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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13027/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 09/10/2025 del Tribunale della libertà di Caltanissetta. L'impugnante censura la sussistenza della gravità indiziaria in relazione all'appartenenza all'associazione di cui al capo 1) (art. 416-bis e art. 74 d.P.R. 309/1990), contestando la mancanza di prova del contributo funzionale fornito dal Nocera (assenza di disponibilità comprovata del casolare in contrada Spinasanta, rapporti limitati con i sodali, scarsità di contatti con Messaoudi, assenza di elementi tipici quali linguaggio criptico o schede intestate a terzi e mancato riscontro dalle dichiarazioni del collaboratore). Contesta inoltre il travisamento probatorio e la mancanza di chiarezza circa il contributo causale del ricorrente nel delitto di cui al capo 10) (offerta in vendita di 5 kg di hashish, con questioni sul prezzo e sulla partecipazione attiva) e la gravità indiziaria rispetto ai capi 27) e 28) per la presunta disponibilità del casolare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti siano essenzialmente censure di merito e di valutazione fattuale, volte a rivedere la ricostruzione dei fatti operata dal Tribunale del riesame, la quale risulta sorretta da motivazione logica e priva di vizi di legge evidenti. La Corte ha confermato, quindi, la legittimità della valutazione della gravità indiziaria operata dal Tribunale (che, in sede di riesame, aveva peraltro annullato limitatamente l'aggravante ex art. 416-bis.1 nei confronti del G.i.p. di Reggio Calabria ma aveva mantenuto le restanti statuizioni, ivi compresa la misura cautelare per i reati di cui agli artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990). Per l'inammissibilità del ricorso il giudice di legittimità ha inflitto al ricorrente la condanna al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Riferita come aggravante collegata alla partecipazione ad associazione; il Tribunale ha escluso tale aggravante in parte rispetto al provvedimento del G.I.P.; la Cassazione non ha ravvisato vizi di diritto nella valutazione compiuta dal Tribunale.

  • art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    Applicata la nozione dinamico-funzionalistica di partecipazione all'associazione per delinquere in materia di stupefacenti: rilevano la disponibilità reale di beni/luoghi, la custodia di stupefacenti e armi, il contributo funzionale anche minimo ma non insignificante e la partecipazione a reati-fine come indizio qualificato di adesione.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma di riferimento per i delitti di traffico di sostanze stupefacenti (reati-fine); utilizzata per giustificare le misure cautelari nei confronti dell'indagato e valutare il ruolo nelle cessioni di stupefacenti.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato per la composizione del Tribunale del riesame che ha adottato l'ordinanza impugnata.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Richiamato con riferimento alla requisitoria redatta dal Pubblico Ministero ai sensi della norma; disciplina formale della presentazione della requisitoria.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiede che il ricorso per cassazione denunci violazioni di specifiche norme di legge o carenze, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione; la Corte ricorda che non è consentita una rivalutazione dei fatti in assenza di tali vizi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze per il ricorso inammissibile; la Corte ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria ritenuta equa, non essendo stata dichiarata l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di riesame è inammissibile se mira soltanto a una diversa valutazione dei fatti: la Corte di legittimità verifica la motivazione e la corretta applicazione del diritto, non procede a un nuovo sindacato di merito.
  • Per la conferma delle misure cautelari basate sulla gravità indiziaria è sufficiente una motivazione che dia conto, in modo logico e coerente, dei convergenti elementi indizianti; contestazioni puramente fattuali e alternative interpretazioni delle stesse risultanze non sono idonee a fondare la cassazione.
  • La partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) si valuta con criterio dinamico-funzionalistico: rilevano la disponibilità di luoghi o beni per la custodia, la gestione di stupefacenti/armi, i contatti con i vertici, la partecipazione a reati-fine e la capacità di usare mezzi o sistemi tipici del sodalizio.
  • La mera titolarità formale di un immobile non esclude la prova della disponibilità di fatto; per escludere la partecipazione è necessario fornire elementi probatori che contraddicano in modo specifico e decisivo la ricostruzione del giudice.
  • Per contestare efficace­mente una decisione cautelare occorre dimostrare vizi specifici della motivazione (contraddittorietà, carenza, manifesta illogicità) o il travisamento degli elementi di prova, non la semplice esistenza di deduzioni alternative.
  • La proposizione di ricorsi in cassazione infondati può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie salvo che sia provata l'assenza di colpa nella loro presentazione.

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