manifesta illogicità della motivazione, senza rinnovare la valutazione del merito.
Disciplina le esigenze cautelari; la Corte ha controllato che il Tribunale avesse adeguatamente motivato tali esigenze in relazione al quadro indiziario.
art. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990
Norme in materia di sostanze stupefacenti citate dal ricorrente quale contesto alternativo alle accuse mafiose; la Corte ha ritenuto che le intercettazioni e gli altri elementi non fossero riferibili esclusivamente a reati di droga e che, comunque, la partecipazione all'associazione poteva essere provata anche da attività relative a più delitti-fine.
art. 23, comma 8 del d.l. 28/10/2020 n. 137 (conv. L.18/12/2020 n.176)
Normativa processuale eccezionale richiamata in relazione alla trattazione orale in impugnazioni: il PG aveva richiamato l'assenza di richiesta tempestiva di trattazione orale ai fini procedurali.
art. 94 d.lgs. n. 150/2022 e art. 5-duodecies d.l. n. 162/2022 (richiamati)
Richiami normativi connessi ai termini e alla applicazione delle norme temporanee sulla trattazione delle impugnazioni; citati per definire l'ammissibilità di richieste procedurali nel periodo considerato.
art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.
Previsione procedurale relativa agli adempimenti per la libertà in caso di provvedimenti cautelari; la Cancelleria deve provvedere agli adempimenti se ne ricorrono i presupposti.
Massime di principio
- In sede di Cassazione avverso misure cautelari il sindacato è limitato: si controlla la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione, non si rifanno i fatti se la motivazione è coerente.
- La valutazione della gravità indiziaria è globale: intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e altri elementi si sommano e possono assumere insieme un valore probatorio pregnante.
- Le dichiarazioni dei collaboratori vanno valutate secondo criteri tripartiti (credibilità del dichiarante, consistenza intrinseca della dichiarazione, riscontri esterni); tuttavia la loro funzione di riscontro è rafforzata quando convergono con risultanze tecniche e conversazioni intercettate.
- Per la contestazione di associazione mafiosa (art. 416-bis) sono rilevanti anche elementi non riferiti esclusivamente ai delitti-fine: il ruolo stabile e la messa a disposizione del sodalizio possono emergere da forme di assistenza economica, direttive e gestione del territorio.
- Nel formulare impugnazioni difensive è necessario confrontarsi in modo specifico e puntuale con ciascun elemento probatorio indicato dal giudice di merito, spiegando l'incidenza che l'esclusione di singole prove avrebbe sul quadro complessivo (prova di resistenza).
- Le conversazioni intercettate, anche se provenienti da detenzione, possono essere valutate come indizio significativo se il contenuto dimostra accordi, ruoli o rapporti di dipendenza con i vertici del gruppo.
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