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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12082/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (impresa venditrice)

La controversia

La controversia nasce da una spedizione internazionale di partite di alluminio vendute da una società italiana a due acquirenti statunitensi. La società venditrice ha agito per ottenere il risarcimento del danno assumendo che la società di logistica, incaricata dell’operazione, avesse omesso di far consegnare la merce ai destinatari finali, con la conseguenza che le fatture emesse non erano state pagate dagli acquirenti. In primo grado la domanda è stata accolta e la società di logistica è stata condannata al pagamento di una somma a titolo risarcitorio; la Corte d’appello ha confermato la decisione. Nel ricorso per cassazione la società condannata ha articolato quattro motivi: (1) violazione dell’art. 345 c.p.c. per la ritenuta inammissibilità di documenti prodotti in appello, deducendo che tali documenti sarebbero stati rilevanti per provare la carenza di legittimazione passiva e l’adempimento, e che alcuni erano successivi alla preclusione istruttoria mentre altri non avrebbero potuto essere prodotti prima; (2) omesso esame di un fatto decisivo con riferimento alla pretesa carenza di legittimazione passiva, sostenendo che la documentazione di secondo grado dimostrava che la domanda era stata proposta contro un soggetto non passivamente legittimato; (3) violazione di legge per avere ritenuto l’inadempimento, assumendo che la documentazione in atti dimostrasse la consegna o messa a disposizione della merce ai destinatari; (4) violazione delle norme sulla qualificazione giuridica del rapporto, contestando di essere stata considerata vettore-spedizioniere anziché mero spedizioniere e affermando che il trasporto successivo negli Stati Uniti era stato affidato a terzi e che la clausola F.O.B. rilevava per ripartire gli obblighi tra venditore e acquirenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto irrilevante, nel giudizio di legittimità, la sopravvenuta apertura della liquidazione giudiziale della ricorrente, escludendo l’interruzione del processo. Quanto ai motivi, ha reputato inammissibile il primo perché non si confrontava con la ratio decidendi della sentenza impugnata e perché difettava di specificità nella indicazione dei documenti; il secondo perché colpito dal limite della doppia conforme e comunque perché non denunciava un fatto storico omesso, ma una questione giuridica; il terzo e il quarto perché miravano in sostanza a ottenere un nuovo esame del fatto e delle prove, senza individuare un reale error in iudicando e senza confrontarsi con la motivazione della Corte territoriale sulla qualifica di vettore-spedizioniere e sull’adempimento. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese e, ricorrendone i presupposti, anche a una somma ex art. 96, comma 3, c.p.c., oltre all’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    La produzione di nuovi documenti in appello è valutata alla luce delle preclusioni processuali; nel caso concreto i documenti erano inammissibili perché volti a sostenere un motivo di appello diverso e comunque non specificamente e tempestivamente dedotti.

  • art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Il ricorso è inammissibile se le censure non si confrontano con il decisum della sentenza impugnata e non enunciano in modo specifico i motivi di ricorso.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    È richiesta specifica indicazione dei documenti su cui il ricorso si fonda; il generico richiamo a documentazione non individuata è motivo di inammissibilità.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Non può essere utilizzato per sollecitare un mero riesame del fatto; occorre denunciare una specifica violazione di legge, cosa non avvenuta nei motivi terzo e quarto.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio è configurabile solo per omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti, non di questioni o argomentazioni.

  • art. 360, comma 4, c.p.c.

    In presenza di doppia conforme è precluso il ricorso per omesso esame di fatti decisivi, quando le decisioni di primo e secondo grado siano fondate sulle stesse ragioni in fatto.

  • art. 348-ter, commi 4 e 5, c.p.c.

    La doppia conforme rende inammissibile la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. se non è dimostrata la diversità delle ragioni di fatto delle due decisioni.

  • art. 1228 c.c.

    Le eventuali società terze incaricate dell’esecuzione della tratta sono ausiliarie del vettore, con responsabilità di quest’ultimo verso il caricatore per il loro fatto.

  • art. 1741 c.c.

    La Corte ha ricondotto il rapporto alla figura dello spedizioniere-vettore, in base alle polizze di carico e all’assunzione dell’obbligo di eseguire o far eseguire il trasporto.

  • art. 96, comma 3, c.p.c.

    Ricorrendone i presupposti, la parte soccombente può essere condannata a una somma ulteriore per responsabilità aggravata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.p.r. 115/2002

    In caso di inammissibilità del ricorso va dato atto dei presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 143, comma 3, codice della crisi d'impresa

    La sopravvenuta apertura della liquidazione giudiziale è stata ritenuta irrilevante ai fini dell’interruzione del giudizio di cassazione.

  • art. 49 codice della crisi di impresa

    Richiamato quale norma che disciplina la liquidazione giudiziale, in continuità sostanziale con il previgente fallimento.

  • art. 299 ss. c.p.c.

    Nel giudizio di legittimità non opera l’istituto dell’interruzione per gli eventi che colpiscono la parte.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La trattazione del ricorso è avvenuta in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto dalla norma.

  • art. 183, comma 6, c.p.c.

    I documenti formati dopo la preclusione istruttoria non potevano essere prodotti tempestivamente in primo grado.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il ricorso è inammissibile quando le censure non si confrontano specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata o si limitano a una critica astratta e generica.
  • La denuncia del vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l’omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso, non la riproposizione di questioni giuridiche o di mere argomentazioni difensive.
  • In presenza di doppia conforme, la censura di omesso esame dei fatti è preclusa se il ricorrente non dimostra che le decisioni di primo e secondo grado siano fondate su ragioni fattuali diverse.
  • La contestazione della qualificazione del rapporto contrattuale non può tradursi in una richiesta di nuovo apprezzamento delle prove quando il giudice di merito abbia motivato sulla base del contenuto dei documenti contrattuali e delle polizze di carico.
  • Quando il vettore si avvale di terzi per l’esecuzione di singole tratte, costoro operano come ausiliari e il vettore resta responsabile verso il caricatore per il loro fatto ai sensi dell’art. 1228 c.c.
  • Nel giudizio di legittimità la sopravvenuta apertura della liquidazione giudiziale della parte non determina l’interruzione del processo, che resta governato dall’impulso d’ufficio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTrasportoAziendaLiquidazione giudiziale
RamiProcesso civileContrattiCommercialeFallimentare / Crisi d'impresa
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullità

Testo integrale

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