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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12440/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un candidato collocatosi quarto in una graduatoria di idonei per l'assunzione di un agente di polizia municipale ha agito contro il comune deducendo di essere stato illegittimamente pretermesso durante la vigenza della graduatoria. Ha chiesto il riconoscimento del diritto all'assunzione a tempo indeterminato con decorrenza settembre 2013, o in subordine il risarcimento dei danni. Il ricorrente ha contestato, in particolare, che l'ente avesse assunto nel 2013 due agenti a tempo determinato e nel 2016 cinque agenti di polizia municipale motociclisti a tempo indeterminato tramite mobilità volontaria, anziché procedere allo scorrimento della graduatoria. Con il primo motivo ha denunciato violazione dell'art. 91, comma 4, TUEL, sostenendo che lo scorrimento della graduatoria fosse obbligatorio per la copertura dei posti vacanti. Con il secondo motivo ha dedotto violazione degli artt. 35 e 36 d.lgs. 165/2001, assumendo che l'eventuale illegittimità dei contratti a termine non potesse escludere il suo diritto all'assunzione. Con il terzo motivo ha lamentato violazione degli artt. 30 e 35 d.lgs. 165/2001, censurando l'affermazione secondo cui la mobilità volontaria prevalerebbe in ogni caso sullo scorrimento della graduatoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la scelta di utilizzare o meno la graduatoria per scorrimento, nel pubblico impiego contrattualizzato, non integra di regola un diritto soggettivo del candidato idoneo, ma resta subordinata alla discrezionalità della pubblica amministrazione, salvo che un obbligo derivi dalla contrattazione collettiva o dal bando. Ha rilevato, inoltre, che la Corte d'appello aveva motivato la decisione evidenziando il percorso amministrativo seguito dal comune: ricognizione del personale, individuazione delle carenze, scelta della mobilità volontaria e necessità di figure abilitate anche alla guida di motociclette, oltre all'esigenza di contenere i costi. Il secondo motivo è stato considerato assorbito nella parte in cui presupponeva l'illegittimità dei contratti a termine, non dimostrata né accertata. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non si confrontava con la ratio decidendi, avendo la sentenza impugnata affermato non una assoluta prevalenza della mobilità volontaria sullo scorrimento, ma la legittimità della scelta discrezionale e motivata dell'ente nel caso concreto. Sono state poste a carico del ricorrente le spese di lite e l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 91, comma 4, d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    non impone in modo generale e automatico lo scorrimento della graduatoria, poiché la scelta della modalità di copertura dei posti resta, salvo diverse previsioni, nella discrezionalità dell'amministrazione.

  • art. 35 d.lgs. 165/2001

    richiamato quale norma in tema di reclutamento nel pubblico impiego; non è stata ritenuta violata nel caso concreto.

  • art. 36 d.lgs. 165/2001

    richiamato in relazione alla dedotta illegittimità dei contratti a termine; la censura è stata ritenuta non decisiva anche perché l'illegittimità non risultava accertata.

  • art. 30 d.lgs. 165/2001

    richiamato per la procedura di mobilità volontaria; la Corte ha ritenuto legittimo, nel caso concreto, che l'amministrazione vi facesse ricorso nell'esercizio della propria discrezionalità.

  • art. 33, comma 2, d.lgs. 165/2001

    richiamato come base della ricognizione del personale effettuata dall'amministrazione prima della decisione assunzionale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    consente di dare atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    richiamato quale parametro per determinare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    art. 360, primo comma, n. 3

    norma processuale indicata come parametro dei motivi di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 2697 c.c.

    non citato espressamente nel decisum, ma rileva in filigrana rispetto all'onere di provare l'illegittimità dei contratti a termine, che la Corte ha reputato non dimostrata.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato, lo scorrimento della graduatoria degli idonei non costituisce di regola un diritto soggettivo del candidato utilmente collocato, ma presuppone la scelta discrezionale della pubblica amministrazione di coprire il posto mediante tale strumento, salvo un obbligo specifico imposto dalla legge, dalla contrattazione collettiva o dal bando.
  • La domanda del candidato idoneo può essere accolta solo se si dimostra che l'amministrazione, in presenza di posti vacanti e graduatoria efficace, aveva un obbligo giuridico di avvalersi dello scorrimento; in difetto, la scelta di reclutamento resta sindacabile solo nei limiti della legittimità dell'esercizio del potere discrezionale.
  • Quando il giudice di merito accerta che la pubblica amministrazione ha motivatamente scelto una diversa modalità di copertura dei posti, il ricorso per cassazione deve confrontarsi con tale ratio decidendi; altrimenti la censura è inammissibile.
  • La dedotta illegittimità di contratti a tempo determinato o di altre procedure di reclutamento non basta, da sola, a fondare il diritto all'assunzione del candidato idoneo se tale illegittimità non è specificamente provata o accertata.
  • Il diritto all'assunzione del candidato idoneo si perfeziona solo al concorso di una fattispecie complessa costituita dalla perdurante efficacia della graduatoria e dalla decisione dell'amministrazione di utilizzarla per coprire i posti vacanti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLavoro a termineRetribuzione e TFR
RamiProcesso civileLavoroObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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