Cassazione Penale, Sentenza n. 42248/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Lamezia Terme del 09/01/2023 che lo aveva dichiarato responsabile del reato previsto dall'art. 5 lett. b) della legge 283/1962 per aver detenuto, in vista della preparazione e somministrazione dei pasti agli ospiti della casa protetta, sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione; pena: ammenda di euro 600. Il ricorso per cassazione articolava quattro motivi: (1) vizio di inquadramento della responsabilità (mancata indicazione del titolo/qualifica e possibile presenza di un addetto delegato); (2) erronea negazione dell'esclusione di punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.) per la natura non pericolosa e l'esiguità del quantitativo degli alimenti; (3) erronea negazione delle circostanze attenuanti/generiche (art.62-bis c.p.) e vizio di motivazione; (4) omissione di motivazione sulla mancata concessione del beneficio della non menzione (art.175 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il primo motivo inammissibile perché il ricorrente era il legale rappresentante della struttura e la responsabilità del legale rappresentante per carenze organizzative è principio consolidato; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, confermando la valutazione del Tribunale che ha escluso la particolare tenuità del fatto in considerazione della condotta e della vulnerabilità degli ospiti; ha invece accolto il terzo motivo (in senso parziale) nella parte in cui la sentenza di merito non ha motivato la mancata concessione del beneficio della non menzione, rilevando il silenzio del giudice su una specifica richiesta difensiva, sicché ha annullato la sentenza limitatamente a tale punto e ha disposto il rinvio al Tribunale di Lamezia Terme per nuovo giudizio, in diversa persona fisica. È stata altresì dichiarata l'irrevocabilità della sentenza sotto il profilo dell'accertamento della responsabilità penale (art.624 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 5 lett. b) legge 283/1962
La detenzione o somministrazione di prodotti alimentari non conformi è imputabile, in caso di impresa o struttura, al legale rappresentante a titolo di colpa per carenze organizzative e di vigilanza, salvo che sussista una delega specifica a un preposto; il congelamento inadeguato può integrare lo "stato di cattiva conservazione".
Il criterio della particolare tenuità del fatto è applicato restrittivamente; l'assenza di uno dei presupposti richiesti (ad es. gravità o peculiarità della condotta e delle conseguenze) giustifica la negazione dell'esclusione della punibilità, specialmente se le vittime sono soggetti vulnerabili.
Le circostanze attenuanti generiche richiedono adeguata motivazione; la loro negazione deve essere argomentata e non merita riesame in Cassazione se il giudice di merito ha adeguatamente motivato.
Il beneficio della non menzione della condanna deve essere esaminato e motivatamente respinto o concesso dal giudice; il silenzio sulla specifica istanza difensiva è vizio che comporta annullamento sul punto.
La Corte ha richiamato la norma per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza riguardo all'accertamento della responsabilità penale, anche se ha annullato e rinviato la parte relativa al beneficio della non menzione.
Massime di principio
- Il legale rappresentante di una struttura può essere ritenuto responsabile, a titolo di colpa organizzativa, per la detenzione o somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, salvo prova specifica di delega efficace a un preposto.
- Il semplice congelamento non appropriato della carne o di altri alimenti può integrare lo stato di cattiva conservazione: la valutazione tecnica sulle modalità di conservazione è rilevante e può giustificare la condanna anche in assenza di comprovata presenza di patogeni.
- L'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis) è applicata con rigore; la vulnerabilità delle potenziali vittime e le modalità dell'offesa pesano nella valutazione negativa della tenuità.
- Le richieste difensive relative alla non menzione della condanna o ad altri benefici devono essere specificamente esaminate e motivate dal giudice; il silenzio motivazionale su tali richieste è motivo di annullamento e rinvio.
- In sede di Cassazione non è consentita la semplice rivalutazione del materiale probatorio: i motivi che chiedono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili o manifestamente infondati se il giudice di merito ha motivato le proprie conclusioni.
- La prova della delega e delle funzioni effettivamente svolte da un preposto deve risultare dai fatti e dagli atti processuali se si vuole esonerare il legale rappresentante dalla responsabilità organizzativa.
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