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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15654/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (debitore)

La controversia

La controversia nasceva da un decreto ingiuntivo con cui un soggetto era stato condannato a pagare una somma di euro 18.150,00 in base a un assegno bancario. Il debitore proponeva opposizione sostenendo che l'assegno fosse stato consegnato a garanzia di altri rapporti tra le parti, in particolare di forniture di carrube e di ulteriori prestazioni, e che egli avesse già restituito quanto dovuto, anzi con un saldo a suo favore. Il creditore opposto sosteneva invece che l'assegno si riferisse a un distinto mutuo concesso nel 2012. Il Tribunale accoglieva l'opposizione, revocando il decreto, e la Corte d'appello confermava. In cassazione il ricorrente deduceva: 1) travisamento della prova e violazione dell'art. 115 c.p.c., lamentando che la Corte avesse erroneamente valorizzato la data di consegna dell'assegno; 2) omessa pronuncia sull'asserito errore del giudice di merito nel non applicare l'art. 1988 c.c.; 3) violazione degli artt. 1988 c.c. e 115 c.p.c., sostenendo che l'assegno integrasse una promessa/ricognizione di debito idonea a esonerarlo dalla prova del rapporto fondamentale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo, perché non mirava a denunciare un vero travisamento della prova ma a ottenere una nuova valutazione del merito; ha reputato infondati il secondo e il terzo motivo, osservando che la Corte d'appello aveva effettivamente esaminato e respinto la questione dell'art. 1988 c.c. e che, in ogni caso, l'assegno non conteneva un'esplicita e univoca indicazione del rapporto obbligatorio che il ricorrente assumeva ricompreso nella ricognizione di debito. Ne ha tratto la conseguenza che non operava alcuna relevatio ab onere probandi in favore del creditore/opposto e che restava a suo carico la prova del fatto costitutivo della pretesa e del titolo alla restituzione. Il ricorso è stato integralmente rigettato; nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa dell'intimato; è stato disposto il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    travisamento della prova; nullità della sentenza; omessa pronuncia

    Il travisamento dedotto in cassazione non può tradursi in una richiesta di riesame del merito; il vizio di omessa pronuncia sussiste solo se manca del tutto una decisione sulla domanda o eccezione.

  • art. 115 c.p.c.

    violazione dell'art. 115 c.p.c.

    La doglianza non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio quando il giudice di merito ha valutato la prova libera secondo prudente apprezzamento.

  • art. 112 c.p.c.

    omesso esame del secondo motivo di appello

    Non vi è omessa pronuncia quando la Corte di merito esamina espressamente il motivo di gravame e lo rigetta, anche implicitamente, con motivazione comprensibile.

  • art. 1988 c.c.

    La ricognizione di debito ha efficacia confermativa e comporta esonero dalla prova del rapporto fondamentale solo se contiene un'espressa e univoca indicazione del rapporto obbligatorio cui si riferisce.

  • art. 2697 c.c.

    Chi agisce quale attore in senso sostanziale deve provare il fatto costitutivo della propria pretesa e il titolo della restituzione; la prova di un diverso rapporto contrattuale resta a suo carico.

  • art. 116 c.p.c.

    La valutazione di una prova libera, a differenza della confessione, è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito.

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    Il travisamento del contenuto oggettivo della prova, se ricorrono i presupposti, trova rimedio nella revocazione per errore di fatto e non nel ricorso per cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.p.r. n. 115/2002

    ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    In caso di rigetto del ricorso sono integrati i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In cassazione non è ammissibile la censura che, sotto l'etichetta del travisamento della prova, miri in realtà a una rivalutazione del merito e delle risultanze istruttorie.
  • Il vizio di omessa pronuncia ricorre solo se il giudice omette del tutto di decidere su una domanda o eccezione; non ricorre quando la questione sia stata esaminata e rigettata, anche con motivazione sintetica o implicita.
  • La ricognizione di debito ex art. 1988 c.c. produce l'esonero dalla prova del rapporto sottostante solo se l'atto contiene un riferimento espresso e univoco al debito o al rapporto obbligatorio riconosciuto.
  • La mera consegna di un assegno o di un titolo di credito, in sé considerata, non basta a dimostrare l'esistenza di un diverso rapporto contrattuale o di una ricognizione di debito riferita a quel rapporto.
  • Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l'opposto che agisce per mantenere il provvedimento conserva la posizione di attore in senso sostanziale e sopporta l'onere di provare il fatto costitutivo della propria pretesa.
  • Il travisamento del contenuto oggettivo della prova, quando sussistano i presupposti, è questione da far valere eventualmente con la revocazione per errore di fatto e non con il ricorso per cassazione.

Come è indicizzato

MaterieInadempimentoImpugnazioniDecreto ingiuntivoProve
RamiObbligazioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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