Cassazione Penale, Sentenza n. 30350/2024 del 24/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il PM impugna l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva revocato l'ingiunzione a demolire emessa in esecuzione di una sentenza ex art. 444 c.p.p., denunciando vizio di motivazione e violazione di legge: la revoca sarebbe stata fondata unicamente sul rilascio di un permesso in sanatoria senza che il giudice dell'esecuzione verificasse la legittimità, la portata e la corrispondenza del permesso alle opere da demolire (dovendo avvalersi, se necessario, dei poteri istruttori ex art. 666, comma 5, c.p.p.). Inoltre il permesso preso a riferimento riguardava solo una delle unità immobiliari interessate dall'ordine di demolizione e quindi non poteva legittimare la revoca; va poi verificato il rispetto dei limiti di cubatura previsti dalla norma sul condono.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al giudice dell'esecuzione affinché compia i necessari accertamenti, avvalendosi, se occorre, dei poteri istruttori di cui all'art. 666, comma 5, c.p.p., per verificare la legittimità, l'oggetto e la portata dei permessi in sanatoria (incluso il permesso n. 51/2020 e il successivo permesso del 3/4/2024), la corrispondenza delle opere autorizzate con quelle soggette a demolizione, il rispetto dei limiti di cubatura e l'eventuale carattere unitario dell'edificio quando le istanze provengono da un unico soggetto legittimato.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma di riferimento per proporre il ricorso per cassazione avverso ordinanze del giudice dell'esecuzione; disciplina i motivi e la procedura di impugnazione
art. 666, comma 5, cod. proc. pen.
Attribuisce al giudice dell'esecuzione poteri istruttori per acquisire elementi rilevanti nel procedimento esecutivo; deve essere utilizzato per verificare la legittimità e la portata di provvedimenti amministrativi invocati per revocare o sospendere l'esecuzione
Richiamata in quanto la demolizione era stata disposta in esecuzione di una sentenza resa ai sensi di tale articolo; ciò delimita l'oggetto dell'esecuzione
art. 32, comma 25, d.l. 30 settembre 2003, n. 269, conv. l. 24 novembre 2003, n. 326
Disciplina il condono edilizio richiamato: per la concedibilità della sanatoria è necessario il rispetto di limiti di cubatura sia per ciascuna unità abitativa sia per l'intero edificio, con implicazioni sulla validità delle singole domande e dei permessi rilasciati
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 41
Richiamato in relazione alla verifica della conformità delle disposizioni regionali e dei provvedimenti amministrativi rispetto ai principi della normativa nazionale in materia edilizia e urbanistica
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione che valuta la revoca o la sospensione di un ordine di demolizione deve verificare concretamente la legittimità e la portata dei provvedimenti amministrativi (es. permessi in sanatoria) richiamati dai ricorrenti, e può usare i poteri istruttori ex art. 666, comma 5, c.p.p.
- Il mero rilascio di un permesso in sanatoria non determina automaticamente la revoca dell'ordine di demolizione: occorre accertare che il permesso copra effettivamente le opere oggetto dell'ingiunzione e sia valido nel rispetto dei requisiti di legge e dei limiti volumetrici previsti per il condono
- Quando più istanze di condono riguardano unità facenti parte di un medesimo edificio e l'immobile fa capo a un unico soggetto legittimato, il giudice deve valutare se le istanze costituiscono unitarie e richiedono un'unica concessione in sanatoria, evitando frazionamenti artificiosi
- Il giudice dell'esecuzione deve acquisire e valutare eventuali sopravvenienze documentali (es. permessi successivamente rilasciati) e valutare la corrispondenza materiale tra le opere autorizzate e quelle da demolire prima di disporre la revoca
- In casi simili il difensore della pubblica accusa può ottenere l'annullamento dell'ordinanza impugnata se dimostra che il giudice dell'esecuzione non ha svolto gli accertamenti istruttori necessari o non ha valutato la legittimità dei provvedimenti amministrativi addotti dagli esecutati
- Per i soggetti che intendono opporsi a una demolizione, è utile produrre fin dall'incidente di esecuzione tutta la documentazione amministrativa (domande di condono, provvedimenti comunali, permessi in sanatoria) e dimostrare la titolarità effettiva e la coincidenza delle domande con le opere da regolarizzare
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