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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26955/2025 del 23/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la condanna inflitta in udienza preliminare: le ricorrenti deducono violazione e carenza motivazionale in relazione all'art. 416 c.p. (associazione per delinquere), agli artt. 12 d.lgs. n.286/1998 (favoreggiamento/procuramento ingresso e permanenza di stranieri), art. 603-bis c.p. (illecito reclutamento/sfruttamento), nonché errori di qualificazione fra 'favorire' e 'procurare', insufficienza della prova della consapevolezza/soggettività colpevole, erronea applicazione di aggravanti e mancato riconoscimento di circostanze attenuanti (art.114 c.p.), e infine contestazione dell'ordine di espulsione ex art.235 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha confermato le condanne e le pene già comminate in primo grado e in appello (Munteanu: 5 anni e 8 mesi di reclusione e €130.000 di multa; Spac: 5 anni e 4 mesi di reclusione e €128.000 di multa) nonché l'ordine di espulsione. La Corte ha ritenuto valida la motivazione congiunta (doppia conforme) di primo e secondo grado, ha ritenuto provato il quadro fattuale (reclutamento, viaggio, accoglienza al Caf, versamenti, collocamento lavorativo e sfruttamento), ha confermato la rilevanza penale degli atti «diretti a procurare» l'ingresso illegale anche se l'ingresso è avvenuto tramite visto turistico, ha riconosciuto la configurabilità del reato di cui all'art. 603-bis alla luce della consapevolezza delle imputate, ha respinto le richieste di riconoscimento della diminuente di cui all'art.114 c.p. e ha ritenuto corretta la valutazione in termini di pericolosità sociale ai fini dell'espulsione.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto integrata l'associazione per delinquere sulla base della prova di un vincolo stabile, di un programma criminoso indeterminato e di una struttura organizzativa minima (doppia conforme tra primo e secondo grado).

  • art. 12 d.lgs. n. 286/1998 (commi 1, 3 lett. a) e d), 3-ter lett. b), comma 5 e commi richiamati)

    «atti diretti a procurare»

    La Corte conferma la giurisprudenza secondo cui la locuzione 'atti diretti a procurare' conserva rilievo penale per atti finalisticamente diretti all'ingresso illegale anche se l'ingresso è avvenuto con visto; la novella non ha escluso la rilevanza di attività orientate a procurare l'ingresso.

  • art. 603-bis cod. pen.

    Riconosciuta la configurabilità del reato di illecito reclutamento/sfruttamento: la sentenza ha motivato la consapevolezza delle imputate circa l'invio di manodopera in condizioni degradanti e lo sfruttamento presso terzi (dolo specifico o generico a seconda del comma).

  • art. 110 cod. pen.

    Usato per valutare il concorso di persone nel reato e il contributo delle imputate; la Corte ha ritenuto provato il ruolo organizzativo e non meramente occasionale.

  • art. 603-bis (richiami alla giurisprudenza su dolo specifico e generico)

    La Corte richiama che per il comma 1 n.1 è necessario il dolo specifico (reclutamento finalizzato al collocamento), per il comma 1 n.2 è sufficiente il dolo generico dell'utilizzatore che approfitta dello stato di bisogno.

  • art. 114 cod. pen.

    La Corte ha negato la diminuente della minima partecipazione perché il contributo delle imputate non era marginale o trascurabile nell'economia del progetto criminoso.

  • art. 235 cod. pen.

    L'espulsione come misura di sicurezza è stata ritenuta legittima: la Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la pericolosità sociale delle imputate anche in assenza di precedenti penali.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Rilevante per l'impugnazione in Cassazione: le censure sulle violazioni di legge e motivazione sono state esaminate e ritenute infondate.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per l'enunciazione dei motivi nel ricorso per Cassazione; la Corte prende atto dei motivi enunciati dalle difese.

  • art. 132 e 133 cod. pen.

    Richiamati in relazione al criterio di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione delle circostanze e il quantum determinato in applicazione di tali principi.

Massime di principio

  • La 'doppia conforme' (motivazione di primo e secondo grado coerente e integrata) rafforza la tenuta del convincimento probatorio in Cassazione: i due provvedimenti sono letti congiuntamente come un unico corpo motivazionale.
  • La modifica lessicale dell'art. 12 T.U. immigrazione ('favorire' -> 'procurare') non elimina la rilevanza penale di atti diretti ad ottenere l'ingresso illegale: sono punibili anche le attività finalisticamente orientate al procurare l'ingresso, anche se l'effettivo ingresso è avvenuto con visto.
  • Per il reato di associazione per delinquere è necessario dimostrare stabilità del vincolo, indeterminatezza del programma criminoso e una struttura organizzativa; elementi fatti emergere da reclutamento, contatti ripetuti, libri contabili e flusso logistico.
  • La configurabilità dell'art. 603-bis richiede dimostrazione della consapevolezza e del ruolo nell'invio di manodopera verso condizioni di sfruttamento; intercettazioni, segnalazioni e comportamenti di gestione/convincimento delle vittime sono prove rilevanti.
  • Per ottenere la diminuente di minima partecipazione (art.114 c.p.) è necessario provare che il contributo sia marginale e causalmente trascurabile rispetto al progetto criminoso: mera posizione 'ausiliaria' non è sufficiente se rilevante per l'attuazione del disegno.
  • L'espulsione può essere disposta anche in assenza di precedenti penali se la motivazione dimostra la pericolosità sociale derivante dalla partecipazione a un'organizzazione criminale e dall'assenza di segni di dissociazione o ravvedimento.

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