Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 15/12/2024 n. 32610 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda processi verbali di rettifica e contestazione di illeciti doganali del 17 gennaio 2019 e del 15 marzo 2019, relativi a bollette doganali delle stesse date, con cui l’Agenzia aveva rideterminato il dazio e l’IVA all’importazione, includendo le royalties per l’uso dei marchi Levi’s nel valore doganale delle merci. In primo grado il ricorso delle società era stato accolto; la Commissione tributaria regionale aveva rigettato l’appello dell’Agenzia, salvo compensare le spese. L’Agenzia ha dedotto, con il primo motivo, la nullità della sentenza d’appello per motivazione apparente, perché la CTR avrebbe aderito acriticamente a una precedente sentenza relativa a diverse operazioni doganali, senza valutare le specifiche censure dell’Ufficio. Con il secondo motivo ha denunciato la violazione della disciplina unionale e nazionale sul valore doganale e sull’interpretazione contrattuale, sostenendo che il contratto di sublicenza rendeva il pagamento delle royalties una condizione della vendita e attribuiva alla licenziante un controllo penetrante sul licenziatario. Le società, con ricorso incidentale e con un’eccezione preliminare, hanno invocato il giudicato esterno derivante da precedenti decisioni tra le parti, riguardanti il medesimo contratto e importazioni di altri periodi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili il ricorso incidentale e l’eccezione di giudicato esterno per mancata riproduzione integrale delle sentenze invocate; li ha inoltre ritenuti infondati nel merito. Ha chiarito che il giudicato esterno richiede, oltre all’identità delle parti, l’identità di petitum e causa petendi: le singole bollette riguardavano operazioni doganali diverse e l’interpretazione giuridica del contratto contenuta in una precedente pronuncia non vincola, da sola, il giudice di un altro processo. Ha accolto il primo motivo dell’Agenzia: la CTR aveva richiamato una precedente sentenza senza confrontarsi concretamente con le censure d’appello né spiegare autonomamente perché le royalties non fossero una condizione di vendita, rendendo la motivazione apparente. Il secondo motivo dell’Agenzia è rimasto assorbito, quindi la Corte non ha deciso nel merito se le royalties dovessero essere incluse nel valore doganale. La sentenza è stata cassata e la causa rinviata alla Corte di giustizia di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione. È stato inoltre dato atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato dovuto dalle società per il ricorso incidentale, se dovuto.

Norme richiamate

  • Art. 2909 c.c.

    «Il giudicato esterno impedisce la proposizione di un nuovo giudizio caratterizzato dalla identità dei predetti elementi (soggetti e oggetto)»; inoltre, «l’autorità del giudicato sostanziale esterno [...] presuppone [...] che la causa precedente e quella in atto abbiano in comune, oltre ai soggetti, anche il petitum e la causa petendi».

    Il giudicato esterno preclude un nuovo giudizio solo quando ricorrono i presupposti di identità soggettiva e oggettiva richiesti. La comunanza del contratto o delle questioni interpretative, senza identità di petitum e causa petendi, non basta; le singole operazioni doganali relative a bollette diverse non sono, in questo caso, la stessa controversia.

  • Art. 324 c.p.c.

    «A differenza del giudicato formale di cui all’art. 324 cod. proc. civ. (che determina il momento nel quale gli effetti della sentenza diventano immutabili, momento che viene individuato nell’esaurimento di tutti i mezzi di impugnazione oppure nel mancato esercizio del potere di impugnazione nei termini stabiliti), [il giudicato sostanziale] stabilisce i limiti oggettivi e soggettivi degli effetti sostanziali, ormai non più soggetti a modificazione, determinati dalla sentenza.»

    La norma individua il momento in cui la sentenza diviene formalmente definitiva; la delimitazione degli effetti sostanziali tra le parti è invece ricondotta dalla Corte all’art. 2909 c.c.

  • Art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È la disposizione processuale indicata per i motivi di ricorso per cassazione, relativi alla nullità della sentenza e alla dedotta violazione o falsa applicazione di norme. La Corte ha accolto la censura di nullità per motivazione apparente.

  • Art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    «Va cassata la decisione con cui la corte territoriale si sia limitata ad aderire ad altra pronuncia in modo acritico senza alcuna valutazione di infondatezza dei motivi di gravame.»

    La motivazione deve rendere comprensibile il percorso decisorio e confrontarsi, almeno sinteticamente, con i motivi d’appello. Il mero richiamo a una diversa pronuncia, senza valutazione autonoma e riferibile alla controversia concreta, non soddisfa tale requisito.

  • Art. 118 disp. att. c.p.c.

    «La sentenza d’appello può essere motivata per relationem, purché il giudice del gravame dia conto, sia pur sinteticamente, delle ragioni della conferma in relazione ai motivi di impugnazione ovvero della identità delle questioni prospettate in appello rispetto a quelle già esaminate in primo grado, sicché dalla lettura della parte motiva di entrambe le sentenze possa ricavarsi un percorso argomentativo esaustivo e coerente.»

    La motivazione per relationem è ammissibile solo se il giudice esplicita il collegamento tra la decisione richiamata e i motivi del gravame, rendendo ricostruibile un ragionamento completo e coerente. L’adesione acritica a una pronuncia resa in un altro giudizio è insufficiente.

  • Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    «Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte delle società ricorrenti in via incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso incidentale, a norma del comma 1 bis, dello stesso articolo 13, ove dovuto.»

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso incidentale, ricorrendone i presupposti, è dovuto un ulteriore contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso.

Massime di principio

  • In cassazione, chi invoca un giudicato esterno deve indicare e riprodurre integralmente la sentenza che assume definitiva, compresi motivazione e dispositivo; il richiamo a estratti non è sufficiente e comporta l’inammissibilità della deduzione.
  • Il giudicato tra controversie diverse non discende dal solo fatto che le parti, il contratto o le questioni giuridiche siano gli stessi: occorre verificare l’identità di petitum e causa petendi. In materia doganale, bollette relative a importazioni distinte riguardano operazioni autonome.
  • Il giudicato non trasforma l’interpretazione giuridica di una precedente sentenza in un precedente vincolante: il giudice deve interpretare autonomamente la norma e applicarla ai fatti della controversia sottoposta al suo esame.
  • Una sentenza d’appello può motivare per relationem, ma deve spiegare, anche sinteticamente, perché la pronuncia richiamata risponde ai motivi di gravame e ai fatti del caso. La trascrizione o adesione acritica a una decisione resa in un altro processo può determinare motivazione apparente e cassazione.
  • La decisione non stabilisce se le royalties Levi’s siano o meno da includere nel valore doganale: il motivo sostanziale dell’Agenzia è stato assorbito. Tale valutazione spetterà al giudice di rinvio, che dovrà esaminare concretamente le clausole contrattuali e le censure dell’Ufficio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.