Cassazione Penale, Sentenza n. 49692/2023 del 14/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la condanna per rapina impropria aggravata: chiedevano la derubricazione in furto sostenendo che i filmati di videosorveglianza dimostrerebbero l'assenza di violenza da parte di Mignolo e che l'intervento di Mighali consisterebbe in una difesa non violenta. Denunciano inoltre travisamento della prova e carenza di motivazione circa l'elemento soggettivo relativamente alla partecipazione di Mighali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le immagini di videosorveglianza contenute nel fascicolo corroborino le dichiarazioni dei testi, mostrando la sottrazione dei beni, il tentativo di Mignolo di sottrarsi al controllo della guardia spintonandola e l'interposizione fisica di Mighali per permettere l'allontanamento. Ha confermato che la motivazione della Corte d'appello e del primo giudice era congrua e non sussiste travisamento; ha richiamato la giurisprudenza che ammette come violenza anche una spinta o un semplice urto ai fini della rapina impropria. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8
Richiamata quale norma procedurale che ha autorizzato la trattazione con contraddittorio cartolare (esame degli atti senza udienza camerale)
art. 628, comma 2, codice penale
Norma sostanziale sulla rapina impropria: la Corte ha interpretato che per integrare l'elemento materiale della rapina è sufficiente anche una forza minima idonea a coartare la libertà della vittima (es. spinta/urto)
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2 e Sez. 6, pronunce citate)
Richiamati precedenti che confermano il principio secondo cui la violenza ai fini della rapina impropria può consistere anche in un ridotto coefficiente di forza e che la valutazione delle immagini va coordinata con le dichiarazioni testimoniali; il travisamento invocato dalla difesa è insufficiente se le immagini e le dichiarazioni risultano concordanti
Massime di principio
- Le immagini di videosorveglianza, se acquisite nel fascicolo, vanno valutate insieme alle dichiarazioni testimoniali: la loro mera esistenza non impone automaticamente la derubricazione se risultano coerenti con la ricostruzione che integra il requisito della violenza
- La rapina impropria si configura anche quando la violenza consiste in atti di forza limitata (es. spinta o urto) idonei a coartare la libertà della vittima: quindi l'assenza di lesioni non esclude il reato
- Per ottenere la derubricazione a furto il ricorrente deve dimostrare in modo chiaro e decisivo l'assenza di qualsiasi atto di coazione; una diversa lettura delle circostanze non basta se giudici di merito hanno motivato la valutazione delle prove
- La censura per travisamento della prova richiede la dimostrazione di un evidente misconoscimento o omissione di prova decisiva; una semplice richiesta di diversa interpretazione delle stesse immagini è in genere insufficiente
- In sede di Cassazione l'appello deve evidenziare punti di diritto o vizi motivazionali specifici: l'ordinanza può dichiarare inammissibile il ricorso e disporre condanna alle spese e sanzioni se le censure risultano infondate o generiche
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