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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15930/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di appello che, modificando il primo grado, ha dichiarato Pagliucoli colpevole dei reati ex art. 674 c.p. e art. 639, secondo comma, c.p. I motivi di ricorso contestavano: (i) contraddittorietà e travisamento del materiale probatorio in relazione alla condanna per l'imbrattamento (art. 639/2), per avere la Corte di appello dato rilevanza a dichiarazioni ritenute contraddittorie; (ii) omissione di motivazione circa il concorso formale fra i reati (dovendo il getto pericoloso di cose essere assorbito dal reato principale); (iii) mancato riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, primo comma, n. 4 c.p.), poiché non sarebbe stato provato un danno significativo; (iv) mancanza di motivazione sull'applicazione della pena detentiva invece di quella pecuniaria e sulla quantificazione della pena base e della continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo con riferimento alla determinazione della pena e ha dichiarato estinta per prescrizione la contravvenzione ex art. 674 c.p. (annullamento senza rinvio per questo capo). Ha annullato con rinvio la parte di sentenza relativa alla determinazione della pena per il reato ex art. 639, secondo comma, c.p., perché la Corte territoriale non aveva motivato la scelta della pena detentiva (anziché quella pecuniaria) né l'aumento per continuazione; ha rigettato il ricorso per il resto, dichiarando irrevocabile l'affermazione di responsabilità quanto alla colpevolezza. Pertanto: condanna per art. 639/2 confermata nel principio di responsabilità ma con rinvio per nuova determinazione della pena; art. 674 c.p. estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • Codice penale - art. 639, secondo comma

    art. 639, secondo comma, c.p.

    Reato di deturpamento/ imbrattamento di cose immobili punito con pena alternativa di reclusione o multa; la Corte ha riqualificato il fatto in questo reato e ha disposto rinvio per nuova determinazione della pena perché mancava motivazione sulla scelta della pena detentiva.

  • Codice penale - art. 674

    Getto pericoloso di cose (contravvenzione). La Cassazione ha dichiarato per questo capo l'estinzione del reato per prescrizione e ha annullato senza rinvio la parte impugnata.

  • Codice penale - art. 62, primo comma, n. 4

    art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    Circostanza attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità: richiede valutazione oggettiva del valore complessivo del danno e che esso abbia rilevanza minima; la Corte d'appello ha correttamente ritenuto di non riconoscere l'attenuante in base ai criteri giurisprudenziali.

  • Legge 20 febbraio 2006, n. 46 (travisamento della prova)

    legge 20/02/2006, n. 46 (introduzione del criterio del travisamento della prova)

    Il principio del 'travisamento della prova' è utilizzabile per apprezzare la contraddittorietà estrinseca della motivazione ma non per riesaminare nel merito la valutazione delle prove; la Corte ha ribadito che il controllo di legittimità riguarda il rapporto motivazione-decisione.

  • Disposizioni attuative c.p.p. - art. 165-bis, comma 2, disp. att. c.p.p.

    art. 165-bis, comma 2, disp. att. cod. proc. pen.

    Ribadito il principio di autosufficienza nella valutazione delle censure: la mera citazione parziale di una testimonianza non è sufficiente per dimostrare la contraddittorietà se non contestualizzata.

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. L. 18/12/2020, n.176)

    art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020, n. 137 (convertito)

    Norma che ha consentito la trattazione scritta del procedimento in Cassazione in mancanza di richiesta di discussione orale; il processo è stato trattato per iscritto e le parti hanno depositato conclusioni scritte.

Massime di principio

  • Il giudice d'appello, quando sceglie tra pena detentiva e pena pecuniaria (alternative per lo stesso reato), ha l'obbligo di motivare specificamente le ragioni della scelta: la mera indicazione di una pena 'equa' è insufficiente.
  • Il sindacato della Cassazione sul travisamento della prova è limitato: serve a verificare la coerenza logico-motivazionale, non a riesaminare nel merito la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito.
  • Per il riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità occorre valutare il danno nel suo complesso e in termini oggettivi; deve essere praticamente trascurabile per il danneggiato.
  • Se un reato di natura contravvenzionale è ormai prescritto, la Cassazione annulla quel capo senza rinvio; la prescrizione estingue il reato anche se la responsabilità è stata accertata in primo o secondo grado.
  • Le impugnazioni che contestano la valutazione probatoria devono essere corredate da motivazione completa e autosufficiente: estratti o citazioni parziali di dichiarazioni testimonali possono essere ritenuti inidonei a fondare il vizio.
  • Quando la Corte di appello riqualifica il reato (es. da danneggiamento a deturpamento previsto dall'art. 639/2), essa deve anche motivare adeguatamente la determinazione della pena, compresa l'eventuale valutazione di continuazione o concorso.
  • Il diverso inquadramento giuridico di un fatto (concorso formale vs continuazione) incide sulle questioni di pena: se la sentenza impugnata ha adottato un istituto (es. continuazione), la censura che ne chiede un altro (es. concorso formale) può risultare assorbita se la decisione di merito si è orientata diversamente.

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