Cassazione Penale, Sentenza n. 42244/2022 del 09/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il pubblico ministero ha impugnato la sentenza del Giudice di pace di Avellino che aveva assolto Forino Giovanni, ai sensi dell'art. 530, comma 2, cod. pen., dal reato previsto dall'art. 590, comma 3, cod. pen. Secondo l'imputazione, Forino aveva collegato con un cavo elettrico, privo di protezione e segnalazione, il suo autocarro alla bancarella, posando il cavo sul marciapiede destinato al transito dei pedoni; Santaniello Lidia vi era inciampata riportando lesioni personali guarite in oltre quaranta giorni. Il Giudice di pace aveva ritenuto che l'uso del cavo fosse giustificato dall'esercizio del diritto al lavoro e che il cavo fosse in zona visibile, escludendo così la colpa. Il Procuratore ha censurato la motivazione come insufficiente e erronea nel valutare l'elemento psicologico della colpa.
La decisione
La corte ha accolto il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto che la condotta materiale dell'imputato (posizionamento del cavo privo di protezione e segnalazione sul marciapiede) e il nesso causale con la caduta della persona offesa risultassero accertati e che il Giudice di pace avesse errato nell'escludere l'elemento soggettivo della colpa sulla base dell'esercizio del diritto al lavoro. La Corte ha altresì rilevato la mancata applicazione dei principi riferibili all'art. 40 cod. pen. in tema di responsabilità colposa. Per questi motivi ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il giudizio al Giudice di pace di Avellino per nuovo esame.
Norme richiamate
La sentenza di primo grado aveva disposto l'assoluzione ai sensi di questa norma perche il fatto non costituiva reato; la Corte d'appello ha ritenuto invece che tale valutazione motivazionale fosse viziata.
Norma che disciplina le lesioni personali aggravate (nel caso, lesioni guarite in oltre quaranta giorni). Questa era la fattispecie contestata all'imputato e per la quale si discuteva l'esistenza della colpa penalmente rilevante.
La Corte richiama l'art. 40 in relazione alla responsabilità colposa come principio utile nella valutazione del nesso di causalità e della colpevolezza; osserva che il Giudice di pace non ha applicato correttamente i principi relativi alla responsabilità colposa.
Massime di principio
- L'esercizio di un'attività lavorativa non giustifica automaticamente condotte che creano un rischio per terzi: va sempre valutata la diligenza e l'adozione di cautele idonee.
- Se la condotta materiale è appurata e vi è prova del nesso causale con il danno, il giudice deve valutare specificamente l'elemento soggettivo (colpa) e motivare adeguatamente l'esclusione della responsabilità.
- La semplice affermazione che un ostacolo fosse 'visibile' non è sufficiente a escludere la colpa senza un'analisi delle modalità di posa, delle cautele adottate e del comportamento medio di diligenza richiesto.
- In caso di motivazione insufficiente o errata in primo grado su punti decisivi (colpa, nesso causale), il pubblico ministero può ottenere l'annullamento e il rinvio per un nuovo giudizio.
- Il giudice deve richiamare e applicare i principi di responsabilità colposa e di nesso causale (richiamati dalla Corte) quando la fattispecie riguarda lesioni conseguenti a comportamenti commissivi che hanno creato un pericolo evitabile.
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