Cassazione Penale, Sentenza n. 28428/2022 del 19/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma di euro 28.365, operato nell'ambito di indagini per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309/1990. Il ricorrente, tramite difensore, deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge per errata qualificazione del fatto e per non aver valutato in sede di sequestro la possibile derubricazione nell'ipotesi lieve (art. 73, comma 5), con particolare riferimento all'assenza di analisi tossicologiche e alla non più rilevanza del parametro delle dosi medie; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per assenza di collegamento tra il danaro sequestrato e il reato, contestando che le dichiarazioni del datore di lavoro dimostrassero che parte della somma era reddito lecito.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate entrambe le censure: sul primo punto ha condiviso la valutazione del Tribunale che, sugli elementi istruttori disponibili, non sussistevano elementi idonei a derubricare il fatto allo stato e che solo l'analisi tossicologica avrebbe potuto fornire elementi più favorevoli circa purezza e dosi; sul secondo punto ha ritenuto insufficiente la prova dell'origine lecita del denaro, considerando il reddito dichiarato del ricorrente esiguo e riferito a breve periodo, incompatibile con l'accumulazione della somma al momento del sequestro. Ha inoltre richiamato che, ai fini del sequestro ex art. 85-bis in relazione all'art. 240-bis c.p., non rileva il requisito della pertinenzialità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 85-bis d.P.R. n. 309 del 1990
Norma richiamata quale titolo del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per delitti in materia di stupefacenti; applicata per giustificare il sequestro della somma anche senza esigenza di provarne la pertinenzialità rispetto al reato.
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
Norma sostanziale che incrimina attività illecite sugli stupefacenti; il giudice ha valutato che, allo stato, gli elementi indiziari non consentivano la derubricazione nell'ipotesi lieve (comma 5) senza analisi tossicologiche.
Norma richiamata dall'art. 85-bis; la sua invocazione rende irrilevante il requisito di pertinenzialità del bene per l'operatività del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
Norma che disciplina il riesame in materia di sequestro; il ricorso per cassazione era diretto avverso l'ordinanza di rigetto adottata ai sensi di questa norma.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limite procedurale richiamato per definire l'ambito dei motivi deducibili in cassazione avverso l'ordinanza impugnata.
Norma che consente la condanna alle spese processuali per il ricorrente; applicata per la condanna alle spese e agli oneri per il ricorrente.
D.M. 11 aprile 2006
Riferimento normativo tecnico sulle dosi medie giornaliere di sostanza; la Corte ricorda che tale nozione è stata recuperata dalla disciplina primaria con l'art. 2, comma 1, del d.l. n. 36/2014 conv. in L. n. 79/2014, ma sottolinea che, in assenza di analisi tossicologiche, non si poteva derubricare il fatto.
art. 2, comma 1 del d.l. n. 36 del 2014, conv. L. n. 79 del 2014
Norma che ha ricondotto nella legislazione primaria la nozione di dose media giornaliera richiamata per valutare la gravità del fatto in materia di stupefacenti.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176
Norma procedurale che autorizza la trattazione scritta del procedimento quando non sia richiesta in tempo utile la discussione orale; applicata per il deposito delle conclusioni scritte del Procuratore generale.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali gravissimi; le valutazioni di merito sul fumus commissi delicti sono riservate e difficilmente riformabili in cassazione.
- Per confermare un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario che dagli atti emergano concreti e persuasivi elementi indiziari. L'assenza di esami tossicologici può limitare la possibilità di derubricazione, ma non impone automaticamente il dissequestro se altre circostanze (es. collegamento a una organizzazione di spaccio) indicano la sussistenza del reato.
- Le dichiarazioni che prospettano un'origine lecita del denaro devono essere supportate da elementi documentali e compatibili con il profilo reddituale e temporale dell'indagato; redditi esigui o riferiti a periodi brevi possono essere ritenuti insufficienti a giustificare importi sequestrati.
- Quando il sequestro è disposto ai sensi dell'art. 85-bis in richiamo all'art. 240-bis c.p., non è necessario dimostrare la pertinenzialità del bene rispetto al reato, riducendo una linea di difesa basata su tale requisito.
- In fase cautelare il giudice deve adottare una motivazione minima di coerenza e completezza; censure meramente valutative prive di specifici profili di illegittimità normativa o di gravi carenze argomentative sono inammissibili in cassazione.
- Se si contesta la qualificazione del fatto (es. aggravazione o derubricazione), è opportuno produrre in primo grado o in sede di riesame prove tecniche (esami tossicologici) e documentazione economica certa per poter efficacemente contrastare il fumus e l'iter logico del giudice.
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