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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49741/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava il sequestro preventivo dell'immobile comunale per presunta occupazione abusiva (art. 633 c.p.), deducendo l'insussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora. Sosteneva che l'immobile era stato costruito dalla madre per esigenze abitative della figlia, che lo stesso era entrato nel patrimonio comunale in via sanzionatoria ma non vi era stata una manifestazione espressa della volontà del Comune di sottrarre l'immobile alla sua disponibilità tramite querela o ordinanza di sgombero, e che sarebbe applicabile l'art. 1, comma 65 della legge regionale Campania n. 5/2013 (prioritaria destinazione ad edilizia residenziale pubblica) con conseguente diritto alla restituzione per necessità abitative e stato di indigenza

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che mancasse l'interesse concreto e attuale all'impugnazione poiché la ricorrente non ha diritto alla restituzione dell'immobile, che era stato regolarmente acquisito nel patrimonio del Comune di Acerra (trascrizione del 10/11/2009) e destinato successivamente ad altra funzione. I giudici di merito avevano motivatamente accertato il fumus del reato di occupazione abusiva in assenza di titolo giuridico. La Corte ha precisato che la legge regionale n. 5/2013 non determina automaticamente la destinazione degli immobili al patrimonio residenziale pubblico ma consente una procedura prioritaria che nel caso non è stata avviata; inoltre la destinazione è subordinata alla verifica che il beneficiario non disponga di altra soluzione abitativa, mentre la ricorrente risulta avere un altro immobile in Acerra. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • artt. 633 e 639-bis cod. pen.

    I giudici di merito e la Cassazione hanno ritenuto sussistente il fumus del reato di occupazione abusiva in relazione all'accertata occupazione di immobile demaniale/comunale senza titolo; l'esistenza della proprietà comunale e l'assenza di un valido titolo giustificativo escludono la scriminante invocata dalla difesa

  • art. 1, comma 65 legge regionale della Campania n. 5/2013

    La Corte chiarisce che la norma non dispone un'automatica assegnazione degli immobili acquisiti al patrimonio comunale ad edilizia residenziale pubblica, ma prevede la possibilità di una destinazione prioritaria tramite apposita procedura e subordinata alla verifica che il richiedente non disponga di altra soluzione abitativa; nel caso concreto tale procedura non era stata attivata e la ricorrente risultava già proprietaria di altro immobile

  • art. 322 e 322-bis cod. proc. pen.

    Riferite alla legittimazione e alle impugnazioni: la sola legittimazione astratta dell'indagato a proporre il riesame reale non è sufficiente, deve sussistere un interesse concreto all'impugnazione

  • art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    La Corte richiama il principio secondo cui l'interesse all'impugnazione deve essere attuale e concreto, idoneo a rimuovere l'effettivo pregiudizio subito, e persistere fino al momento della decisione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese processuali e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende per la proposizione del ricorso inammissibile con profili di colpa

Massime di principio

  • Per impugnare un provvedimento di sequestro è necessario non solo essere legittimati astrattamente, ma dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene; in mancanza l'impugnazione è inammissibile
  • L'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale mediante trascrizione e atti amministrativi formeggia una posizione di diritto che può fondare il sequestro per occupazione abusiva: la natura 'privatistica' originaria dell'immobile non esclude automaticamente il reato se l'ente ne è divenuto proprietario
  • Le norme regionali che prevedono una possibile destinazione prioritaria degli immobili al patrimonio residenziale pubblico non attribuiscono automaticamente un diritto di assegnazione senza l'attivazione della procedura prevista e senza verifica dei requisiti del richiedente
  • La situazione di indigenza e la necessità abitativa possono essere elementi di valutazione, ma non comportano automaticamente l'esclusione della responsabilità penale o il diritto alla restituzione se esistono atti che attribuiscono la titolarità dell'immobile ad altro soggetto (es. Comune)
  • Le motivazioni articolate e coerenti dei giudici di merito, fondate su accertamenti di fatto documentati, vincolano la Cassazione quando non emergono errori di diritto evidenti

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