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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32268/2023 del 21/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento emesso per il periodo d'imposta 2007 nei confronti di una società, con recupero a tassazione di costi relativi a prestazioni rese da un'impresa individuale e ritenute afferenti a operazioni oggettivamente inesistenti, ai fini IRES, IRAP e IVA. La CTP aveva accolto il ricorso della contribuente; la CTR aveva invece rigettato l'appello dell'Ufficio, ritenendo decisivo un giudicato esterno formatosi su annualità precedenti (2005 e 2006), benché quei giudizi riguardassero un soggetto diverso, ma correlato alla contribuente, e benché fossero intervenute diverse Direzioni Provinciali dell'Agenzia. L'Ufficio ricorre per cassazione con due motivi: 1) violazione e falsa applicazione dell'art. 2909 c.c. e dell'art. 1, comma 2, d.lgs. 546/1992, perché il giudicato esterno non potrebbe operare oltre i limiti soggettivi, né essere esteso a un diverso contribuente e a diverse fatture e periodi d'imposta; 2) omesso esame di fatti decisivi, poiché la CTR avrebbe trascurato gli elementi che denotavano l'inesistenza oggettiva delle prestazioni fatturate (assenza di contratti, estraneità all'attività dell'emittente, carenze della partita IVA, assenza di struttura organizzativa e dichiarazioni dell'emittente).

La decisione

La Corte accoglie il primo motivo e dichiara assorbito il secondo. Stabilisce che il giudicato esterno non può essere esteso oltre i suoi limiti soggettivi, salvo l'ipotesi dei coobbligati solidali ex art. 1306, comma 1, c.c., che qui non ricorre. Inoltre, in materia tributaria il giudicato su imposte periodiche vincola solo rispetto a fatti a efficacia tendenzialmente permanente o pluriennale; il principio è ancora più rigoroso in tema di IVA, dove non può essere sacrificata l'esigenza di contrasto all'abuso del diritto e la corretta applicazione del sistema di accertamento. Poiché il precedente giudicato riguardava soggetti diversi e annualità diverse, la CTR non poteva applicarlo al caso in esame. La sentenza impugnata è quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il giudicato esterno nel processo tributario non può essere invocato al di fuori dei suoi limiti soggettivi, salvo le ipotesi eccezionali previste per i coobbligati solidali.
  • Nelle controversie fiscali relative a imposte periodiche, il giudicato relativo a una annualità vincola le parti solo se riguarda fatti a efficacia permanente o pluriennale, non elementi variabili da periodo a periodo.
  • In materia IVA, l'efficacia del giudicato nazionale non può impedire il controllo giurisdizionale su annualità diverse quando ciò comprometterebbe il contrasto all'abuso del diritto e la corretta applicazione del sistema impositivo.
  • La diversità del contribuente e la diversità del periodo d'imposta escludono, di regola, l'estensione automatica del giudicato formatosi in altro giudizio.
  • Quando il giudice di merito fonda la decisione sul giudicato esterno in modo non consentito, la censura per violazione dei limiti soggettivi e oggettivi del giudicato è fondata.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioGiudicato
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della provaPrimato del diritto dell'Unione europeaAbuso del diritto

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