Cassazione Civile, Sentenza n. 11396/2024 del 29/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia ereditaria nata dalla declaratoria di nullità per simulazione di una vendita del 9.8.1971; oggetto: determinazione della composizione dell'asse ereditario di Salvini Cesare, inclusione o esclusione di immobili (venduti a terzi o donati da un erede), computo dei frutti e rendiconto, valutazione delle migliorie/fabbricati realizzati sui terreni e ammissibilità in appello di un testamento olografo prodotto tardivamente da Salvini Maurizio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato preliminarmente eccezioni di improcedibilità relative alla forma di notificazione; ha però accolto parti dei motivi proposti da Salvini Maurizio e da alcuni ricorrenti incidentali nella misura in cui la Corte d'appello ha erroneamente ritenuto inammissibile la nuova allegazione in appello del testamento olografo del 20.1.1967 (che dovrà essere esaminato dal giudice di rinvio) e ha altresì condiviso rilievi parziali sulla composizione dell'asse ereditario (va nuovamente valutata la delazione testamentaria/legittima e, conseguentemente, rivalutati valori, imputazioni e decorrenze dei frutti). Sono stati invece ritenuti infondati altri motivi relativi all'onere della prova sulle migliorie e alla regolarità urbanistica (il CTU aveva accertato domande di condono in itinere). Si dispone il rinvio per nuovi accertamenti e decisioni sulle questioni rimaste aperte. Spese di giudizio di legittimità saranno regolate dal giudice di rinvio.
Norme richiamate
Norma che individua i motivi di cassazione; la Corte ha usato i n. 3, 4 e 5 per inquadrare le censure (falsa applicazione di norme, omessa pronuncia, motivazione insufficiente).
Regola l'ammissione di documenti nuovi in appello; la Corte ha ritenuto che la produzione in appello del testamento olografo non costituisce necessariamente domanda nuova e doveva essere valutata dal giudice d'appello sotto il profilo della indispensabilità ai fini della decisione, non semplicemente dichiarata inammissibile.
art. 325, 327, 369, 372, 378 c.p.c.
Richiamati nel contesto dei termini e degli obblighi di deposito e certificazione della sentenza impugnata e delle attestazioni di conformità; la Corte ha osservato che, alla luce della giurisprudenza successiva, l'irregolarità formale non comportava improcedibilità se il ricorso è stato notificato entro il termine breve decorrente dalla pubblicazione.
Norma sulle modalità della divisione ereditaria e conguagli; censurata nella doglianza sul modo di computo del rendiconto e del conguaglio in denaro, ma dichiarata assorbita in sede di cassazione in vista del rinvio per valutare la delazione testamentaria.
Principio di accessione; la Corte d'appello lo ha richiamato per ritenere compresi nell'asse ereditario i fabbricati sorti sui terreni ereditari.
Disciplina delle opere fatte da terzi con materiali propri: la Corte territoriale ha escluso la sua applicabilità per carenza di prova sull'epoca di costruzione e sugli autori delle opere.
Regola la simulazione e la tutela dei terzi; invocata dagli appellanti per sostenere opponibilità a terzi degli acquisti, ma la Corte ha ritenuto che per alcuni beni la vendita a terzi fosse avvenuta quando non era ancora aperta la successione e quindi la disciplina richiede accertamenti.
Norma sulla nullità per atti relativi ad immobili abusivi e requisito della concessione/concessione in sanatoria; la Corte ha richiamato la giurisprudenza (Sezioni Unite n.25021/2019) e constatato che nel caso le domande di condono erano state presentate e il CTU aveva rilevato sanatorie in itinere, rendendo inidoneo il motivo di nullità della divisione per vizio urbanistico.
Norma che disciplina la validità degli atti relativi ad immobili per i quali sia richiesta la concessione in sanatoria (rilevante per fabbricati post 1985); la Corte ha distinto il caso concreto (epoche di costruzione anteriori) e ritenuto applicabile la L.47/1985 e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
Cass. sez. un. n. 25021/2019
Giurisprudenza vincolante richiamata: gli atti di scioglimento di comunione relativi ad edifici abusivi sono soggetti alla sanzione di nullità se mancano gli estremi della licenza o della sanatoria; applicata nel senso che, però, la presenza di istanze di condono e relativi versamenti può rendere trasferimenti validi.
Massime di principio
- In una divisione ereditaria la 'massa' da dividere ha carattere unitario: la domanda di scioglimento della comunione ereditaria può essere adattata in corso di causa per tener conto di sopravvenienze (es. nuova documentazione testamentaria), purché il nuovo documento incida sul medesimo thema decidendum e venga valutato dal giudice (art.345 c.p.c.).
- La produzione in appello di un testamento ritrovato tardivamente non è automaticamente inammissibile: il giudice d'appello deve verificare l'indispensabilità del documento e, se rilevante, valutarne ritualità e impatto sulla delazione dell'eredità.
- I beni costruiti per accessione sui terreni dell'asse ereditario normalmente rientrano nella massa (art.934 c.c.); prove chiare sull'epoca di costruzione e sugli autori delle opere sono essenziali per domande di rimborso per migliorie o applicazione dell'art.936 c.c.
- Le vendite o donazioni compiute da un presunto proprietario/erede prima dell'apertura della successione possono avere effetti diversi: se l'alienazione è fatta quando non è ancora intervenuta la delazione (cioè prima della morte del de cuius), occorre valutare la opponibilità ai terzi e la trascrizione; se invece l'alienazione è compiuta da coerede dopo l'apertura della successione, rilevano i meccanismi di collazione/risarcimento.
- Sui profili urbanistico-edilizi rileva la giurisprudenza delle Sezioni Unite: l'assenza di permessi può determinare nullità ma la presenza di istanze di condono e versamenti delle oblazioni e il rispetto delle condizioni temporali (costruzione prima di determinate date) possono consentire la validità dei trasferimenti e l'alienabilità degli immobili.
- In caso di cassazione parziale con rinvio, il giudice di merito dovrà riesaminare la composizione dell'asse, la delazione testamentaria/legittima se rilevata, la quantificazione aggiornata dei valori e dei frutti e la documentazione probatoria sulle migliorie e sulle trascrizioni degli atti.
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