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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13031/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di merito che li aveva condannati per calunnia e falso in relazione a una relazione di servizio: contestavano la sussistenza della falsità dei fatti descritti (in particolare l'addebito di uno speronamento, dimenarsi e inveire da parte della persona offesa), la mancanza del dolo specifico, la natura pubblica o rilevante della annotazione di servizio, la presunta innocuità del falso, la violazione della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio, l'errata applicazione delle aggravanti (nesso teleologico e abuso di poteri), la mancata considerazione della partecipazione minima (art.114 c.p.) per Bilancia e la prescrizione dei reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha confermato la ricostruzione dei fatti della Corte di appello e la responsabilità dei ricorrenti per calunnia e falso. Ha ritenuto che i filmati e le circostanze dimostrino una sostanziale discrepanza tra la realtà e quanto attestato nella relazione di servizio, escludendo che le divergenze possano essere giustificate come mera impressione concitata. La Corte ha confermato che la relazione di servizio ha natura di atto pubblico/atto interno rilevante ai fini disciplinari e probatori, che per il falso in atto pubblico è sufficiente il dolo generico e che il dolo è desumibile da facta concludentia e dallo scopo perseguito (assicurarsi l'impunità dalle accuse di percosse). Ha altresì ritenuto legittima l'applicazione delle aggravanti del nesso teleologico e dell'abuso di poteri, ha respinto le censure relative alla partecipazione minima e alla prescrizione (applicazione della sospensione introdotta dalla L. n.103/2017), e ha disposto la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e la comunicazione all'amministrazione di appartenenza.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. pen. (calunnia)

    La calunnia si integra anche quando una falsa incolpazione venga rivolta a superiori o altra autorità tenuta a riferire all'Autorità giudiziaria; non è necessaria una denuncia formale. La Corte ha ritenuto integrati tutti gli elementi, compreso il dolo, desumibile dalle circostanze e dallo scopo di assicurare l'impunità.

  • art. 337 cod. pen. (resistenza a pubblico ufficiale)

    Per la configurazione del reato sono necessari atti positivi di aggressione o minaccia. La Corte ha richiamato la distinzione tra resistenza attiva (violenta) e mera opposizione/passiva, ritenendo che nella vicenda si fosse trattato di mera opposizione e quindi l'attribuzione della resistenza era falsa.

  • art. 61, comma 1, n. 2 cod. pen. (nesso teleologico - aggravante)

    L'aggravante può essere applicata anche quando il reato 'fine' sia perseguibile a querela di parte e la querela non sia stata proposta; conta il rapporto teleologico tra reato commesso e finalità di assicurarsi l'impunità.

  • art. 61, n. 9 cod. pen. (abuso dei poteri inerenti alla funzione)

    Si applica se la commissione del reato è stata agevolata dalle qualità soggettive dell'agente; non è richiesta un nesso funzionale stretto tra potere abusato e reato. Nel caso la relazione di servizio, redatta nell'esercizio del servizio, ha agevolato la diffusione della falsa accusa.

  • art. 114 cod. pen. (minima partecipazione)

    Per riconoscere l'attenuante della minima partecipazione è richiesto un contributo marginale e trascurabile all'evento; la Corte ha ritenuto che la firma e il comportamento di Bilancia non fossero marginali e quindi l'attenuante non poteva essere riconosciuta.

  • art. 2699 cod. civ. (riferimento concettuale atto pubblico)

    La Corte ha ribadito che, ai fini penali, la nozione di atto pubblico è più ampia della definizione civilistica e comprende anche atti interni aventi rilevanza giuridica o probatoria per la pubblica amministrazione; la relazione di servizio è stata qualificata come atto suscettibile di valore probatorio interno.

  • art. 159 cod. pen. (sospensione del corso della prescrizione introdotta dalla L. n. 103/2017)

    La disciplina della sospensione della prescrizione prevista dalla L. 103/2017 si applica ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019; quindi i reati commessi nell'aprile 2018 non sono estinti per prescrizione.

  • art. 616 cod. proc. pen. (condanna alle spese per ricorso rigettato)

    In caso di rigetto del ricorso la Corte ha disposto la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • Una annotazione o relazione di servizio, pur essendo interna, può essere qualificata come atto pubblico o atto con valore probatorio interno se è destinata a riferire a superiori fatti rilevanti e può incidere su responsabilità disciplinari o penali.
  • La calunnia può essere costituita da una falsa incolpazione rivolta a superiori o ad altra autorità anche senza formale denuncia: rileva la capacità dell'accusa falsa di consentire l'esercizio dell'azione penale e la conoscenza dell'innocenza dell'accusato.
  • Per il falso in atto pubblico è sufficiente il dolo generico; il dolo può essere provato mediante elementi indiziari e facta concludentia, specie se vi è una netta discrepanza tra quanto dichiarato e le evidenze oggettive (es. filmati).
  • La contestazione di errore percettivo o concitazione non è sempre idonea a escludere il dolo quando la discrepanza tra dichiarazione e realtà sia significativa e indicativa di una rappresentazione consapevolmente mendace.
  • L'aggravante del nesso teleologico e quella dell'abuso di potere possono essere applicate quando la falsificazione è strumentale a conseguire impunità o è agevolata dalle qualità e funzioni del pubblico ufficiale, anche se il reato-fine è perseguibile a querela di parte.
  • Per ottenere il riconoscimento della minima partecipazione (art.114) è necessario dimostrare un ruolo realmente marginale e causalmente trascurabile; la mera firma su un documento può integrare una partecipazione significativa se consolida una versione falsa.

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