Cassazione Penale, Sentenza n. 14208/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza con cinque motivi: 1) contestazione della responsabilità per il reato di detenzione ai fini di spaccio (art. 73 DPR 309/1990) sostenendo che la sostanza rinvenuta era stata lanciata durante la fuga e recuperata in un punto distante dal percorso seguito dall'imputato; 2) richiesta di riqualificazione in lieve entità (quinto comma art. 73) per assenza di elementi indicativi di attività di spaccio e per mancanza di perquisizione domiciliare utile a trovare strumenti di confezionamento; 3) censura della condanna per resistenza a P.U. (art. 337 c.p.), sostenendo che la fuga fu reazione a presunti atti arbitrari degli agenti (minaccia di sparare) e che non vi fu resistenza durante la perquisizione; 4) lamenta il diniego delle circostanze attenuanti generiche; 5) censura il trattamento sanzionatorio, sostenendo che la pena è stata determinata sopra il minimo edittale senza adeguata motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul piano probatorio ha ritenuto congrua e sufficientemente motivata la ricostruzione del giudice del merito: gli operanti hanno osservato il Berti disfarsi di un involucro contenente hashish durante la fuga e il relativo recupero immediato da parte degli agenti; la valutazione dei luoghi e della dinamica è rimessa al giudice di merito e la Corte di cassazione non può rivederne il contenuto probatorio salvo vizio logico-argomentativo, che non è stato dimostrato. Quanto alla lieve entità, la Corte ha confermato l'esclusione sulla base della quantità sequestrata, della reazione oppositiva e del rinvenimento di denaro e telefoni. Sulle accuse di resistenza la motivazione del giudice d'appello è stata ritenuta coerente: la reazione fu finalizzata a eludere il controllo; le testimonianze non supportano la tesi degli atti arbitrari degli agenti. Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo per carenza di elementi positivi e per il precedente penale specifico; inoltre la determinazione della pena sotto la media edittale è correttamente motivata. Il ricorso è quindi rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
DPR 309/1990, art. 73, comma 4
La Corte ha ritenuto sussistente la detenzione ai fini di spaccio in relazione alla quantità di hashish rinvenuta e alla dinamica (buttare l'involucro durante la fuga), oltre che agli elementi concomitanti (denaro, telefoni); la valutazione dei fatti è rimessa al giudice di merito se logicamente motivata.
La condotta di resistenza è stata ricostruita come reazione iniziale volta a eludere il controllo; la Corte ha ritenuto che le dichiarazioni e le testimonianze non dimostrassero atti arbitrari tali da giustificare la fuga come reazione legittima.
Sottolineata la necessità, dopo la riforma, che le attenuanti generiche non possono essere riconosciute sulla sola incensuratezza: occorrono elementi positivi favorevoli, la cui mancanza legittima il diniego.
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)
La Corte ha richiamato il principio secondo cui la cassazione controlla la coerenza logico-argomentativa della motivazione ma non può rivedere autonomamente il contenuto della prova o adottare diversa ricostruzione dei fatti.
Massime di principio
- Quando un soggetto viene visto disfarsi di un involucro e lo stesso viene immediatamente recuperato dagli agenti, il giudice di merito può ritenere provata la disponibilità dello stupefacente anche se il punto esatto di ritrovamento è distante dal percorso del fuggitivo, purché la ricostruzione sia logicamente motivata.
- La Corte di cassazione non riforma le valutazioni di merito sui fatti se la motivazione è strutturalmente coerente: il gravame in cassazione deve dimostrare vizi logico-argomentativi o travisamento della prova secondo i rigidi criteri richiesti.
- L'ipotesi di lieve entità ai sensi dell'art. 73 DPR 309/1990 richiede un giudizio complessivo su quantità, qualità, modalità, mezzi e circostanze; la presenza di quantità non trascurabile, denaro e strumenti compatibili con lo spaccio può escluderla.
- La difesa fondata su presunti atti arbitrari delle forze dell'ordine deve essere sostenuta da elementi probatori (es. certificazioni mediche, testimonianze dirette) per scalfire la ricostruzione accusatoria; mere affermazioni non prevalgono su valutazioni coerenti del giudice di merito.
- Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche post-riforma dell'art. 62-bis richiede elementi positivi e motivazione adeguata; il giudice può legittimamente negarle in assenza di elementi favorevoli, anche se l'imputato è incensurato.
- Nel motivare una pena sotto la media edittale non è necessario un'approfondita motivazione tecnica se il calcolo è conforme ai criteri consolidati (media edittale intesa come punto intermedio tra minimo e massimo) e se il giudice indica gli elementi decisivi che hanno orientato la scelta.
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