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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49688/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per rapina aggravata e tentativo di furto in abitazione. Il ricorrente deduce: 1) nullità per difetto di notifica del decreto di citazione in appello al difensore nominato (la notifica era stata inviata a un omonimo con PEC diversa), con violazione del diritto di difesa; 2) nullità della notifica in primo grado per decreto di irreperibilità rilasciato senza le prescritte ricerche (ultimo domicilio noto e DAP) e per mancata rinnovazione del decreto nelle successive fasi; 3) violazione dell'art. 512 c.p.p. per l'utilizzo di dichiarazioni predibattimentali ritenute inutilizzabili in assenza di incidente probatorio, posto che la prevedibile irripetibilità delle dichiarazioni per lo stato di salute/età della persona offesa avrebbe imposto altra modalità di acquisizione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il primo motivo fondato: la citazione in appello era stata inviata alla PEC di un omonimo (Avv. Antonio Gugliotta, Foro di Roma) anziché al difensore di fiducia (Avv. Antonino Gugliotta, Foro di Messina), configurando omessa notificazione al difensore e nullità assoluta della sentenza impugnata ai sensi degli artt. 178 e 179 c.p.p. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: dagli atti risultano effettuate le ricerche presso la Questura e il DAP e il decreto di irreperibilità è stato adottato solo dopo esito negativo delle ricerche. Il terzo motivo è rimasto assorbito. Esito processuale: annullamento della sentenza impugnata (la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e ha trasmesso gli atti alla Corte di appello di Bologna per il prosieguo).

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Violazione che determina nullità assoluta quando manca la notifica a soggetti la cui presenza è obbligatoria (qui: il difensore dell'imputato), con compromissione del diritto di difesa

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Conferma che la mancanza di notifiche obbligatorie (es. al difensore) comporta nullità della sentenza, estendendo la tutela a garanzia del contraddittorio

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Regola la utilizzabilità delle dichiarazioni rese prima del dibattimento; la Corte ha valutato la questione ma l'ha lasciata assorbita, richiamando il principio per cui in presenza di prevedibile irripetibilità si può e talvolta si deve usare l'incidente probatorio

Massime di principio

  • La notifica al difensore è fondamentale: l'invio a un indirizzo PEC errato o a un omonimo può determinare la nullità assoluta del giudizio quando la presenza del difensore è obbligatoria; verificare sempre l'esattezza della PEC e gli estremi del destinatario prima di considerare perfezionata la notifica.
  • Il decreto di irreperibilità può essere impugnato solo se è stato emanato senza le ricerche obbligatorie; il giudice deve documentare le ricerche presso il domicilio noto e presso il DAP quando rilevante, e l'assenza di tali accertamenti rende infondata la notifica derivata dal decreto.
  • Quando vi è fondato timore che una persona testimone diventi irreperibile (per età, malattia, condizioni di salute), è opportuno richiedere l'incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni; in assenza di tale misura, l'utilizzabilità delle dichiarazioni può essere contestata, anche se la giurisprudenza richiede valutazioni concrete sulla prevedibilità dell'irripetibilità.
  • Se è accertata una nullità rilevante relativa alla presenza del difensore in appello, la pronuncia di annullamento può comportare la trasmissione degli atti al giudice competente per il prosieguo del giudizio (nuova istruzione o celebrazione dell'udienza), con possibile rinnovazione delle fasi processuali necessarie.
  • In fase di impugnazione, distinguere le censure processuali che travolgono solo il grado impugnato (es. notifiche in appello) da quelle che possono incidere anche sul giudizio di primo grado (es. illegittimità del decreto di irreperibilità); l'esito può essere differente a seconda della fase processuale competente e della prova documentale delle attività svolte.

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