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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17740/2022 del 31/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento relativo all’anno 2005 (IRES, IRAP e IVA) con cui l'Agenzia ha recuperato a tassazione una variazione in diminuzione ritenuta indebita, consistente nella sopravvenienza non tassabile derivante dallo storno di accantonamenti effettuati in anni precedenti connessi alle variazioni vendite-acquisti dell'usato con il metodo del margine globale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di trattazione proposta dalla ricorrente volta a revocare il precedente decreto presidenziale che aveva dichiarato l'estinzione del procedimento per effetto della definizione agevolata (art. 6 d.l. n. 119/2018). Ha quindi confermato l'estinzione del giudizio disposta con il decreto presidenziale n. 28481/21 del 18/10/2021, compensando le spese della fase e precisando che non sussistono i presupposti per l'applicazione del cd. "doppio contributo unificato".

Norme richiamate

  • d.l. 23 ottobre 2018, n. 119 (convertito, art. 6)

    Le disposizioni sulla definizione agevolata fanno estinguere il giudizio se la definizione si perfeziona (assenza di diniego da parte dell'Amministrazione nei termini). L'istanza di trattazione prevista dal comma 13 richiede un interesse sostanziale e non può essere utilizzata come mero atto formale per sostituire la declaratoria di estinzione.

  • art. 391 c.p.c. (terzo comma)

    La richiesta di fissazione dell'udienza ai sensi dell'art. 391 c.p.c. è ammissibile solo se sorretta da utilità sostanziale; l'interesse deve essere concreto e rilevante, non meramente formale.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 13, comma 1‑quater)

    La Corte precisa che, trattandosi di inammissibilità dipendente dalla definizione agevolata intervenuta dopo la proposizione del ricorso, non ricorrono i presupposti per la condanna al cosiddetto "doppio contributo unificato".

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiami: SS.UU. 27/01/2016, n. 1518 e altre)

    Rilevato l'orientamento secondo cui la definizione agevolata persegue finalità di regolarità e speditezza del gettito e giustifica la tutela pubblicistica connessa alla sanatoria, rafforzando la necessità di un interesse sostanziale per richieste di rinnovazione processuale.

Massime di principio

  • Se il contribuente aderisce alla definizione agevolata prevista dall'art. 6 d.l. n. 119/2018 e l'Amministrazione non notifica diniego nei termini, il giudizio si estingue; le parti non possono successivamente ottenere che il merito venga riesaminato senza un interesse sostanziale.
  • L'istanza di trattazione (comma 13 art. 6) o la richiesta di fissazione ex art. 391 c.p.c. richiedono una utilità concreta: non bastano ragioni formali o la mera preferenza per un diverso atto processuale.
  • L'estinzione del procedimento per effetto della definizione agevolata comporta che, salvo profili particolari, non si applicano sanzioni processuali aggiuntive come il "doppio contributo unificato" quando l'inammissibilità è conseguenza della definizione intervenuta dopo il ricorso.
  • Le parti che intendono impedire l'estinzione devono agire tempestivamente e mostrare conseguenze processuali o sostanziali rilevanti; altrimenti le corti confermeranno l'estinzione e compenseranno le spese quando opportuno.

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