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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15830/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna (Tribunale di Taranto e Corte d'appello) per fatti del 19/02/2017: detenzione e porto illegale di arma comune da sparo (pistola 9x21) e reati connessi di minaccia aggravata, accensioni/esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato. Ha articolato tre motivi: 1) carenza di prova della sua presenza nei luoghi dei fatti e insufficiente gravità, precisione e concordanza degli elementi probatori (videoriprese, intercettazioni, disponibilità della motocicletta); 2) vizio di motivazione e apoditticità nella ricostruzione, senza analisi critica delle prove; 3) omissione nell'applicare le circostanze attenuanti generiche (artt. 132, 133 e 62-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi non consentiti in sede di legittimità in quanto consistono in doglianze di merito sulla valutazione dei fatti e delle prove, non sindacabili in questa sede salvo macroscopici vizi di motivazione. Ha confermato che la motivazione della Corte territoriale è chiara e logica: videoriprese e intercettazioni, la corrispondenza del veicolo e degli abiti, la breve distanza temporale/territoriale e l'inattendibilità della versione difensiva formano un quadro probatorio coeso. Anche il terzo motivo è inammissibile: la Corte d'appello ha motivatamente escluso le attenuanti generiche alla luce della capacità a delinquere, dei precedenti per reati d'arma e dell'assenza di segni di resipiscenza o collaborazione processuale. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge 14 ottobre 1974, n. 497

    Norme sull'uso e porto di armi richiamate per la fattispecie di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo; la Corte ha ritenuto sussistente il reato in base agli elementi probatori che collegano l'imputato all'arma e al suo impiego

  • codice penale

    art. 612, secondo comma; art. 703; art. 635, secondo comma in relazione all'art. 625, primo comma, n. 7; artt. 132, 133, 62-bis

    Articoli richiamati per minaccia aggravata, accensioni/ esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato; artt. 132/133/62-bis relativi a valutazione e concessione delle circostanze attenuanti generiche, che sono state invece escluse per mancanza di elementi favorevoli significativi

  • codice di procedura penale

    art. 192, comma 2; art. 606; art. 616

    Art. 192(incidenze di nullità) e art. 606 (motivi di impugnazione) richiamati nel controllo di legittimità: la Corte ha ritenuto che i motivi fossero doglianze di fatto non rientranti nelle categorie sindacabili; art. 616 giustifica la condanna alle spese e alla somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito rimettere in discussione la valutazione dei fatti e delle prove compiuta dal giudice di merito salvo macroscopici vizi di motivazione: i ricorsi basati su una diversa lettura delle risultanze probatorie sono generalmente inammissibili
  • Le prove indirette e le risultanze circolari (videoriprese, intercettazioni, coincidenze temporali e corrispondenze oggettive) possono concorrere a formare un quadro probatorio sufficiente se risultano coerenti e convergenti
  • Per contestare la motivazione in sede di legittimità occorre individuare vizi giuridici o logici di grande rilievo (contraddittorietà manifesta, illogicità palese), non semplici divergenze interpretative
  • La concessione delle circostanze attenuanti generiche spetta al giudice di merito e può essere esclusa motivatamente anche prendendo in considerazione un solo elemento ritenuto decisivo (prevalente) tra quelli indicati dall'art. 133 c.p.; la Cassazione sindaca solo la manifesta illogicità di tale motivazione
  • Nelle impugnazioni penali è più efficace sollevare censure di diritto (nullità processuali, violazioni di norme che incidono sulla regolare formazione della prova, vizio di motivazione macroscopico) piuttosto che proporre alternative ricostruzioni fattuali

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