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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15136/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello di Ancona che lo ha confermato condannato, in concorso con Metta Vincenzo ed altri, per rapina aggravata tentata e consumata. I motivi sono: 1) violazione dell'art. 192 c.p.p. e difetto di motivazione circa l'affidabilità delle dichiarazioni etero-accusatorie di Metta Vincenzo, ritenute essenziali per l'affermazione di responsabilità ma, secondo il ricorrente, intrinsecamente inattendibili e prive di riscontri esterni; 2) violazione dell'art. 110 c.p. e difetto di motivazione sulla responsabilità del De Nigris per il reato di porto di arma da fuoco (art. 4 e 7 L. 895/67), con mancata indicazione degli elementi probatori a fondamento; 3) mancata valutazione favorevole della circostanza attenuante comune di cui all'art. 62 n.4 c.p., posto che il profitto della rapina consumata era modesto (poche decine di euro).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi attengono a valutazioni di merito riservate al giudice di merito e/o siano formulati in modo generico o non tempestivamente proposti (la circostanza attenuante non era stata dedotta in appello). Ha richiamato il limite del sindacato di legittimità che controlla la struttura logica e la conformità al diritto della motivazione, ma non riedita i fatti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma a titolo di condanna (importo non specificato nel testo fornito).

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente in relazione alla presunta mancanza di valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni di Metta; la Corte ha osservato che la verifica di attendibilità e i riscontri fattuali sono valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità se non con argomentazioni critiche puntuali che evidenzino illogicità o carenza motivazionale.

  • art. 110 cod. pen.

    Riferito alla responsabilità in concorso; la Corte ha richiamato il principio secondo cui tutti i compartecipi, compresi i cosiddetti basisti, possono rispondere anche del porto illegale di armi quando l'uso o la minaccia delle armi è parte integrante dell'ideazione dell'impresa criminosa.

  • art. 4 e 7 L. 895/67

    Norme richiamate in relazione al porto/porto illegale di arma da fuoco; la sentenza di merito è stata ritenuta adeguatamente motivata nel ricollegare il concorso del ricorrente all'ipotesi di porto d'arma nell'ambito della rapina.

  • art. 62 n.4 cod. pen.

    Si tratta della circostanza attenuante richiamata dal ricorrente per il modesto profitto del reato; la Cassazione ha rilevato che la questione non era stata proposta in appello e quindi è indeducibile in cassazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato i limiti dell'impugnazione per cassazione: la lett. b) riguarda l'errata applicazione della legge sostanziale e non può essere usata per sollecitare una diversa rilettura dei fatti; la lett. c) consente di denunciare violazioni di norme processuali solo se queste determinano invalidità, evitando così che il riesame dei fatti avvenga in sede di legittimità.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione verifica la correttezza giuridica e la struttura logica della motivazione, ma non rivede le valutazioni di merito e la valutazione delle prove salvo che emerga una specifica illogicità o carenza motivazionale.
  • Le doglianze sulla attendibilità di dichiarazioni di coimputati sono normalmente questioni di fatto: per essere sindacabili in cassazione devono essere espresse criticità puntuali e dimostrare una palese illogicità o contraddizione nella motivazione di merito.
  • Per le rapine a mano armata la responsabilità per il porto di armi può essere estesa a tutti i partecipanti, inclusi i basisti, quando il progetto criminoso comprendeva l'impiego o la minaccia con armi.
  • Le circostanze attenuanti o altre questioni difensive devono essere tempestivamente dedotte nei gradi di merito (in appello) per poter essere valutate in cassazione; se non proposte in appello sono inammissibili in cassazione.
  • I motivi di ricorso generici o che mirano semplicemente a ottenere una rinnovata valutazione degli elementi di fatto sono generalmente inammissibili per la Corte di legittimità.
  • Per ottenere l'annullamento per carenza di motivazione occorre dimostrare specifiche lacune nell'iter argomentativo della sentenza impugnata, non semplici disaccordi sulla valutazione probatoria.

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