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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5775/2024 del 09/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione in cassazione per errata applicazione della legge penale e carenza di motivazione rispetto alla mancata declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Il ricorrente ha sostenuto che il fatto (porto di un coltello a serramanico il 05/11/2016, contravvenzione ex art. 4 l. 18/04/1975 n.110) era ormai estinto per prescrizione già prima della sentenza di appello, richiesta non accolta in grado di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla prescrizione: ha ritenuto che la contravvenzione (fatto del 05/11/2016) si sia estinta per prescrizione (termine massimo di cinque anni, senza cause di sospensione decorso il 05/11/2021) antecedente alla sentenza di appello del 17/05/2023. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p. Tuttavia è stata confermata l'obbligatorietà della confisca dell'arma sequestrata (coltello a serramanico) ai sensi dell'art. 6 l. 22/05/1975 n.152 e della giurisprudenza consolidata, per cui la misura di sicurezza rimane in vigore nonostante l'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110

    Individua e sanziona il porto dell'arma (coltello a serramanico) come contravvenzione applicata nel caso concreto; il reato contestato è qualificato ai sensi di questa norma.

  • art. 6 legge 22 maggio 1975, n. 152

    "Il disposto del primo capoverso dell'articolo 240 del codice penale si applica a tutti i reati concernenti le armi, ogni altro oggetto atto ad offendere, nonché le munizioni e gli esplosivi"

    Prevede la confisca obbligatoria degli oggetti atti ad offendere nelle fattispecie concernenti le armi; la Corte ha interpretato che tale misura è obbligatoria e permane anche in caso di estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato per escludere l'esistenza di ipotesi che consentano una pronuncia più favorevole rispetto a quella richiesta; in mancanza di tali ipotesi, è possibile annullare senza rinvio.

  • art. 620, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma che consente alla Corte di Cassazione di annullare senza rinvio quando il vizio consistere nell'illegittimità della sentenza per cause che impediscono il prosieguo del processo (es. estinzione del reato per prescrizione).

  • Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci)

    Principio che ammette la rilevazione d'ufficio in Cassazione dell'estinzione del reato per prescrizione quando essa sia maturata prima della sentenza di appello, anche se non eccepita né rilevata in sede di merito.

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato è maturata prima della pronuncia di appello e non è stata rilevata dal giudice di merito né eccepita dalle parti, la Cassazione può comunque rilevarla d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato (Sez. U. Ricci).
  • La confisca degli oggetti atti ad offendere (armi, coltelli, ecc.) è misura di sicurezza obbligatoria ai sensi dell'art. 6 l. 152/1975 e resta applicabile anche quando il reato si sia estinto per prescrizione.
  • Per le contravvenzioni il termine ordinario di prescrizione è relativamente breve (quattro anni con un massimo di cinque in ipotesi di maggiorazione): è essenziale computare correttamente termini e verificare eventuali cause di sospensione o interruzione.
  • L'avvocato difensore dovrebbe eccepire tempestivamente la prescrizione già in appello; tuttavia, in mancanza, la questione può ancora essere risolta favorevolmente in cassazione se ricorrono le condizioni previste dalla giurisprudenza.
  • Quando non sussistono ipotesi che consentano una pronuncia più favorevole ai sensi dell'art. 129 c.p.p., la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio ai sensi dell'art. 620 c.p.p.

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