Cassazione Penale, Sentenza n. 42272/2022 del 09/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente, formale intestataria di rapporti bancari e terza interessata, ha impugnato il rigetto della richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. deducendo due motivi: (1) incompetenza per territorio del Tribunale di Reggio Calabria e carenza del fumus relativamente alla configurazione della 'macro associazione' (contestazione della sussistenza di vincolo durevole, affectio societatis, ripartizione dei compiti e continuità nell'approvvigionamento che giustificherebbero l'imputazione associativa al capo A); (2) insufficienza degli elementi indiziari a fondamento del sequestro finalizzato alla confisca allargata ex art. 240-bis c.p., con censura sulla mancata prova della reale disponibilità dei beni da parte dell'indagato (intestazione fittizia) e sulla necessità di un nesso temporale ragionevole tra acquisizione dei beni e commissione dei reati rilevanti, nonché sull'erronea estensione temporale della verifica patrimoniale e sulla mancata valutazione delle allegazioni difensive circa entrate lecite
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la correttezza dell'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria in ordine alla competenza per territorio, ritenendo congrua la ricostruzione dell'attività della cellula operativa di Rosarno quale luogo in cui l'associazione si era manifestata e, in subordine, quale sede principale di programmazione. Ha inoltre ritenuto fondati i motivi del Tribunale sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora necessari per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 240-bis, considerando adeguati gli accertamenti patrimoniali che hanno evidenziato sproporzione tra redditi dichiarati e disponibilità, e la presunzione relativa di illecito accumulo anche per beni intestati a familiari quando emerge la simulazione. Il ricorso è stato quindi respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
norma processuale richiamata per l'adozione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di riesame; la Corte ne prende atto come quadro procedurale del provvedimento impugnato
criterio principale di determinazione della competenza per territorio, individuando il giudice competente nel luogo in cui ha sede la base ove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminose del sodalizio
criterio suppletivo per individuare la competenza nel luogo in cui si è manifestata per la prima volta l'operatività della struttura quando non sia possibile stabilire il luogo di costituzione dell'associazione
art. 12 lett. c) cod. proc. pen.
riferimento alla nozione di connessione teleologica e alla possibilità di spostamento della competenza in presenza di reati connessi per finalità
norma penale sul traffico di stupefacenti, uno dei reati fine contestati nell'indagine cui si ricollega l'accusa associativa
norma penale che presiede la fattispecie di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ritenuta dalla Corte idonea a determinare la competenza per territorio e il spostamento giurisdizionale
disposizione sulla confisca 'allargata' per beni sproporzionati rispetto al reddito del soggetto ritenuto responsabile di reati indicati: la Corte conferma che per il sequestro preventivo finalizzato a tale confisca è sufficiente l'astratta configurabilità del reato e la presenza di seri indizi sulla sproporzione e sulla mancata giustificazione della provenienza lecita; la presunzione relativa di illecito accumulo può operare anche sui beni intestati a coniuge o figli se emerge simulazione
art. 12-sexies dl. n. 306/1992 conv. in l. n. 356/1992
richiamata nella giurisprudenza come disciplina affine alla confisca allargata; la Corte indica la non deducibilità in cassazione dei vizi di fatto nella verifica della sproporzione patrimoniale
norma che dispone la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di ricorso ritenuto inammissibile o temerario; applicata per la somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- La competenza per territorio nei reati associativi va individuata con riferimento al luogo in cui si svolgono programmazione, ideazione e direzione del sodalizio; se ciò non è pacificamente individuabile, rileva il luogo in cui l'associazione si è manifestata per la prima volta (art. 8 e art. 9 c.p.p.).
- La qualificazione di un gruppo come "associazione" richiede elementi concreti di vincolo durevole, affectio societatis e ripartizione dei compiti; tuttavia, in sede di riesame cautelare, la valutazione degli elementi probatori può ritenersi congrua se il giudice motiva il nesso sinergico e operativo tra la cellula locale e l'organizzazione più ampia.
- Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. è sufficiente l'astratta configurabilità del reato e seri indizi della sproporzione e della mancata giustificazione della provenienza dei beni; opera una presunzione relativa di illecito accumulo anche per beni intestati a familiari quando emerga simulazione, e l'onere probatorio si sposta sul titolare formale per dimostrare la legittimità delle entrate.
- La Corte di cassazione, in materia di sequestri preventivi e confische, è limitata nel sindacare i fatti e le valutazioni probatorie svolte dal giudice del merito: in cassazione sono deducibili prioritariamente i vizi di legge e i vizi motivazionali radicali, mentre i contestazioni di merito sulla verifica fattuale sono generalmente inammissibili.
- La verifica della ragionevolezza temporale della pertinenza patrimoniale è rilevante: beni acquisiti in epoca molto anteriore ai fatti rilevanti possono non giustificare il sequestro a meno che non emergano elementi che colleghino tali acquisizioni all'attività illecita.
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