Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15700/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP. Il motivo unico deduce contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale nella parte in cui, pur condividendo la gravità indiziaria, ha escluso il pericolo attuale di reiterazione del reato. Si censura che il Tribunale: a) ha ignorato indici gravi, concreti e specializzanti indicati dal GIP e relativi alla persistenza dell'operatività dell'associazione; b) ha dato eccessivo rilievo al lasso temporale intercorso tra i reati e la valutazione cautelare omettendo di considerare note di polizia (9/4/2024 e 18/6/2025) che attestano la piena operatività nel tempo; c) ha fatto coincidere erroneamente la cessazione dell'attività dell'associazione con la data delle intercettazioni (aprile 2022); d) non ha adeguatamente valorizzato l'arresto, avvenuto poco dopo la sostituzione della misura, di un altro componente (Lo Voi Daniel) quale elemento indiziario della persistente operatività del gruppo; e) non ha considerato nella dovuta misura, relativamente alla posizione dell'indagato, il rinvenimento di euro 12.000 in contanti occultati nell'abitazione, somma ritenuta dal PM pertinente ai proventi del traffico e sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, già sottoposta a sequestro ai fini della confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Pubblico ministero e ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del riesame. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari (art. 275, comma 3, c.p.p.) richiede una valutazione complessiva che consideri anche il fattore temporale ma non si limiti ad esso; occorre valutare elementi specifici che possano dimostrare l'attualità del pericolo. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia adeguatamente considerato gli elementi emergenti dalla perquisizione (i 12.000 euro) e altri elementi di personalità e di contesto, con la conseguenza che la decisione di escludere il pericolo di reiterazione risulta carente. Per questi motivi l'ordinanza è annullata e la causa è rinviata al Tribunale di Palermo per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che incrimina l'associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti; ai fini cautelari la fattispecie è caratterizzata dai reati-fine e non richiede necessariamente i requisiti strutturali del vincolo associativo ex art. 416-bis, pertanto la valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari va ancorata a elementi specifici e non a regole di esperienza generali.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Introduce una presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari per determinati reati (richiamati dall'art. 51, comma 3-bis); la presunzione può essere superata mediante prova contraria, ma la valutazione deve essere complessiva e tenere conto anche del lasso temporale, del contesto, della personalità e delle condizioni di vita del soggetto.

  • art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Elenca le fattispecie per le quali opera la presunzione di attualità delle esigenze cautelari richiamata dall'art. 275, comma 3; la sentenza ne richiama l'esistenza come quadro normativo per la valutazione cautelare.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sull'associazione di tipo mafioso citata a confronto: il principio di tendenziale stabilità del vincolo associativo elaborato per questa fattispecie non è automaticamente estendibile all'associazione di cui all'art. 74 DPR 309/1990.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede il sequestro e la confisca per sproporzione tra patrimonio e redditi dichiarati; nella vicenda il sequestro della somma di 12.000 euro è stato ordinato come misura preventiva finalizzata alla confisca per sproporzione e il valore è stato ritenuto indice rilevante ai fini della valutazione della pericolosità attuale.

  • art. 352, comma 2, cod. proc. pen.

    Consente la perquisizione domiciliare eseguita contestualmente all'esecuzione dell'ordinanza cautelare; la perquisizione ha consentito il rinvenimento della somma di denaro che la Corte ha ritenuto rilevante ai fini cautelari.

Massime di principio

  • La presunzione di attualità delle esigenze cautelari per reati gravi (art. 275, comma 3 c.p.p.) è relativa: il tempo trascorso non è determinante di per sé, ma va valutato insieme ad altri elementi concreti.
  • In ipotesi di associazione per traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990) occorre ricercare elementi specifici che dimostrino la persistenza dell'operatività o la continua propensione a delinquere del singolo indagato (es. note di polizia, nuovi episodi, sequestri di grosse somme).
  • Il ritrovamento di ingenti somme di denaro occultate e la loro sproporzione rispetto ai redditi dichiarati costituiscono indizi rilevanti per la valutazione della attualità delle esigenze cautelari e possono rafforzare la prognosi di pericolosità.
  • La decisione del giudice di merito che esclude il pericolo di reiterazione deve motivare in modo compiuto la valutazione della personalità, del contesto e del nesso tra associazione e reati-fine; omissioni o valutazioni contraddittorie possono determinare annullamento e rinvio da parte della Cassazione.
  • Non è possibile applicare automaticamente regole di esperienza elaborate per reati associativi di tipo mafioso (art. 416-bis) alle associazioni di traffico di stupefacenti: la valutazione è più focalizzata sui reati-fine e sui segnali di operatività nel tempo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.