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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22808/2022 del 13/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per detenzione di sostanza stupefacente ai sensi dell'art. 73 comma 1‑bis d.P.R. 309/1990. Sollevava due censure: (1) vizio nella valutazione della partecipazione concorrente alla detenzione della cocaina, sostenendo che i fatti non dimostrerebbero un contributo causale di Casillo e prospettando una lettura alternativa (connivenza non punibile o esclusiva responsabilità di Izzo, con richiamo all'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato la misura cautelare); (2) vizio nel trattamento sanzionatorio per mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, eccessività della pena e disparità di trattamento rispetto al coimputato Izzo (che aveva patteggiato una pena inferiore).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la valutazione di merito secondo la quale Casillo aveva contribuito materialmente o consapevolmente alla detenzione ai fini di spaccio della sostanza (circa 92,7 g di cocaina, oltre 200 dosi ricavabili), superando la soglia della semplice connivenza. La Corte ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione dei giudici di merito, ha escluso che l'ordinanza del riesame fosse vincolante per il giudizio di merito e ha confermato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la determinazione della pena alla luce della gravità e del dato ponderale della droga. Ha altresì disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 comma 1‑bis del d.P.R. n. 309 del 1990

    non presente testualmente nella motivazione fornita oltre all'indicazione dell'articolo

    norma sanzionatoria applicata per la detenzione ai fini di spaccio della cocaina; la Corte ha ritenuto integrato il reato per la quantità e le modalità di detenzione, con contributo concorrente dell'imputato

  • art. 23 comma 8 del decreto legge n. 137 del 2020

    citati solo per le conclusioni rese dal Pubblico Ministero

    richiami procedurali: il Pubblico Ministero ha formulato le proprie conclusioni ex art. 23 comma 8 D.L. 137/2020 con richiesta di inammissibilità del ricorso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    citato nella sentenza in relazione alle spese

    norma che dispone l'onere delle spese processuali a carico del ricorrente quando il ricorso è rigettato

Massime di principio

  • La valutazione sulla sussistenza del concorso nel reato di detenzione di stupefacenti è elemento di merito: la Cassazione non rivede i fatti se la motivazione della corte territoriale è razionale e non manifestamente illogica.
  • La distinzione tra connivenza non punibile e concorso si basa sul comportamento dell'agente: atteggiamento meramente passivo (connivenza) vs contributo positivo, materiale o morale, che agevoli o rafforzi l'attività criminosa (concorso).
  • Un'ordinanza del riesame che annulla una misura cautelare per difetto di gravi indizi non vincola il giudizio di merito: nuovi o più approfonditi accertamenti in sede di merito possono portare a valutazioni diverse.
  • La qualità e la quantità della sostanza sequestrata (numero di dosi, peso) sono fattori decisivi sia per la qualificazione della condotta sia per la determinazione della pena.
  • La disparità di trattamento rispetto a un coimputato definito con patteggiamento non è automaticamente sufficiente a ritenere la pena eccessiva: occorre comparare ruoli, modalità, confessioni e strumenti processuali (es. patteggiamento valorizza confessione).
  • Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche richiede motivazione: se la Corte motivata ritiene la condotta grave e i profili personali non prevalenti, la decisione difficilmente è censurabile in sede di legittimità.

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