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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8091/2023 del 21/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha denunciato, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., l'omesso esame di fatti decisivi e documentazione prodotta (verbali di contraddittorio, attestati del Responsabile U.T.C., atti notarili, elenco beni della procedura esecutiva, atti difensivi) che dimostravano che gran parte del terreno trasferito non era concretamente edificabile e che il titolo usato per la comparazione aveva caratteristiche non omogenee e un valore non rappresentativo del mercato. Ha poi lamentato la violazione del principio di non contestazione, l'erronea inversione dell'onere della prova, la violazione delle norme relative alla valutazione dei suoli edificabili per l'imposta di registro (artt. 51 e 52 DPR 131/1986 e successive interpretazioni) e la carenza di motivazione da parte della Commissione regionale nel rispondere alle specifiche censure sull'effettiva potenzialità edificatoria e sul valore del bene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo (doppia conforme), ha rigettato il secondo e il quarto motivo, ma ha accolto il terzo, il quinto e il sesto motivo ritenendo che la Commissione regionale non abbia adeguatamente considerato e motivato sulla concreta utilizzabilità edificatoria dell'area e sulle censure documentali del contribuente. La sentenza impugnata è stata cassata, e la causa rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria (Catanzaro), in diversa composizione, per accertare il valore del bene secondo la sua maggiore o minore potenzialità edificatoria al momento della stipula dell'atto, tenendo conto dei rilievi critici del contribuente. Le spese del giudizio di legittimità sono regolate dal giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 360 cod. proc. civ.

    primo comma, nn. 3, 4 e 5

    Fondamento dei motivi di cassazione per omessa motivazione, violazione di legge e omesso esame di fatto; la Corte valuta quali censure siano fondate e quali inammissibili

  • art. 348-ter cod. proc. civ.

    Regola la cd. doppia conforme: la cassazione per motivi di merito è inammissibile quando la sentenza di appello conferma la prima decisione per le medesime ragioni di fatto; qui il primo motivo è stato dichiarato inammissibile sulla base di tale istituto

  • art. 115 cod. proc. civ.

    Principio di non contestazione applicabile in sede processuale; ma limitato nel contesto tributario perché l'amministrazione fonda la pretesa su un atto impositivo preesistente e non assume automaticamente un onere integrativo di allegazione

  • art. 2697 cod. civ.

    Regola l'onere della prova; la Corte esclude che vi sia stata illegittima inversione dell'onere probatorio a carico del contribuente quando il giudice ritiene adeguata la comparazione adottata dall'Ufficio

  • artt. 51 e 52 DPR 26/4/1986 n. 131

    Norme sul valore venale e sul sistema di valutazione automatica per l'imposta di registro; la Corte richiama che l'edificabilità ai fini dell'art. 52 va desunta dalla qualificazione urbanistica attribuita dal piano regolatore al momento del trasferimento, ma occorre comunque valutare la maggiore o minore attualità della potenzialità edificatoria

  • art. 23 D.lgs. 31/12/1992 n. 546

    Obblighi dell'amministrazione costituitasi in giudizio di esporre le proprie difese e indicare le prove; non equivale però ad ammettere automaticamente i fatti dedotti dal contribuente

  • D.l. 4/7/2006 n. 223 convertito L. 4/8/2006 n. 248

    art. 36, comma secondo (interpretazione autentica del DPR 131/1986)

    La Corte richiamata segnala che l'intervento del piano regolatore anche se non definitivamente approvato può già far concorrere ad elevare il valore venale dell'area al momento del trasferimento

  • artt. 91-92 c.p.c.

    Richiamati in relazione alle regole processuali e ai rimedi; la loro violazione era dedotta ma il profilo relativo alle spese è stato ritenuto assorbito dal rinvio

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato come norma sulla pronuncia sulle questioni sollevate; la Corte ha ritenuto che alcune eccezioni non siano state adeguatamente esaminate dal giudice d'appello e quindi debbano essere valutate in sede di rinvio

  • L.U. 17/8/1942 n. 1150

    art. 28 e successive modifiche

    Normativa urbanistica di riferimento; citata in collegamento con la normativa sulla edificabilità e destinazione urbanistica dei suoli

Massime di principio

  • In materia di imposta di registro la qualificazione urbanistica contenuta nel piano regolatore al momento del trasferimento incide sul valore venale, ma il giudice deve comunque valutare la concreta maggior o minor attualità della potenzialità edificatoria e gli oneri che possono ridurne il valore
  • Quando il contribuente produce documentazione che dimostra la non edificabilità o la non omogeneità del parametro comparativo, il giudice d'appello è tenuto a esaminare e motivare specificamente tali elementi; l'omessa valutazione comporta vizio di motivazione rilevante in Cassazione
  • Il principio di non contestazione (art. 115 c.p.c.) non impone all'amministrazione un obbligo di allegazione che integri o sostituisca quanto già contenuto nell'atto impositivo; tuttavia il giudice deve valutare se i fatti non contestati risultino assorbenti per la decisione
  • Non è di per sé illegittima la conferma del valore accertato dall'Ufficio se il giudice ritiene congrua la comparazione indicata nell'avviso; ma l'onere di motivazione grava sul giudice che deve spiegare il percorso logico che porta a ritenere omogenei i parametri
  • La Corte di legittimità può cassare e rinviare quando la motivazione della decisione di merito sia apparente o omissiva su questioni decisive, affinché la valutazione del valore sia effettuata con riferimento al momento del trasferimento e alla reale utilizzabilità edificatoria
  • In ipotesi di comparazione con atti di mercato il giudice deve verificare la omogeneità delle caratteristiche del bene comparato (ubicazione, destinazione urbanistica, stato di edificazione, convenzionamento), altrimenti la valutazione può essere viziata

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