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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28459/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo d'urgenza di farmaci e dell'immobile adibito alla loro commercializzazione. Il ricorrente deduce violazione del principio di proporzionalità e adeguatezza (artt. 275 e 321 c.p.p.), censurando in particolare il sequestro dell'immobile e il rifiuto del dissequestro finalizzato a interventi manutentivi.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che l'immobile, destinato alla vendita di specialità medicinali e alimenti infestati da insetti e in grave degrado igienico-sanitario, costituisca "cosa pertinente al reato" ai sensi dell'art. 321 c.p.p., essendo strumentale all'esercizio abusivo dell'attività commerciale e idonea a rendere concreto il pericolo di reiterazione del reato. Il Tribunale ha inoltre correttamente escluso il dissequestro per manutenzione, osservando che eventuali interventi possono essere autorizzati temporaneamente con rimozione dei sigilli sotto vigilanza del PM e della polizia giudiziaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo può colpire la "cosa pertinente al reato", intesa non solo come oggetto usato per commettere il reato ma anche come mezzo che agevola o rende possibile la commissione o la reiterazione del reato; applicato al locale dove si svolgeva l'attività commerciale con prodotti infestati.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Principio di proporzionalità e adeguatezza delle misure cautelari: la Corte ha ritenuto che la misura cautelare fosse proporzionata rispetto al pericolo concreto di reiterazione e alla funzione preventiva del sequestro.

  • art. 348 cod. pen.

    Norma del codice penale richiamata come capo di imputazione in relazione all'attività illecita contestata (organizzazione o esercizio abusivo correlato alla vendita di prodotti non conformi).

  • art. 5, lett. b) e d), L. n. 283 del 1962

    art. 5, lett. b) e d), L. n. 283/1962

    Riferimento alle norme in materia di tutela igienico-sanitaria degli alimenti e delle attività commerciali; la presenza di alimenti e farmaci infestati e il degrado igienico-sanitario integrano profili di illecito rilevanti per il sequestro.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie in caso di ricorso infondato; applicata per condannare il ricorrente al pagamento e al versamento alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo dell'immobile è giustificato quando il luogo sia strumentale all'attività illecita e renda concreto il pericolo di reiterazione del reato (criterio della "cosa pertinente al reato").
  • Il principio di proporzionalità non esclude il sequestro di beni strumentali se sussiste un pericolo concreto e specifico di aggravamento o reiterazione del reato; il giudice valuta la necessità in base allo stato di fatto (es. degrado igienico-sanitario, presenza di merci pericolose).
  • Richieste di dissequestro per effettuare lavori di manutenzione possono essere soddisfatte senza revocare il sequestro: è possibile ordinare la rimozione temporanea dei sigilli e l'accesso sotto la vigilanza del PM e della polizia giudiziaria, a tutela della finalità cautelare.
  • In sede di impugnazione è onere del ricorrente dimostrare in modo concreto che la misura cautelare eccede i limiti di necessità/proporzionalità; ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende).
  • Le autorità sanitarie e le norme sulla tutela alimentare possono integrare profili di pericolosità tali da giustificare misure reali cautelari anche quando l'oggetto materiale del sequestro è un locale commerciale.

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