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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47630/2023 del 28/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per danneggiamento aggravato e illecito smaltimento di rifiuti. Il ricorrente deduceva: 1) travisamento della prova sulla struttura della rete fognaria (tombini non collegati), mancata verifica di pozzetti a monte e possibile responsabilita di terzi; 2) omessa valutazione di elemento decisivo relativo a una presunta fertirrigazione dei terreni nei giorni precedenti; 3) omessa o errata valutazione di prove circostanziali (macchie di liquame e tubi 'femmina' che non permetterebbero collegamenti); 4) illegittima responsabilita amministrativa della societa ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per mancanza di colpa organizzativa e nesso teleologico; 5) motivo aggiunto sulla inammissibilita dell'appello circa la negazione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ai sensi dell'art. 606, comma terzo, cod. proc. pen., ritenendo i motivi sostanzialmente reiterativi e consistenti in una rivalutazione di fatti e delle prove gia compiuta e adeguatamente motivata dai giudici di merito. La Corte ha confermato che i giudici di merito hanno valutato correttamente elementi probatori significativi quali: le tracce di liquami nel tombino incriminato, gli accertamenti chimici sulla natura dei liquami (coincidenti con una miscela di mangimi peculiare fornita solo dalla societa dell'imputato) e la mancanza di ragionevole dubbio dovuta alle valutazioni complessive. Sulla responsabilita amministrativa della societa la Cassazione ha ritenuto fondata la valutazione dei giudici di merito secondo cui il modello organizzativo era stato adottato dopo i fatti e che l'illecito era stato commesso per consentire un risparmio sui costi di smaltimento, collegando quindi l'illecito all'interesse/ vantaggio societario. Il motivo aggiunto e' stato dichiarato inammissibile per mancanza di connessione funzionale con i motivi originari. Conseguenze: declaratoria di inammissibilita del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese liquidate a favore della Provincia autonoma di Trento (euro 3.686,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. e) e lett. b), comma terzo)

    La Corte ha applicato le disposizioni che regolano i motivi di ricorso per cassazione; ha ritenuto i motivi dedotti come reiterativi di valutazioni di fatto gia compiute dai giudici di merito e quindi non idonei a fondare il sindacato di legittimita, dichiarando il ricorso inammissibile ai sensi del comma terzo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina gli effetti della declaratoria di inammissibilita connessi all'obbligo di condanna alle spese processuali; applicata per condannare il ricorrente al pagamento stabilito.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per la forma di sintesi dei motivi nel ricorso in cassazione; utilizzato per riassumere i motivi principali dedotti dall'imputato.

  • art. 5 D.Lgs. 231/2001

    Norma sulla responsabilita amministrativa delle persone giuridiche; la Corte ha richiesto prova della colpa organizzativa e del nesso teleologico tra il reato e l'interesse/vantaggio societario, valutando che dagli elementi processuali emergeva il vantaggio (risparmio sui costi di smaltimento) e che il modello organizzativo era stato adottato dopo i fatti.

  • art. 635 cod. pen. e art. 625, comma 1, n.7, cod. pen. (richiamo di continuita normativa)

    Richiamate per la corretta qualificazione del reato di danneggiamento aggravato; la Corte ha confermato la continuita normativa e il principio giurisprudenziale secondo cui l'aggravante relativa a beni destinati al pubblico servizio rientra nel concetto di illecito considerato.

Massime di principio

  • La Cassazione non puo' ri-valutare autonomamente le prove di fatto: i ricorsi che si limitano a proporre una diversa lettura dei dati probatori gia' esaminati dai giudici di merito sono, di regola, inammissibili.
  • Per ottenere l'annullamento in sede di legittimita e' necessario dimostrare una manifesta illogicita, contraddittorieta o insufficienza della motivazione che abbia determinato la decisione; semplici errori di valutazione o interpretazioni alternative non bastano.
  • Quando l'accusa produce elementi tecnici e analitici (es. analisi chimiche, tracce sui luoghi, tipi di alimentazione animale riconducibili a un'unica azienda), tali elementi, se valutati in modo coerente dai giudici di merito, consolidano l'attribuzione della responsabilita anche in assenza di una prova diretta.
  • La responsabilita amministrativa delle societa' (D.Lgs. 231/2001) richiede la prova di una colpa organizzativa e del nesso teleologico tra reato e interesse/vantaggio societario; prove che mostrino un risparmio o un vantaggio economico possono integrare il nesso richiesto.
  • I motivi nuovi aggiunti in sede di impugnazione devono essere funzionalmente connessi ai motivi originari; motivi del tutto diversi o tardivi possono essere dichiarati inammissibili per difetto di connessione.
  • In processi per reati ambientali e di smaltimento illecito di rifiuti, la presenza di indizi tecnico-scientifici specifici e la loro congrua valutazione da parte del giudice di merito rendono difficile capovolgere la decisione in sede di cassazione salvo evidente vizio di motivazione.

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