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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49691/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma, da parte della Corte d'appello di Roma, della sentenza di condanna pronunciata in giudizio abbreviato nei loro confronti per il delitto di riciclaggio (art. 648-bis c.p.). Tedesco Andrea deduceva manifesta illogicità della motivazione relativamente alla sussistenza del reato con riferimento alla Smart targata EP530MS, sostenendo che su quella vettura non erano state effettuate alterazioni/manipolazioni e che conservava la targa originale. Tedesco Massimiliano deduceva omessa motivazione chiedendo l'esclusione della sua responsabilità in ragione delle dichiarazioni del fratello che, già in sede di convalida, si era assunto la responsabilità dell'intera condotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili per motivi generici e non consentiti e manifestamente infondati. Ha ritenuto corretta e logica la motivazione della Corte d'appello che ha valutato l'esistenza di un'unica condotta criminosa attribuita ad entrambi con ruoli distinti; ha richiamato il principio secondo cui il reato di riciclaggio (fattispecie a consumazione anticipata) si consuma con il mero compimento di attività dirette a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa (es. smontaggio di autovetture o parti). Ha dunque confermato la condanna, ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p.

    Il reato di riciclaggio è considerato a consumazione anticipata: si perfeziona con il mero compimento di attività volte a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di beni/denaro; atti materiali come lo smontaggio di autovetture possono integrare il reato.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Consente che, nei ricorsi per cassazione, la relazione motivazionale esponga i motivi nei limiti strettamente necessari per la decisione, giustificando sinteticamente le censure senza riproporre integralmente tutte le argomentazioni di merito.

Massime di principio

  • Nei ricorsi per cassazione non è consentito proporre una semplice riconsiderazione del merito o una lettura alternativa dei fatti: le censure devono essere formulate secondo i motivi ammessi in cassazione e non reiterare argomentazioni già valutate in grado di appello.
  • Il reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) può considerarsi consumato anche con attività parziali rivolte a rendere difficoltosa l'identificazione della provenienza delittuosa (es. smontaggio di veicoli o parti), senza necessità di un'alterazione completa del bene.
  • La presenza di una specifica attività materiale (es. auto nel garage insieme ad altre in corso di smontaggio, disponibilità di attrezzi e pezzi) integra elementi fattuali concreti rilevanti per la responsabilità per riciclaggio.
  • La sola assunzione di responsabilità da parte di un coimputato, se non supportata da elementi che escludano la partecipazione dell'altro e se non adeguatamente valutata dal giudice, non determina automaticamente l'esclusione di responsabilità del second o; serve una motivazione specifica che valuti l'attendibilità e l'efficacia probatoria della dichiarazione.
  • Motivi generici, reiterativi o che sollecitano una rivalutazione dei fatti già apprezzati in appello sono inammissibili in cassazione e portano al rigetto del ricorso con condanna alle spese.

Testo integrale

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