Cassazione Civile, Sentenza n. 13795/2024 del 17/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che ha dichiarato la risoluzione per inadempimento delle scritture private (permuta/appalto atipico). Contestano in particolare: 1) che l'atto pubblico di compravendita del 23-7-1996 avesse novato e quindi superato le scritture private del 1992 e 1995; 2) che il rogito avesse fatto venir meno l'obbligo di completare le villette, contestando la valutazione sulla simulazione della quietanza di pagamento; 3) la lettura della Corte d'appello circa la volontà delle parti e la sequenza contrattuale (interpretazione dei negozi); 4) l'ammissibilità e gli effetti della mutatio libelli da adempimento a risoluzione e la misura delle prestazioni ristitutorie/risarcitorie (sostengono che la Corte avrebbe dovuto disporre la riduzione in pristino piuttosto che liquidare un importo per il completamento).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi tre motivi perché la Corte d'appello ha plausibilmente interpretato le scritture private come contratto atipico/preliminare, avendo il rogito del 1996 funzione attuativa limitata al trasferimento dei lotti e non novativa rispetto ad altre obbligazioni (obbligo di costruzione). Ha confermato la possibilità di provare la simulazione parziale con documenti anteriori e ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello sulla simulazione della quietanza. Quanto alla mutazione della domanda in risoluzione, la Cassazione ha confermato che è ammissibile quando i fatti sono gli stessi e ha approvato la soluzione adottata dalla Corte d'appello: la risoluzione è stata pronunciata; la reintegrazione in natura risultando impossibile è stata convertita in equivalente e la somma liquidata per il completamento delle villette (Euro 111.550,16 oltre IVA) è stata ritenuta indennità dovuta. La Corte ha inoltre precisato che quell'importo va qualificato più propriamente come risarcimento del danno e non come mera prestazione restitutoria. I ricorrenti sono condannati alle spese di costituzione in Cassazione.
Norme richiamate
contenuto e requisiti del contratto
Riferimento generale alla nozione di contratto nella valutazione dell'esistenza e del contenuto delle scritture private e del loro rapporto con il rogito
forme ad substantiam richieste per alcuni negozi
Usato per sostenere che la risoluzione 'previa' o altra controdichiarazione scritta non poteva essere desunta dal solo rogito senza prova scritta specifica quando la legge richiede forma ad substantiam
regole di interpretazione del contratto
Applicato come criterio per valutare la correttezza dell'interpretazione delle scritture private e del rogito operata dal giudice di merito; la Cassazione richiede una censura specifica e motivata per impugnare l'interpretazione di merito
abstratto sul consenso e obbligazioni
Riferimento di principio nella disamina della volontà negoziale delle parti
effetti della simulazione
Richiamato per distinguere prova della simulazione (necessaria controdichiarazione scritta per determinati aspetti) dalla possibilità di provare l'accordo simulatorio con documenti anteriori coevi
risoluzione per inadempimento e facoltà di mutatio libelli
Confermato il principio che la risoluzione può essere domandata anche in luogo dell'adempimento nei contratti a prestazioni corrispettive, purché i fatti dedotti coincidano
effetti della risoluzione rispetto a terzi
Rilevata l'inconsistenza dell'obiezione secondo cui la risoluzione non poteva essere pronunciata perché la restituzione in natura era impedita da trasferimenti a terzi; l'articolo distingue e tutela i diritti dei terzi
determinazione del danno per perdita o diminuzione della cosa
Richiamato per la conversione della reintegrazione in equivalente e per la quantificazione del danno relativo alle opere incomplete
Usato per valutare chi doveva fornire la prova della persistenza di obblighi successivi al rogito e per l'analisi della simulazione
Rilevanza rispetto agli effetti verso terzi e alla trascrivibilità della domanda di risoluzione
trascrizione e opposizione a terzi
Richiamato in relazione agli effetti della trascrizione e tutela dei terzi acquirenti
Citato nel contesto del rito e della trattazione della causa in Cassazione
disposizioni sulla competenza e trattazione
Riferimento procedurale nella fase di cognizione e impugnazione
termini per la trattazione in pubblica udienza
Richiamato per la regolarità dell'assegnazione della causa alla pubblica udienza
correzione della motivazione della sentenza di merito
Consentita alla Corte di Cassazione per adeguare la qualificazione giuridica (qui: qualificare l'importo come risarcimento del danno)
art. 13 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
Applicato per l'ulteriore contributo unificato dovuto dai ricorrenti in ragione dell'esito negativo del ricorso
Massime di principio
- Se un preliminare è limitato a determinate prestazioni (es. trasferimento della proprietà) e il successivo rogito attua solo quella previsione, il rogito non novae automaticamente tutte le ulteriori obbligazioni non caratterizzate come oggetto del preliminare
- La modifica della domanda da adempimento a risoluzione è ammissibile nei contratti a prestazioni corrispettive quando i fatti dedotti a fondamento restano gli stessi; non è per sé inammissibile il mutamento di qualificazione negoziale se la fattispecie sostanziale coincide
- La simulazione parziale di un atto soggetto a forma ad substantiam può essere provata con documenti anteriori coevi purché dimostrino l'accordo simulatorio; la controdichiarazione scritta non è l'unico mezzo probatorio valido per provare un accordo simulatorio anteriore
- La dichiarazione di risoluzione per inadempimento non è esclusa dall'impossibilità della restituzione in natura (es. beni trasferiti a terzi); in tali casi si può disporre la reintegrazione per equivalente o liquidare il risarcimento del danno
- In Cassazione le censure sull'interpretazione contrattuale devono indicare espressamente le regole di diritto ritenute violate e spiegare in quale modo il giudice di merito si sia discostato dai canoni legali; la mera proposta di una diversa interpretazione è inadeguata
- Quando la reintegrazione in natura è impossibile, il giudice può determinare un valore per rendere omogenee le prestazioni restituite: tale somma può essere inquadrata come risarcimento del danno se deriva dalla perdita del valore subita dalla parte diligente
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