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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47577/2023 del 28/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) la remissione di querela intervenuta da parte della persona offesa e la sua accettazione, con conseguente estinzione del reato e improcedibilità; 2) vizi di motivazione per presunto contrasto tra il dispositivo e le motivazioni della sentenza d'appello. Nel corso del giudizio è stato depositato il verbale di remissione di querela con accettazione, e si è rilevato che il reato di lesioni (art. 582 c.p.) commesso contro il coniuge rientra tra le ipotesi perseguibili a querela di parte (richiamo a art. 577 c.p. e giurisprudenza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela; ha dichiarato che la declaratoria di estinzione travolge le statuizioni civili (risarcimento e rifusione spese alla parte civile) e ha posto le spese processuali a carico del querelato. La Corte ha inoltre osservato che la remissione intervenuta in cassazione determina l'estinzione del reato anche in presenza di eventuali cause di inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Il reato di lesioni aggravate è stato ritenuto, nella fattispecie contro il coniuge, perseguibile a querela di parte; la remissione della querela estingue il reato quando è stata regolarmente proposta e accettata.

  • art. 577 cod. pen. (comma primo, n.1 e comma secondo)

    Individua le categorie protette (es. coniuge) per le quali alcune fattispecie di reato sono disciplinate in modo specifico; la Corte ha richiamato tale norma per qualificare la perseguibilità a querela dell'illecito.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Prevede che, nonostante l'estinzione del reato per remissione di querela, le spese del procedimento restino a carico del querelato; la Corte ha applicato questa norma ponendo le spese a carico del querelato.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 5, n. 35796 del 13/7/2023; Sez. 4, n. 45594 del 11/11/2021; Sez. U, n. 24246 del 25/2/2004)

    La Corte richiama precedenti che confermano che la remissione di querela estingue il reato anche in sede di cassazione e che l'estinzione travolge le statuizioni civili connesse.

Massime di principio

  • Se la persona offesa deposita una remissione di querela e questa viene accettata, il reato perseguibile a querela di parte si estingue anche se il procedimento è in corso o è in cassazione.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela comporta l'annullamento delle statuizioni penali e il travolgimento delle pronunce civili accessorie (risarcimento e rifusione spese alla parte civile).
  • Nonostante l'estinzione del reato, le spese processuali possono rimanere a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
  • È essenziale verificare la perseguibilità a querela della specifica fattispecie: alcune lesioni commesse contro categorie protette (es. coniuge) possono rientrare nella perseguibilità a querela e dunque essere estinte con remissione.
  • La remissione di querela va documentata formalmente (verbale) e la sua accettazione deve risultare dagli atti per produrre l'effetto estintivo; la sua produzione anche in cassazione è efficace.
  • Questioni difformi tra dispositivo e motivazione della sentenza d'appello possono costituire motivo di censura, ma l'intervenuta remissione può rendere superflua la valutazione delle censure sostanziali perché determina l'estinzione del reato.

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