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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42248/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari (20/04/2022) che confermò, in gran parte, la condanna per concorso in furto in abitazione. Kevlishvili, Khutsishvili ed Endeladze deducono un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della configurazione come tentativo, sostenendo che la sola dichiarazione della persona offesa non prova la consumazione, dato il possibile carattere incerto dei beni sottratti. Lomitadze propone due motivi: (1) nullità per irregolare identificazione e carenza di specificazione dell'imputazione (data/luogo/provvedimento di cattura); (2) vizio di motivazione per diverso trattamento sanzionatorio rispetto ai coimputati, carenza di motivazione sull'identificazione come autore, diniego delle attenuanti (in particolare del ravvedimento operoso) nonostante comportamento processuale favorevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Quanto a Kevlishvili, Khutsishvili ed Endeladze, la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo: la Corte d'appello aveva valutato in modo approfondito e non censurabile la testimonianza della persona offesa, ritenendo univoca la sparizione di numerosi beni e pertanto la consumazione del furto; la ricostruzione difensiva non ha fornito alternative plausibili oltre ogni ragionevole dubbio. Quanto a Lomtadze, il ricorso è stato ritenuto generico e manifestamente infondato: l'identità fisica dell'imputato è stata accertata (impronte e arresto sul posto), le censure sull'imputazione non hanno pregiudicato il contraddittorio, le questioni probatorie sono di fatto e non riproponibili in Cassazione; il diniego delle attenuanti è motivato perché il comportamento carcerario formale non costituisce ravvedimento operoso. Conseguentemente la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma equitativamente determinata in Euro 3.000,00 per ciascuno.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Gli argomenti introdotti tardivamente in appello non sono riproponibili in sede di legittimità; la Cassazione non riesamina questioni di mero fatto o valutazioni probatorie non dedotte in tempo utile

  • art. 133 cod. pen.

    Il giudice valuta le attenuanti generiche sulla base degli elementi ritenuti decisivi; non è tenuto a menzionare ogni elemento favorevole, purché dia conto delle ragioni decisive per il diniego o la concessione

  • Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186

    Consente alla Corte la condanna al pagamento di somme alla Cassa delle ammende salvo che non sussistano elementi di colpa grave nella proposizione del ricorso; qui è stato ritenuto assente l'elemento colposo

  • Principio giurisprudenziale sulla prova testimoniale e onere della motivazione (giurisprudenza di legittimità citata)

    La valutazione dell'attendibilità della persona offesa è questione di fatto non sindacabile in Cassazione salvo motivazione manifestamente contraddittoria o uso di congetture; in caso di alternative difensive il giudice deve indicare elementi che confermano la tesi accusatoria e escludono ragionevolmente l'ipotesi difensiva

Massime di principio

  • La consumazione del furto può essere accertata anche sulla base della dichiarazione univoca e attendibile della persona offesa circa la sparizione di beni, quando non emergano spiegazioni alternative credibili; la valutazione della prova testimoniale è principalmente di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione
  • L'ipotesi di tentativo richiede che permangano dubbi significativi sulla effettiva sottrazione dei beni: se la perdita dei beni è provata in modo univoco, si configura la consumazione
  • L'identità dell'imputato come persona fisica prevale sull'incertezza anagrafica: l'accertamento mediante impronte o arresto sul luogo è sufficiente a escludere la nullità per irregolare identificazione
  • Le censure di fatto o le rivalutazioni probatorie tardive (non sollevate nei termini) non sono esaminabili in Cassazione; tali questioni devono essere adeguatamente dedotte e trattate nei gradi di merito
  • L'attenuante del ravvedimento operoso richiede comportamenti concreti di riparazione (risarcimento o altra tangibile manifestazione di ravvedimento) verso la parte offesa; il mero corretto comportamento in custodia cautelare non è sufficiente
  • Per il diniego o la concessione delle attenuanti generiche è sufficiente che il giudice indichi gli elementi ritenuti decisivi; la motivazione non deve essere esaustiva su ogni elemento, ma deve rispondere alle specifiche censure mosse dall'interessato

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