Cassazione Penale, Sentenza n. 22942/2022 del 13/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della responsabilità penale per estorsione (tutti) e ricettazione (STRANO e CASTORINA). STRANO censura l'applicazione della recidiva e la mancata riduzione della pena in rapporto all'attenuante del risarcimento (art. 99, comma 6 c.p.). DI BLASI sostiene di essere stato mero intermediario/soggetto altruistico, privo di contributo all'estorsione, contesta la credibilità delle dichiarazioni usate a suo carico (anche con richiamo all'art. 197-bis c.p.p.) e chiede l'assunzione di prova decisiva (escussione della parte offesa). CASTORINA lamenta il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la valutazione della recidiva non considerata alla luce della resipiscenza e del risarcimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che il compendio probatorio (dichiarazioni della persona offesa e altri elementi) dimostri che DI BLASI non era un mero altruista ma ha avuto un ruolo decisivo nell'individuazione degli autori, nella fissazione/trasmissione della somma richiesta e nell'organizzazione della restituzione simulata, integrando concorso in estorsione. Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione della recidiva e la valutazione negativa delle attenuanti generiche; ha precisato che, nel giudizio abbreviato, la scelta del rito limita la possibilità di dedurre la mancata assunzione di prove non richieste al momento opportuno e che la decisione di non rinnovare l'istruttoria può essere sorretta da motivazione implicita. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a versare € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. La Corte ha quindi respinto i motivi come infondati e dichiarato i ricorsi inammissibili.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, DL 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176)
Richiamata come norma che ha consentito la trattazione secondo le forme emergenziali previste per il periodo pandemico; rilevante solo in ordine al procedimento di trattazione.
Limitazione dell'enunciazione dei motivi in cassazione entro i limiti strettamente necessari per la motivazione; usato per inquadrare i motivi presentati.
"in nessun caso l'aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti"
La Corte osserva che la disposizione regola eventuali aumenti di pena e non impedisce la mancata riduzione derivante dalla valutazione delle circostanze; non sussiste violazione perché non vi è stato un aumento per effetto della recidiva rispetto al minimo edittale applicato.
Richiamati in relazione alla possibile inutilizzabilità o alla credibilità delle dichiarazioni; la Corte ha ritenuto lecita e valutabile la prova testimoniale e le dichiarazioni contestate, ritenendo che non operasse esclusione automatica o che la loro credibilità fosse assorbita dalla valutazione complessiva.
Richiamato in relazione alle richieste di assunzione di prove; la Corte osserva che la richiesta di prove non condizionate alla scelta del rito abbreviato non ristabilisce il diritto alla prova che si è rinunciato a esercitare.
Permette il sindacato della mancata rinnovazione dell'istruttoria in sede di legittimità solo se emergono lacune, illogicità o contraddizioni manifesti; la Corte ritiene che tali presupposti non sussistano.
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. d)
Norma che consente il motivo di cassazione per mancata assunzione di prove decisive; la Corte ha ritenuto che, per il rito abbreviato e per la scelta difensiva, tale deduzione non fosse ammissibile o fondata.
Norma applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a contribuire alla Cassa delle Ammende; utilizzo per sanzioni processuali a seguito dell'inammissibilità dei ricorsi.
Massime di principio
- L'intermediario che concorre coscientemente alle trattative di determinazione del prezzo di "riscatto" e funge da vettore delle richieste può essere ritenuto concorrente in estorsione, salvo prova convincente che il suo intervento fosse esclusivamente altruistico e motivato da reale solidarietà.
- Nel giudizio abbreviato la scelta del rito limita la possibilità di contestare in Cassazione la mancata acquisizione di prove che non siano state richieste o formalmente dedotte nei termini processuali: chi rinuncia al dibattimento completa rinuncia al "diritto alla prova" non esercitato.
- La decisione di non rinnovare l'istruttoria in appello può essere fondata su motivazione implicita se il giudice dimostra di poter decidere allo stato degli atti; il sindacato in Cassazione è possibile solo per evidenti lacune, illogicità o contraddizioni nella motivazione.
- L'applicazione della recidiva e la sua equivalenza con attenuanti devono essere valutate concretamente: l'art. 99, comma 6, disciplina eventuali aumenti, ma non impone automaticamente una riduzione della pena quando siano state ritenute circostanze sfavorevoli e il minimo edittale è stato già applicato.
- Le contestazioni di credibilità delle dichiarazioni (anche per profili attinenti all'art. 197-bis c.p.p.) sono valutate nel contesto del più ampio compendio probatorio; l'esclusione o la non utilizzabilità di singole dichiarazioni non comporta automaticamente l'irrilevanza dell'intero quadro probatorio se altre prove lo corroborano.
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