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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30335/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze. Il primo motivo censura la qualificazione del fatto al capo C) come consumato (detenzione a fine di spaccio, art. 73 DPR 309/1990) e non come tentativo: il ricorrente sostiene che la cessione non si è mai realizzata perché la droga fu sottratta al fornitore da un terzo mediante rapina, senza che lo stupefacente passasse nelle sue mani né fosse stata instaurata una trattativa sinallagmatica. Il secondo motivo contesta l'eccessività della pena, lamentando l'applicazione di una pena base molto superiore al minimo edittale (richiami a artt. 132, 133 e 69 cod. pen.).

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto. Ha ritenuto inammissibile la riproposizione in cassazione delle medesime doglianze già esaminate e motivate in appello senza confronto critico con le argomentazioni dei giudici di merito. Sul merito ha confermato che la Corte d'appello ha motivato in modo logico e congruo la qualificazione del reato al capo C) come offerta/detenzione a fini di spaccio (art. 73, comma 1 DPR 309/1990), perché dalle intercettazioni emergeva un accordo e la disponibilità a procurare 2 kg di cocaina, sufficiente a ritenere la consumazione dell'offerta anche se non si era materialmente perfezionata la traditio. Ha inoltre ritenuto corretta la determinazione della pena, valorizzando l'ingente quantitativo e la negativa personalità dell'imputato (procedimenti pendenti), e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    L'art. 73 comma 1 punisce varie condotte correlate allo stupefacente, compresa l'offerta; la Corte ha interpretato che l'offerta si consuma quando l'agente manifesta la disponibilità a procurare droga collegata a una effettiva disponibilità, anche non attuale, di fornire lo stupefacente in tempi ragionevoli.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74

    Norma richiamata nel capo A) dalla sentenza di merito (per la quale l'imputato è stato assolto): non applicata al fine di confermare responsabilità per il capo C).

  • Codice penale

    Riguarda la disciplina del tentativo; la Corte ha ritenuto che non operi perché la condotta di "offerta" era già consumata per la manifestazione di disponibilità collegata a effettiva possibilità di procacciamento.

  • Codice penale

    Riferimenti al concorso di persone e alla punibilità come concorrenti, richiamati nelle imputazioni confermate in parte dalla Corte d'appello.

  • Codice penale

    Norme sulla determinazione della pena e recidiva/persona dell'imputato; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito che ha considerato l'ingente quantità e la personalità negativa (anche in ragione di procedimenti pendenti) nella determinazione del trattamento sanzionatorio.

Massime di principio

  • La "offerta" di sostanze stupefacenti si perfeziona quando l'agente manifesta la disponibilità a procurare droga purché esista una effettiva disponibilità, anche non immediata, di smistarla; non è necessario che si completi la traditio perché il reato sia consumato.
  • In Cassazione è inammissibile riproporre in termini generici le stesse doglianze già valutate e motivatamente respinte in appello: occorre confrontarsi criticamente con le ragioni del giudice di merito.
  • Il sindacato della Corte di legittimità è limitato: non può riformare la valutazione dei fatti e delle prove compiuta in sede di merito se la motivazione è logica e congrua.
  • Nella determinazione della pena il giudice può tener conto anche di procedimenti penali pendenti a carico dell'imputato (elemento sulla personalità) e della quantità di stupefacente accertata tramite elementi indiziari quali intercettazioni.
  • La qualificazione giuridica dell'evento (consumato vs tentativo) dipende dalla valutazione complessiva degli elementi che dimostrano la disponibilità e l'accordo tra le parti, non esclusivamente dalla materialità della consegna dello stupefacente.

Testo integrale

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