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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15819/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Squizzato impugnava la conferma della sua condanna per il delitto previsto dall'art. 582 c.p. (lesioni personali) sostenendo che il reato si fosse estinto per remissione della querela. Dagli atti risultava che il persona offesa, Rizzo Antonio, il 27/02/2021 aveva formalmente rimesso la querela davanti a un ufficiale di polizia giudiziaria presso la stazione dei Carabinieri di Camposampiero e che lo stesso giorno il ricorrente aveva accettato tale remissione con dichiarazione resa dinanzi al medesimo ufficiale. La difesa deduceva che, essendo state rispettate le formalità previste dall'art. 340 c.p.p., si fosse verificata la causa di estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha constatato che la remissione della querela e la contestuale accettazione erano state eseguite in conformità alle formalità dell'art. 340 c.p.p., sicché si è verificata la causa di estinzione del reato prevista dall'art. 152 c.p. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato. La Corte ha altresì disposto che le spese del presente grado di giudizio siano poste a carico del querelato Squizzato, ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p., non risultando diverso accordo nell'atto di remissione.

Norme richiamate

  • art. 582 c.p.

    Norma sostanziale relativa alle lesioni personali, indicata come il reato per cui il ricorrente era stato condannato

  • art. 152 c.p.

    Prevede l'estinzione del reato quando interviene validamente la remissione della querela nei casi di perseguibilità a querela di parte; la Corte l'ha applicato per dichiarare estinto il reato

  • art. 340 c.p.p.

    Regola le formalità della remissione della querela e della sua accettazione (documentazione avanti a ufficiale di polizia giudiziaria, modalità di dichiarazione); la Corte ha ritenuto che le formalità siano state rispettate, con conseguente efficacia estintiva della remissione

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    Stabilisce che, salvo diverso patto nell'atto di remissione, le spese del grado di giudizio siano a carico del querelato; la Corte ha posto le spese a carico di Squizzato

  • Giurisprudenza: Cass. sez. un., 25.2-27.5.2004, n. 24246

    Richiamata come principio secondo cui la causa estintiva derivante da remissione di querela può essere rilevata in sede di legittimità; conferma la possibilità per la Cassazione di dichiarare l'estinzione del reato

Massime di principio

  • La remissione della querela, se resa con le formalità previste (es. dichiarazione davanti a ufficiale di polizia giudiziaria) e accettata dall'imputato, estingue il reato perseguibile a querela di parte.
  • La Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio o su istanza la causa estintiva della remissione della querela e annullare la sentenza senza rinvio quando il reato risulti estinto.
  • È essenziale che la remissione e l'accettazione siano documentate in modo formale (data, luogo, presenza dell'ufficiale di polizia giudiziaria e dichiarazioni rese dalle parti) per produrre effetto estintivo.
  • L'estinzione del reato per remissione non equivale a una dichiarazione di insussistenza della responsabilità, ma determina comunque la cessazione del procedimento penale e della condanna.
  • In mancanza di un diverso accordo nell'atto di remissione, le spese del grado di giudizio possono essere poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340 c.p.p., comma 4.
  • La remissione è efficace solo per i reati perseguibili a querela di parte; per reati procedibili d'ufficio la remissione della vittima non estingue il reato.
  • In situazioni simili verificare sempre tempi e modalitá: la remissione intervenuta durante il termine per proporre ricorso (o comunque prima di un irrevocabile passaggio in giudicato) può interrompere la possibilità di prosieguo del gravame.

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