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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30621/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia n. 694/22. Motivi: (1) censura della qualificazione come circostanza aggravante dell'art. 61 n. 5 c.p. (minorata difesa) per presunta carenza di motivazione e mancata contestualizzazione di come lo stato dei luoghi abbia avvantaggiato l'agente; (2) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p. (fato di minima entità) senza adeguata motivazione; (3) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p. (danno risarcito) per insufficiente valutazione delle iniziative risarcitorie e della loro efficacia rispetto alla disponibilità del reo e al danno effettivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul merito la Corte ha ritenuto aspecifico e manifestamente infondato il primo motivo, richiamando la giurisprudenza (Sez. U., Cardellini) secondo cui la minorata difesa richiede una concreta situazione di vulnerabilità e ha condiviso la valutazione del giudice di merito che ha valorizzato il fatto che il fatto è avvenuto in un autogrill autostradale alle ore 2:20 circa con la dipendente sola. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato perché il giudice di primo grado aveva motivatamente escluso la minima entità (es. 310 euro trafugati non considerati minimali; valore dell'auto non trascurabile). Il terzo motivo è stato respinto perché non risultano documentati risarcimenti integrali o un'offerta reale e depositata secondo le modalità (art. 1029 c.c. e ss.) richieste dalla giurisprudenza per far valere l'attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata (di merito) rimane quindi confermata nei suoi effetti.

Norme richiamate

  • art. 61, primo comma, n. 5 c.p.

    La Corte ha interpretato la circostanza aggravante della "minorata difesa" nel senso che è necessaria una concreta situazione di vulnerabilità del soggetto passivo (non basta l'idoneità astratta di tempo/luogo/persona); il tempo notturno può essere di per sé idoneo se ha effettivamente ostacolato la difesa.

  • art. 62, n. 4 c.p.

    L'attenuante per minima entità del fatto non è riconosciuta se l'ammontare del danno non può ritenersi trascurabile secondo le valutazioni di merito (es. 310 euro non considerati minimali; valore anche modesto di un'autovettura non automaticamente 'minimo').

  • art. 62, n. 6 c.p.

    Per riconoscere l'attenuante per il danno risarcito è necessario che la riparazione sia volontaria, integrale ed effettiva: la somma deve essere posta concretamente a disposizione della persona offesa (versamento, deposito o atto equipollente) o deve risultare un'offerta reale seguita dal relativo deposito, specialmente se la vittima rifiuta l'accettazione.

  • art. 1029 e ss. c.c.

    Richiamati come modalità civilistiche attraverso le quali l'offerta di risarcimento deve essere resa effettiva (deposito o atto equipollente) per consentire alla persona offesa di acquisire concretamente la somma, requisito richiesto dalla giurisprudenza per l'attenuante dell'art. 62 n. 6 c.p.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e al pagamento in favore della Cassa delle ammende conseguente alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 (convertito)

    Richiamata per motivare il trattamento del procedimento con contraddittorio scritto (assenza di discussione orale richiesta dalle parti).

Massime di principio

  • Per contestare la qualificazione come "minorata difesa" (art. 61 n.5 c.p.) non basta richiamare le condizioni di tempo/luogo in modo astratto: occorre dimostrare che tali condizioni hanno concretamente creato una situazione di vulnerabilità del danneggiato e che la difesa è stata effettivamente ostacolata.
  • Il tempo notturno può integrare da solo la minorata difesa se si dimostra che ha concretamente inciso sulla possibilità di difesa della vittima (es. locale isolato, persona sola), ma il giudice valuta la situazione complessiva e le circostanze possono esser neutralizzate da elementi contrari.
  • L'attenuante per minima entità (art. 62 n.4 c.p.) richiede una valutazione fattuale puntuale: somme esigue o danni veramente trascurabili possono giustificarla, ma importi anche modesti vanno dimostrati come non rilevanti rispetto al contesto.
  • Per ottenere l'attenuante per il danno risarcito (art. 62 n.6 c.p.) è necessario provare la volontarietà, l'integralità e l'effettività della riparazione: occorre documentare l'offerta reale e, se la vittima rifiuta, il deposito o atto equipollente previsto dal codice civile per rendere la somma effettivamente disponibile.
  • In appello e in cassazione i motivi devono essere specifici e non mera ripetizione di questioni di fatto: motivi generici possono giustificare la mancata risposta del giudice e determinare l'inammissibilità o il rigetto.
  • Chi impugna in cassazione deve focalizzarsi su errori di diritto o su insufficienze motivazionali specifiche; la giurisprudenza di legittimità richiede un concreto confronto con i criteri giurisprudenziali citati (es. Cardellini) quando si discute di circostanze aggravanti o attenuanti.
  • Esiste il rischio di condanna alle spese e ad oneri (es. Cassa delle ammende) in caso di ricorso inammissibile o infondato: valutare con attenzione la probabilità di successo prima di proporre ricorso.

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