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Ordinanza

Ordinanza n. 884/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento di revoca del Nulla Osta istanza PNA/L/Q/2022/116557 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli in data 06/08/2024, ma regolarmente notificato in data 28/01/2026, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202601591

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, adottata dalla Prefettura di Napoli oltre due anni dopo il rilascio del nulla osta e oltre un anno e mezzo dopo il suo regolare ingresso in Italia. Ha dedotto la violazione del legittimo affidamento e del termine ragionevole per l'esercizio del potere di autotutela, nonché vizi procedurali consistenti nella mancata comunicazione personale del preavviso di revoca al lavoratore e nella contestata validità delle notifiche effettuate tramite PEC, con lesione del diritto di partecipazione e di difesa. Ha inoltre contestato la motivazione della revoca, fondata sulla mancata presentazione delle parti alla convocazione e sulla conseguente carenza documentale, sostenendo che l'inadempimento non fosse a lui imputabile. Ha evidenziato di essere entrato regolarmente in Italia, di avere manifestato una concreta volontà di inserirsi nel tessuto socio-lavorativo e di avere reperito nuove opportunità di impiego, invocando una valutazione dinamica della propria situazione ai sensi dell'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo sussistenti sufficienti profili di fumus boni iuris. In particolare, ha rilevato che la revoca, adottata a notevole distanza temporale dal rilascio del nulla osta e dall'ingresso regolare del ricorrente, appare potenzialmente lesiva del legittimo affidamento e del termine ragionevole per l'esercizio dell'autotutela. Ha ritenuto meritevoli di approfondimento nel merito le censure relative alla mancata comunicazione personale del preavviso di revoca e alla validità delle notifiche PEC, in quanto potenzialmente incidenti sulla partecipazione e sulla difesa del lavoratore, qualificato come co-interessato al procedimento. Ha inoltre considerato non adeguatamente valutata l'eventuale non imputabilità al lavoratore della mancata instaurazione del rapporto originario, nonché gli elementi sopravvenuti favorevoli, tra cui la volontà di inserimento socio-lavorativo e il reperimento di nuove opportunità di impiego. Il TAR ha richiamato il principio secondo cui la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per causa non imputabile allo straniero non comporta automaticamente la revoca del titolo, imponendo una valutazione complessiva e dinamica della situazione. Ha ravvisato anche il periculum in mora, poiché l'esecuzione della revoca avrebbe potuto determinare l'irregolarità del ricorrente, il rischio di espulsione, la perdita del lavoro e lo sradicamento dal contesto sociale e familiare. Nel bilanciamento degli interessi ha ritenuto prevalente l'interesse del ricorrente alla conservazione della posizione lavorativa e sociale in Italia fino alla definizione del giudizio. Ha fissato la trattazione di merito per la prima udienza pubblica del mese di febbraio 2027 e ha compensato integralmente le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare richiesta incidentalmente; il giudice ha accolto la domanda sulla base della sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il potere di annullamento d'ufficio deve essere esercitato entro un termine ragionevole e nel rispetto dell'affidamento maturato; la revoca del nulla osta, adottata a distanza di anni dal rilascio e dall'ingresso dello straniero, è apparsa cautelarmente lesiva di tali principi.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Impone una valutazione dinamica e complessiva della situazione dello straniero, considerando anche gli elementi sopravvenuti favorevoli; la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per causa non imputabile allo straniero non determina automaticamente la revoca del titolo.

Massime di principio

  • La revoca o l'annullamento di un nulla osta al lavoro adottato a notevole distanza temporale dal suo rilascio e dall'ingresso regolare dello straniero può risultare lesivo del legittimo affidamento se non è esercitato entro un termine ragionevole e senza un'adeguata ponderazione dell'affidamento maturato.
  • La mancata instaurazione del rapporto di lavoro originariamente previsto, quando non sia imputabile allo straniero, non determina automaticamente la revoca del nulla osta o del titolo connesso; l'amministrazione deve valutare complessivamente la situazione concreta e gli elementi sopravvenuti favorevoli.
  • Nel procedimento di revoca di un nulla osta al lavoro, lo straniero direttamente inciso dalla decisione deve essere posto in condizione di partecipare effettivamente al procedimento mediante comunicazione personale del preavviso, quando la sua posizione sia quella di co-interessato; la validità delle notifiche deve essere verificata in concreto.
  • In sede cautelare, il periculum in mora sussiste quando l'esecuzione della revoca del titolo di soggiorno può determinare l'irregolarità dello straniero, il rischio di espulsione, la perdita del lavoro e lo sradicamento dal contesto sociale e familiare; tali pregiudizi possono prevalere sull'interesse pubblico all'immediata esecuzione di un atto la cui legittimità presenta seri dubbi.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaAutotutelaPartecipazione al procedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiLegittimo affidamentoAutotutela decisoriaPartecipazione procedimentaleTutela cautelare

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