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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8400/2022 del 11/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l’ordinanza che aveva confermato la custodia in carcere applicata per il delitto di tentato omicidio ai danni di Richichi Alessio. Venivano dedotti due motivi: (1) vizio in relazione alla qualificazione giuridica del fatto e alla gravita’ indiziaria (artt. 56, 575, 577 n.4 c.p.): si sosteneva che la fattispecie fosse più correttamente riconducibile a lesioni personali aggravate e che lo Iuliano avesse agito per difesa dopo aver rinvenuto un coltello a terra; si contestava l’apprezzamento dell’attendibilità delle dichiarazioni testimoniali rese nelle indagini; (2) carenza motivazionale in ordine alle esigenze cautelari e alla scelta della misura (art. 274 lett. c) e art. 275 c.p.p.): si contestava che il Tribunale avesse fornito solo formule di stile e si chiedeva, in alternativa, l’applicazione degli arresti domiciliari presso l’abitazione della figlia a Milano, idoneamente documentata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi esposti fossero o non consentiti o manifestamente infondati. Sottolineando i limiti del sindacato di legittimità (la Corte non puo’ sostituirsi al giudice di merito nell’aprezzamento della prova), la Corte ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale del riesame: le numerose dichiarazioni oculari concordi, la documentazione sanitaria, l’idoneità dell’arma, la zona colpita e il tentativo di ulteriori colpi giustificavano il quadro indiziario per il tentato omicidio; le dichiarazioni favorevoli alla difesa erano ritenute non credibili o incompatibili con l’insieme delle risultanze. Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza del pericolo di recidiva e la scelta della custodia in carcere, anche in considerazione dei precedenti penali dell’indagato. Conseguenze: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende; trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell’istituto penitenziario.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    Norma che disciplina il riesame dei provvedimenti cautelari – il Tribunale è investito ex art. 309 per la richiesta di riesame; citata a indicare la competenza del riesame.

  • artt. 56, 575, 577 n.4 c.p.

    Richiamati nella censura del ricorrente: art.56 principio dell’agio (tentativo), art.575 omicidio, art.577 n.4 (tentato omicidio) – la Corte valuta la corretta applicazione dei principi relativi alla qualificazione del reato, confermando che gli elementi emersi giustificano l’ipotesi del tentato omicidio.

  • art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione: lett. b) vizio di motivazione e lett. e) motivi che investono i vizi di motivazione sulla sussistenza delle esigenze cautelari; la Corte analizza la loro ammissibilità e fondatezza entro i limiti del sindacato di legittimità.

  • art. 274 lett. c) c.p.p.

    Prevista tra le esigenze cautelari il pericolo di recidiva; il Tribunale ha ritenuto sussistente il pericolo di recidiva e la Corte ha ritenuto la motivazione congrua e sufficiente.

  • art. 275 c.p.p.

    Norma sulle misure cautelari alternative e sulla loro adeguatezza; la Corte ha ritenuto discutibile la proposta di misura meno afflittiva (arresti domiciliari) alla luce della personalità, dei precedenti e della gravità del fatto.

  • art. 616 comma 1 c.p.p.

    Prevede conseguenze in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso: condanna alle spese processuali; la Corte ha applicato questa sanzione.

  • art. 94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.

    Disposizione che consente la comunicazione al direttore dell’istituto penitenziario dell’esito del procedimento; la Corte ha ordinato la trasmissione di copia del provvedimento.

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze di riesame è limitato: si verifica la congruenza logica e l’adeguatezza della motivazione, ma non si riformano i giudizi di fatto o di attendibilità delle fonti quando la motivazione è coerente.
  • Per la qualificazione tra tentato omicidio e lesioni rilevano elementi concreti come l’idoneità dell’arma, la zona colpita, l’entità delle lesioni e la condotta (es. più colpi o tentativi di colpire nuovamente): se tali elementi sono presenti, è giustificato il quadro indiziario per il tentato omicidio.
  • Le dichiarazioni testimoniali concordi e supportate da documentazione (es. referti sanitari) hanno forte valenza indiziaria; versioni difensive rese da parenti dell’indagato sono valutate con maggiore prudenza e possono essere ritenute non credibili se incompatibili con il complesso delle risultanze.
  • Nella valutazione delle esigenze cautelari la gravitaà dell’incolpazione incide, ma rilevanti sono le modalità concrete del fatto e la personalità dell’indagato (precedenti, violenza, indole imprevedibile); tali elementi possono giustificare la custodia in carcere rispetto a misure meno afflittive.
  • La mera proposta di esecuzione degli arresti domiciliari in altra regione, anche se documentata dall’indirizzo e dalla disponibilità della congiunta, non obbliga il giudice a disporre una misura meno afflittiva se permangono esigenze cautelari concrete.
  • Un ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame che contenga questioni di fatto o valutazioni di credibilità difficilmente sarà ammesso o troverà accoglimento: occorre formulare motivi ammissibili e attinenti al sindacato di legittimità.

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