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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13595/2023 del 17/05/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dall'esito di un concorso pubblico bandito in epoca antecedente al 1983 per la copertura di posti di puericultrice. La ricorrente, collocatasi in posizione utile in graduatoria ma non vincitrice, chiedeva che fosse accertato il suo diritto all'assunzione mediante scorrimento della graduatoria, con decorrenza retrodatata al momento in cui la graduatoria era stata resa esecutiva, nonché il risarcimento del danno professionale da perdita di chance. In primo grado la domanda era stata accolta, ma in appello il comune aveva ottenuto riforma della decisione, sostenendo che il proprio comportamento era stato conforme a buona fede e correttezza e che l'eventuale mancata assunzione era dipesa da facta principis: da un lato, i dinieghi e rilievi dell'organo di controllo sugli atti di assunzione; dall'altro, il blocco legislativo delle assunzioni previsto dalle leggi del 1983, con i relativi limiti percentuali. Nel ricorso per cassazione la lavoratrice deduceva violazione degli artt. 1175 e 1218 c.c., contestando che le sopravvenienze normative e i provvedimenti del CO.RE.CO. potessero integrare impossibilità sopravvenuta non imputabile al debitore; inoltre sosteneva che la disciplina del 1983 non fosse ostativa al suo diritto perché la graduatoria era stata approvata prima del 31 dicembre 1983 e che la delibera comunale oggetto di diniego non l'aveva direttamente riguardata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretto l'inquadramento della fattispecie operato dalla Corte d'appello: in tema di concorsi nel pubblico impiego privatizzato, l'approvazione della graduatoria determina un diritto soggettivo all'assunzione per il collocato in posizione utile e il correlato obbligo del comune, soggetto all'art. 1218 c.c.; tuttavia, nel caso concreto, l'inadempimento era escluso dalla presenza di facta principis, rappresentati sia dai pareri negativi dell'organo di controllo sia dalla disciplina legislativa sopravvenuta che limitava o impediva le assunzioni. La Corte ha inoltre rilevato che la censura sulla delibera comunale e sulla portata della decisione del Consiglio di Stato richiedeva una nuova valutazione di merito e difettava di autosufficienza perché non era stato trascritto il contenuto degli atti rilevanti. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto, con condanna della ricorrente alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1175 c.c.

    evoca i doveri di correttezza e buona fede nell'esecuzione del rapporto, ma la Corte ritiene che il comune abbia agito in conformità a tali canoni

  • art. 1218 c.c.

    l'obbligo di assunzione derivante dall'approvazione della graduatoria è soggetto al regime della responsabilità per inadempimento, ma il debitore è liberato se l'adempimento diviene impossibile per causa non imputabile

  • art. 366 c.p.c.

    il ricorso deve essere autosufficiente; quando si contestano atti amministrativi o delibere comunali, il loro testo va trascritto nel ricorso

  • L. n. 130 del 1983

    ha introdotto il blocco delle assunzioni per comuni e province, richiamato come sopravvenienza impeditiva

  • L. n. 730 del 1983

    ha previsto ulteriori limiti percentuali alle assunzioni per i comuni interessati, operanti anche come ostacolo alle assunzioni richieste

  • L. n. 730 del 1983

    prevede una deroga al blocco per i posti messi a concorso negli anni 1983 e precedenti con graduatoria formata entro il 31 dicembre 1983, ma la Corte ne legge la portata in coordinamento con i limiti dell'art. 16

  • d.P.R. n. 115 del 2002

    fonte dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto

  • d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato quale parametro per il contributo unificato aggiuntivo

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego privatizzato, l'approvazione della graduatoria di concorso, quale atto conclusivo del procedimento e insieme atto di individuazione del contraente, fa sorgere in capo al candidato utilmente collocato un diritto soggettivo all'assunzione e, correlativamente, un obbligo dell'amministrazione assoggettato all'art. 1218 c.c.
  • L'inadempimento dell'obbligo di assunzione può essere escluso quando l'adempimento risulti reso impossibile da un factum principis, ossia da un provvedimento legislativo o amministrativo estraneo alla sfera di volontà del debitore, purché questi abbia tenuto un comportamento diligente.
  • Chi deduce in cassazione l'irrilevanza di un atto amministrativo o di una delibera deve rispettare il principio di autosufficienza, trascrivendo il contenuto degli atti rilevanti; altrimenti la censura è inammissibile.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di nuova valutazione delle prove o di diversa ricostruzione dei fatti già apprezzati dal giudice di merito.
  • La deroga legislativa al blocco delle assunzioni va letta in coordinamento con eventuali limiti ulteriori imposti dalla stessa disciplina, sicché la sussistenza formale di una graduatoria utile non esclude di per sé l'operatività di vincoli normativi successivi o concorrenti.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della provaCaso fortuito e forza maggiore

Testo integrale

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