Cassazione Civile, Ordinanza n. 09130/2024 del 05/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda del lavoratore, proposta ai sensi dell'art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003, per ottenere dal committente il pagamento in solido di trattamenti retributivi dovuti dall'appaltatore. La Corte d'appello aveva però ritenuto maturata la decadenza biennale dalla cessazione dell'appalto, escludendo che una diffida stragiudiziale notificata prima della scadenza del biennio potesse impedire la decadenza e affermando che solo la proposizione della domanda giudiziale avesse efficacia impeditiva. Con l'unico motivo di ricorso il lavoratore ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003 e dell'art. 2966 c.c., sostenendo che la diffida stragiudiziale fosse idonea a impedire la decadenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha censurato l'interpretazione della Corte d'appello secondo cui la decadenza prevista dall'art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003 potrebbe essere impedita solo dalla domanda giudiziale, affermando invece che è sufficiente anche una richiesta scritta stragiudiziale rivolta al committente entro il termine biennale. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e ha rinviato alla Corte d'appello di Roma, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003
La decadenza biennale dall'azione contro il committente per la responsabilità solidale in appalto è impedita non solo dalla domanda giudiziale, ma anche da una richiesta stragiudiziale scritta di pagamento rivolta al committente entro il termine.
La regola generale sulle decadenze è stata letta nel senso che l'atto idoneo a impedire la decadenza può essere anche un atto scritto stragiudiziale, non necessariamente un atto introduttivo del giudizio.
È stata dedotta la violazione e falsa applicazione di norme di diritto come vizio di legittimità.
La Corte richiama per relationem le considerazioni contenute nei precedenti di legittimità sul medesimo tema.
secondo comma, ult. parte
La decisione è stata assunta in camera di consiglio con motivazione riservata.
Massime di principio
- Nelle controversie relative alla responsabilità solidale del committente ex art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003, la decadenza biennale dalla cessazione dell'appalto è impedita anche da una richiesta scritta stragiudiziale di pagamento, purché rivolta al committente entro il termine.
- L'effetto impeditivo della decadenza non è riservato alla sola domanda giudiziale quando la norma non lo preveda espressamente e la lettera della disposizione, letta alla luce dell'art. 2966 c.c., consente di valorizzare un atto scritto idoneo a portare a conoscenza del debitore la pretesa.
- L'interpretazione della decadenza deve restare coerente con la sua ratio di certezza dei rapporti e di tutela degli interessi del destinatario dell'azione, ma senza sacrificare in modo irragionevole l'effettività della tutela del lavoratore.
- Quando una norma decadenziale mira anche a consentire al soggetto obbligato di conoscere tempestivamente la pretesa e di approntare cautele nei rapporti economici con l'obbligato principale, è ammissibile attribuire efficacia impeditiva a un atto stragiudiziale di diffida o richiesta di pagamento.
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