Cassazione Civile, Ordinanza n. 25256/2023 del 24/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (straniero)
La controversia
Il ricorrente ha impugnato in Cassazione il decreto del Giudice di Pace di Melfi che aveva convalidato la proroga del suo trattenimento presso il CPR di Palazzo San Gervasio. Ha dedotto: 1) violazione degli artt. 2 Cost. e 19 d.lgs. 286/1998, oltre all'art. 132 c.p.c., per mancata indicazione dei fattori impeditivi all'espulsione; 2) violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. per motivazione apparente o non intellegibile; 3) violazione degli artt. 3 e 13 Cost. e dell'art. 3 d.l. 130/2020 per mancata indicazione di elementi concreti che rendessero probabile l'identificazione; 4) violazione dell'art. 2, lett. c, d.lgs. 286/1998 e dell'art. 8 CEDU per omesso esame dei legami affettivi e della vita privata. La Corte ha esaminato prioritariamente il secondo motivo e lo ha ritenuto fondato, rilevando che il provvedimento impugnato si limitava a una formula di stile, priva di specifica motivazione sulle ragioni della proroga del trattenimento e quindi affetta da difetto assoluto o apparenza di motivazione.
La decisione
La Corte ha accolto il secondo motivo di ricorso, assorbendo gli altri. Ha cassato senza rinvio il decreto del Giudice di Pace di Melfi, ai sensi dell'art. 382 c.p.c., comma 3, ultimo periodo, osservando che il termine perentorio entro cui la proroga poteva essere disposta era ormai già decorso. Non ha provveduto sulle spese, perché il ricorrente era ammesso al patrocinio a spese dello Stato e la parte soccombente era un'Amministrazione statale; ha quindi rimesso la liquidazione al Giudice di Pace di Melfi.
Norme richiamate
art. 2 Cost.
richiamato nel primo motivo come parametro a tutela della persona, ma non è la base della decisione
art. 3 Cost.
richiamato nel terzo motivo; la Corte non si fonda su tale profilo perché assorbe i motivi
art. 8 CEDU
richiamato nel quarto motivo; non decisivo ai fini della ratio decidendi
art. 13 Cost.
la Corte ribadisce che la privazione della libertà personale è consentita solo nei limiti e alle condizioni rigidamente previste dalla legge, con motivazione del giudice che verifichi i presupposti concreti
richiamato nel primo motivo come norma ostativa all'espulsione; non è oggetto della decisione
la motivazione deve essere effettiva, intellegibile e non meramente apparente
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
la motivazione meramente stereotipata integra vizio di motivazione apparente o difetto assoluto di motivazione
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
norma processuale richiamata per veicolare la censura di violazione di legge
il giudice della convalida/proroga deve verificare i presupposti legali del trattenimento amministrativo dello straniero
art. 14, comma 5, d.lgs. 286/1998
dopo la modifica del 2014, per le proroghe ulteriori sono richiesti elementi concreti che consentano di ritenere probabile l'identificazione o la necessità di organizzare il rimpatrio
art. 14, comma 5-bis, d.lgs. 286/1998
il trattenimento è subordinato all'esistenza di una prospettiva ragionevole di esecuzione dell'allontanamento e di riaccoglienza dello Stato di origine o di provenienza
art. 382 c.p.c., comma 3, ultimo periodo
la cassazione senza rinvio è disposta perché, essendo decorso il termine perentorio, non residuava potere di proroga
richiamato dal ricorrente; non decisivo nella motivazione finale
ha reso più rigorosa la disciplina delle proroghe del trattenimento dopo la prima proroga
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 82
in caso di vittoria della parte ammessa al patrocinio contro una PA, il compenso del difensore va liquidato dal giudice del procedimento
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 83, comma 2
nel giudizio di cassazione, la liquidazione spetta al giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato nei casi di cassazione senza rinvio
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 133
la condanna alle spese in favore dello Stato non si applica quando soccombente è un'Amministrazione statale
Massime di principio
- Il trattenimento amministrativo dello straniero costituisce una compressione della libertà personale e può essere mantenuto o prorogato solo in presenza di presupposti legali rigorosamente accertati dal giudice, con motivazione specifica e non apparente.
- La proroga del trattenimento richiede la verifica concreta della persistente possibilità di identificazione o dell'effettiva necessità di organizzare il rimpatrio; non è sufficiente il richiamo generico ai presupposti di legge.
- Il giudice della convalida deve accertare sempre che esista una prospettiva ragionevole di esecuzione dell'allontanamento; se tale prospettiva manca, la proroga non può essere convalidata.
- Una motivazione formulata in termini stereotipati o di mero stile integra difetto assoluto di motivazione o motivazione apparente e comporta la cassazione del provvedimento.
- Quando il termine perentorio per disporre la proroga sia già spirato, la cassazione può avvenire senza rinvio perché non residua alcun potere di rinnovare validamente la misura.
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