Cassazione Civile, Sentenza n. 13777/2024 del 17/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Disputa per responsabilità e garanzia relativa a difetti delle lastre di copertura di un capannone. Meccanosud (proprietaria) aveva ottenuto in primo grado il riconoscimento della responsabilità dell'appaltatore Musci ai sensi dell'art. 1669 c.c. per i costi di rifacimento; Musci aveva chiamato in causa Maranit quale fornitore delle lastre. In appello la Corte di appello ha dichiarato inammissibile l'appello di Musci verso Meccanosud (per cancellazione dal registro imprese) ma ha accolto l'appello di Musci nei confronti di Maranit condannandola a manlevare Musci. Maranit ha impugnato in Cassazione sostenendo, fra altri motivi, l'erronea declaratoria di inammissibilità dell'appello notificato al difensore della società cancellata, l'omessa integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci della società estinta, l'incongruenza fra dichiarazione di inammissibilità e validità della costituzione in giudizio della società estinta, e carenze di motivazione e di prova (valore probatorio dell'ATP, presunzioni, assenza di rapporto di vendita diretto con Musci, questioni sulla prescrizione/decadenza).
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i primi tre motivi di ricorso di Maranit (connessi all'estinzione di Meccanosud e alle questioni processuali conseguenti), ritenendo che: la notifica effettuata al difensore della società cancellata era in astratto ammissibile per il principio di ultrattività del mandato, ma la costituzione in appello che ha dichiarato l'evento estintivo imponeva alla Corte d'appello di dichiarare l'interruzione del processo e consentire la riassunzione o integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci; la prosecuzione del giudizio e la sentenza senza dichiarare l'interruzione sono vizi tali da determinare la nullità degli atti successivi, con conseguente cassazione limitata ai profili accertati. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata in relazione ai motivi accolti e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Potenza in diversa composizione perché applichi i principi indicati e si pronunci anche sulle spese del giudizio di legittimità. Gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti.
Norme richiamate
art. 1669 c.c.
Norma richiamata in primo grado per attribuire la responsabilità dell'appaltatore (Musci) per vizi dell'opera; principio usato per l'accertamento della responsabilità verso Meccanosud.
art. 1495 c.c.
Invocata dalla ricorrente per eccepire decadenza/prescrizione nell'azione di garanzia in foro contrattuale (domande relative alla vendita delle lastre).
art. 330 c.p.c.
Norma richiamata in relazione alla possibilità di notificare l'atto di impugnazione al difensore della parte per la prosecuzione del processo; la Corte ha ricordato il principio dell'ultrattività del mandato.
art. 170 c.p.c.
Richiamato nei motivi di ricorso in relazione a vizii di motivazione/di procedura (contestazione formale della sentenza), usato nel quadro dei motivi di cassazione in combinato con l'art. 360 c.p.c.
art. 299 c.p.c.
Norma sugli eventi che incidono sul processo (es. morte o estinzione); la Corte ha richiamato il meccanismo successorio/processuale e l'effetto interruttivo in caso di estinzione della società.
art. 300 c.p.c.
Disciplina degli effetti degli eventi (notificazione/documentazione dell'evento); la Corte ha richiamato la necessità di dichiarazione/contestualizzazione dell'evento per applicare correttamente l'ultrattività del mandato.
art. 110 c.p.c.
Richiamato nei principi che consentono la prosecuzione o riassunzione del processo da o contro i soci-successori della società estinta.
art. 331 c.p.c.
Norma sull'integrazione del contraddittorio; la Corte ha ritenuto che in caso di estinzione non dichiarata correttamente la parte opponente avrebbe dovuto favorire l'integrazione nei confronti dei soci.
art. 360 c.p.c.
Disposizione che elenca i motivi di ricorso per cassazione: richiamata come parametro per esaminare i vari motivi di nullità, violazione di legge e vizio di motivazione invocati dalla ricorrente.
art. 2043 c.c.
Richiamato nei motivi relativi alla responsabilità extracontrattuale del fornitore (Maranit); la Corte ha osservato che alcune deduzioni su tale tema erano state sollevate ma poi assorbite dalla decisione sulle questioni processuali.
art. 2729 c.c.
Norma relativa al valore probatorio delle perizie ed elementi tecnici; la ricorrente contestava il valore probatorio dell'ATP non partecipato, e la Corte ha richiamato i principi sulla necessità di presunzioni caratteristiche (gravità, precisione, concordanza) per fondare la responsabilità.
art. 2697 c.c.
Richiamato in relazione all'onere della prova; la ricorrente lamentava che il giudice non avesse adeguatamente valutato chi doveva provare l'assenza di rapporto contrattuale diretto.
art. 112 c.p.c.
Richiamato con riferimento all'obbligo di pronuncia su tutte le questioni rilevanti sollevate dalle parti; alcuni motivi denunciavano omessa o insufficiente pronuncia su questioni rilevanti.
art. 75 c.p.c.
Invocato in relazione al vizio di legittimazione passiva e alla validità della costituzione in giudizio della società estinta; la Corte ha esaminato la coerenza delle statuizioni della Corte d'appello su tali punti.
art. 116 c.p.c.
Richiamato nei motivi concernenti l'onere della motivazione e la valutazione delle prove (omessa motivazione su fatti decisivi).
Massime di principio
- Se una società viene cancellata dal registro delle imprese durante il processo, la notifica dell'impugnazione al difensore già costituito può rimanere valida per effetto dell'ultrattività del mandato, ma se in corso di causa la costituzione dichiara esplicitamente l'evento estintivo il giudice deve dichiarare l'interruzione del processo e disporre la riassunzione o l'integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci-successori; diversamente, gli atti successivi possono risultare nulli.
- La Corte di merito non può decidere il merito dopo che è stata dichiarata l'estinzione di una parte senza prima regolare la situazione processuale (integrazione del contraddittorio o sospensione/riassunzione): la mancata declaratoria di interruzione comporta la necessità di rinnovare gli atti.
- La notificazione all'avvocato della parte cancellata è in linea di principio ammessa (art. 330 c.p.c. e principio di ultrattività), ma l'effetto pratico dipende da come e quando l'evento estintivo viene reso noto e da chi si costituisce in appello (soci o liquidatore).
- Sulle questioni di prova tecnica: un accertamento tecnico preventivo (ATP) alla quale il possibile responsabile non ha partecipato ha valore probatorio limitato; per fondare responsabilità extracontrattuale o presunzioni gravose occorre indicare la gravità, precisione e concordanza delle presunzioni adottate dal giudice.
- Se si intende far valere la prescrizione o la decadenza relative a rapporti contrattuali o di garanzia, è importante sollevare e motivare tali eccezioni nel grado appropriato del processo; la mancata impugnazione di specifici capi decisori può incidere sulla possibilità di riassumere correlate azioni di responsabilità.
- In situazioni con più litisconsorti o parti intervenute (es. società estinte e loro soci), è cruciale chiedere espressamente l'integrazione del contraddittorio o la riassunzione nei confronti dei successori per evitare nullità e per consentire al giudice di decidere pienamente il merito.
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