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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45918/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma di condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 309/90 (illecita coltivazione e detenzione di stupefacenti). Il ricorso sostiene violazione di legge e vizio motivazionale perché la condanna sarebbe stata fondata su testimonianza indiretta di un agente di polizia che riportava notizie apprese da altro soggetto e, soprattutto, sulla ritenuta documentazione catastale che attesterebbe la titolarità del terreno in capo all'imputato, mentre le visure catastali prodotte in atti non riportano il nome di D'Auria ma di terzi (anche con lo stesso cognome). I giudici di merito avrebbero dunque travisato il dato probatorio fondamentale riguardante la proprietà del fondo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato sul vizio motivazionale relativo alla valutazione della documentazione catastale. Ha accertato che le sentenze di merito avevano affermato, in modo non corrispondente alla realtà documentale, che le visure catastali indicavano D'Auria come proprietario del terreno; invece le visure versate in atti non contengono il nominativo dell'imputato. Per il travisamento del dato probatorio ritenuto decisivo per la condanna, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo. Non è stata decisa la responsabilità sostanziale, che dovrà essere riesaminata dal giudice di merito.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 4

    Norma incriminatrice applicata nel capo d'accusa per la coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti; il processo valutava la sussistenza del reato rispetto al luogo e alla titolarità del terreno

  • disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Richiamato a supporto della sintetica enunciazione dei motivi di cassazione; riguarda i requisiti formali della motivazione del ricorso per cassazione

  • codice di procedura penale, art. 102

    Richiamato in relazione alla nomina del difensore; indica la modalità di conferimento dell'incarico difensivo nel processo penale

Massime di principio

  • La titolarità del terreno contestato deve essere comprovata da documentazione ufficiale (visure catastali, atti di proprietà); dichiarazioni di terzi o riferimenti informali non possono sostituire la prova documentale quando la proprietà è elemento decisivo per la ricostruzione fattuale
  • Se la decisione di merito poggia su un dato probatorio qualificato come decisivo (es. proprietà del fondo) e tale dato risulta travisato rispetto alla documentazione versata, il vizio motivazionale può giustificare l'annullamento con rinvio
  • La testimonianza indiretta (agente che riferisce quanto gli è stato detto da altri) assume rilievo limitato se priva di riscontri e non adeguatamente valutata dai giudici; il suo uso come elemento determinante espone la decisione al rischio di nullità o annullamento
  • I giudici di merito devono specificare il nesso probatorio tra particelle catastali e il terreno oggetto di reato e chiarire eventuali omonimie o rapporti di parentela che possano spiegare nomi diversi nelle visure; la mancata istruttoria o la motivazione lacunosa su questo punto è viziabile
  • La Corte di Cassazione svolge funzione di controllo di legittimità: non riesamina i fatti in via piena ma può annullare le decisioni affette da travisamento della prova e disporre il rinvio per un nuovo esame di merito

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